Fede e religione

San Francesco, un Santo più attuale che mai

Il 4 ottobre l’Italia celebra San Francesco d’Assisi. A 800 anni dalla morte, il suo messaggio di amore per il creato parla ancora al mondo.

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Il 4 ottobre l’Italia celebra San Francesco d’Assisi, e nel 2026 questa giornata assume un significato davvero particolare.
Sono trascorsi infatti 800 anni dalla morte del Poverello di Assisi, avvenuta nel 1226. E proprio da quest’anno il 4 ottobre è nuovamente Festa nazionale, istituita per celebrare i valori di pace, fratellanza, tutela dell’ambiente e solidarietà incarnati dal Patrono d’Italia. Otto secoli sono trascorsi, ma Francesco sembra parlare direttamente all’uomo contemporaneo. Parla a un mondo ancora attraversato dalle guerre e dalle divisioni. Parla a una società nella quale povertà e disuguaglianze continuano a esistere. E parla soprattutto alle nuove generazioni, sempre più attente alla salvaguardia del pianeta. Non è casuale che Giovanni Paolo II lo abbia proclamato patrono dei cultori dell’ecologia già nel 1979. La grandezza di Francesco sta forse proprio qui: essere un uomo profondamente medievale e, contemporaneamente, un Santo capace di apparire incredibilmente moderno. Una figura che appartiene alla Chiesa, all’Italia, ma anche alla storia spirituale dell’intera Europa.

San Francesco e un messaggio che attraversa i secoli

Nel giorno dell’ottavo centenario della morte, Papa Leone XIV ha ricordato proprio oggi come il carisma di Francesco continui a portare frutto dopo otto secoli, indicando nell’amore fraterno la risposta alle “crepe della discordia” che attraversano anche il nostro tempo. Ed è probabilmente questo uno dei motivi per cui San Francesco continua ad affascinare anche chi non è credente.

Il suo messaggio non nasce da grandi teorie, ma da una scelta di vita radicale: abbandonare ricchezza e privilegi per stare dalla parte degli ultimi.

Francesco sceglie la povertà, predica la pace e considera ogni essere umano un fratello.

Il suo rapporto con la natura appare poi sorprendentemente vicino alla sensibilità contemporanea.

Nel Cantico delle Creature il sole diventa fratello, la luna sorella, così come l’acqua, il fuoco e la stessa terra entrano in una visione universale della creazione.

Una sensibilità che spiega perché, molti secoli dopo, sia diventato un riferimento mondiale anche per la tutela dell’ambiente.

Ma c’è soprattutto la pace.

In un’epoca nella quale l’Europa e altre regioni del mondo continuano a conoscere guerre e violenze, le parole e l’esempio del Santo di Assisi acquistano una forza particolare.

Un Santo da prendere come esempio nella vita di tutti i giorni

Leone XIV, proprio in occasione dell’VIII Centenario, ha auspicato che il suo messaggio di pace trovi nuova eco nella società contemporanea. Francesco appartiene così al ristretto gruppo di figure cristiane che hanno segnato profondamente la storia spirituale europea.

Accanto a lui si possono ricordare personalità straordinarie come Santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa, e Santa Giovanna d’Arco, protagonista della storia religiosa e civile del continente.

Tre figure lontane per origine, esperienza e vocazione, ma capaci di superare i confini della propria epoca.

San Francesco possiede però una caratteristica particolare: il suo linguaggio continua a essere immediatamente comprensibile.

Pace, fraternità, attenzione ai poveri e rispetto del creato non appartengono soltanto al Medioevo.

Sono alcune delle grandi questioni del nostro presente.

Ed è forse per questo che, a 800 anni dalla sua morte, Francesco d’Assisi non sembra affatto una figura confinata nei libri di storia. Il Poverello continua ancora oggi a interrogare credenti e non credenti su quale rapporto vogliamo avere con gli altri, con la natura e con il mondo che lasceremo alle generazioni future.

Fonte: Facebook

FONTI:

NORMATTIVA

Vatican.va

Vatican News

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