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Rosa – la villa dell’amore. Docu cortometraggio

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Rosa – la villa dell’amore. Docu cortometraggio

Manfredonia 1911.
Rosa Longo e Vincenzo D’Onofrio sono due ragazzi le cui vite trovarono un curioso incontro nell’estate del 1911.

Quell’anno le famiglie Longo e D’Onofrio decisero di unirsi e far nascere un’attività, la creazione di un Mulino che avrebbe dato cibo all’intero meridione.

Tra Rosa e Vincenzo non nacque subito una simpatia. Avevano due caratteri troppo distanti da somigliarsi, lui attento al rispetto delle regole e lei una pura ribelle.

Bastò poco ai due per scontrarsi e discutere, eppure bastò altrettanto poco per far nascere l’amore. Capirono ben presto che dietro all’altra persona si celava un’anima simile alla loro.

Dopo poco Vincenzo chiese la mano a Rosa e i due si sposarono, unendo le loro famiglie anche dal punto di vista parentale. Vincenzo prese le redini dell’azienda, mentre Rosa amava far del bene al prossimo, perciò ogni martedì andava in Via Rivera e donava tutto ciò che possedeva ai più bisognosi.

I due innamorati ebbero nel corso degli anni 8 figli. Nel 1928 Vincenzo ebbe l’idea di un progetto che superava tutte le sue aspettative e a cui dedicò molto del suo tempo.

Egli volle costruire una villa ai piedi delle montagne del Gargano e nel farlo realizzò la struttura della villa prendendo ispirazione dalla sua amata. Ogni stanza, ogni affresco e ogni decorazione erano ispirate a Rosa, alle sue passioni, al suo carattere e tutto ciò che Vincenzo amava di lei.

I fiori del giardino avevano il suo stesso profumo, le piante dovevano darle tutti quei frutti che lei amava tanto. I lavori iniziarono poco dopo ma per completarla ci vollero più di dieci anni, precisamente nel 1940.

Rosa e Vincenzo desideravano più di ogni altra cosa vivere in quella casa ma purtroppo il destino non fu dalla loro parte. Rosa morì prematuramente a causa di una malattia nell’ Ottobre del 1935, cinque anni prima della fine della costruzione.

Vincenzo fu talmente tanto distrutto che decise di non andarci mai a vivere, non senza la sua amata, lasciandola così al suo totale abbandono.

Prima di abbandonare Villa Rosa decise di incidere all’ingresso una dedica a sua moglie:

“Per te O mia Rosina
Questa villa che tutta la mia vita ormai rinserra
Io volli progettare e costruire.
Disagi, avversità, violenze, infami non valsero a fermare il mio cammino.
Più forte fu la fede, più forte ancor l’amore, vinsi!
E la tua reggia al fin dal sol baciata,
Da mille e mille piante profumata,
Brillò su questa arida pietraia.
Ma tu la mia fatica compiuta non vedesti,
Dal ciel mi sorridesti,
E il tuo sorriso fu tutto il premio ch’io aveva sognato.”

Sono Giorgia de Filippo, ho 19 anni e sono una studentessa dell’ultimo anno di Liceo Artistico di Urbino.

La mia più grande passione è il cinema e sogno di diventare in futuro una regista. Ho voluto realizzare questo cortometraggio perché fin da piccola rimanevo completamente incantata dalla bellezza di Villa Rosa ogni volta che avevo l’opportunità di passarci accanto con la mia famiglia.

Ho sempre desiderato conoscere la sua storia, quella dei proprietari e della loro tragica storia d’amore ma nessuno era mai stato in grado di raccontarmela dettagliatamente, sembrava che tutti si fossero dimenticati e che non le dessero più importanza.


Un giorno allora decisi di ricercare tutte quelle informazioni su Internet e dopo averle trovate e collocate in una approssimativa linea del tempo, ho sentito il bisogno di raccontare la storia di Vincenzo e Rosa a più persone possibili per fare in modo che la gente non dimenticasse delle persone così pure, che hanno dato tanto per la città di Manfredonia, e che non abbandonassero ulteriormente la Villa Rosa che ad oggi è lasciata ancora nelle mani di vandali.

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Redazione

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