Storia

Quella notte del cielo in quella curva della dogana apparve un signore

Manfredonia – IL cielo guardava mio padre dal suo carro luminoso di stelle marine. Si dirigeva verso il porto in una piccola luce che gli faceva strada. Portava nella mano un tovagliolo di stoffa a quadroni con un pezzo di pane e del companatico. L’aria era stizzosa, di quasi fine novembre, il calendario stava per lasciare spazio al nuovo mese di dicembre, quando il cielo mi tolse la sua immagine e scomparve dietro la curva. Così ritornai a letto e mi avvolsi al silenzio del buio e caddi tra le carezze di quel mare rumoroso che mi cullò fino a portarmi in un battito di respiro a un sonno profondo.

All’improvviso riprese il suo racconto: dopo la curva vidi arrivare all’improvviso un signore dall’alto dell’altra strada che mi chiese una sigaretta, gliela offrì, presi una anche per me, poi con una scatola di cerini accesi la sua e la mia; mentre dialogava con domande e risposte di cose paesane ma un po’ particolari, fumavamo con le ombre sotto la rigida luna che se ne stava appoggiata su dei mezzi guanti a nuvola.

Il signore non mi voleva lasciare,quando mi disseTi accompagno, facciamo ancora un piccolo tratto di strada insieme poi ti lascio andare, e così che accettai, entrati nel porto ci avvicinammo verso lo scalo dell’ormeggio, quel signore iniziò a seguirmi di fianco indietro di un solo passo, quando di scatto mi girai per salutarlo e disfarmi di lui visto che ero quasi arrivato,ma per mia grande sorpresa quel personaggio sparì nel nulla da dove era ricomparso.

Spaventato bevvi dei sorsi d’acqua che avevo in quel tovagliolo, respirai per un attimo e mi recai alla barca come nulla fosse successo, dopo 15 minuti con la mia l’imbarcazione iniziai a tagliare l’acqua lucente e brunastra.

Quella notte del cielo di quella strada di mare dell’altra vita, aveva alzato il vento, mentre con la barca andavo oltre una luce stesa a raggio di bicicletta, respirando la grande anima del mio amato Golfo.

 di Claudio Castriotta 

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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