Cronaca Italia

Noemi Impellizzeri, la mamma: «Penso ci sia un complice»

Morte Noemi Impellizzeri, nuovi rilievi del Ris nella casa di Riposto. La madre Rosa Sturiale non crede al suicidio.

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Numerosi interrogativi continuano ad avvolgere la morte di Noemi Impellizzeri, mentre le indagini sulla 33enne trovata senza vita a Riposto entrano in una fase delicata. Il Ris di Messina è tornato nell’abitazione della donna per nuovi accertamenti tecnici alla ricerca di tracce biologiche e chimiche. Gli specialisti ricercano elementi capaci di ricostruire con maggiore precisione ciò che accadde nella casa lo scorso 23 agosto. Gli accertamenti avrebbero stabilito la natura dolosa dell’incendio, che qualcuno avrebbe appiccato partendo da un divano. Un altro elemento al centro dell’attenzione sarebbe una maglietta con tracce di sangue, destinata agli approfondimenti scientifici.

Nel frattempo la madre di Noemi, Rosa Sturiale, continua a respingere con forza l’ipotesi che la figlia possa essersi suicidata. La donna ha espresso anche il sospetto che chi ha agito possa non essere stato solo, arrivando a ipotizzare la presenza di un complice. «Questa è follia, un film dell’orrore», ha detto commentando le indiscrezioni sui segni di strangolamento e sulla dinamica della morte. Intanto vengono ascoltati familiari e persone vicine alla vittima, mentre gli investigatori cercano di chiarire diversi punti ancora oscuri della vicenda. Al momento l’unico indagato resta Tony Proietto, amico di Noemi, che attraverso il proprio legale continua a dichiararsi estraneo ai fatti.

Noemi Impellizzeri, i nuovi accertamenti del Ris

Il nuovo sopralluogo nell’abitazione di via Circumvallazione rappresenta uno dei passaggi più importanti dell’inchiesta sulla morte di Noemi Impellizzeri. I carabinieri del Ris stanno infatti cercando «tutti gli elementi che possano essere utili alle indagini», lavorando anche alla ricostruzione dell’incendio. Gli accertamenti sono stati effettuati alla presenza dei consulenti delle parti e hanno riguardato anche il possibile punto d’innesco del rogo. L’attenzione degli specialisti si è concentrata inoltre sull’eventuale sostanza utilizzata per alimentare le fiamme. Secondo quanto riportato da La Sicilia, il fuoco sarebbe stato appiccato volontariamente e avrebbe avuto origine da un divano presente nell’abitazione. Un dato che, se confermato definitivamente dagli accertamenti, contribuirebbe a ricostruire quanto avvenuto dopo la morte della donna.


Restano importanti anche le verifiche sulle tracce biologiche rinvenute durante le attività investigative.
Tra gli elementi segnalati nelle ultime ore figura una maglietta sulla quale sarebbero presenti tracce di sangue. Parallelamente proseguono le audizioni delle persone che facevano parte della cerchia familiare e personale di Noemi. I carabinieri hanno nuovamente ascoltato alcuni familiari per approfondire delle contraddizioni emerse nei racconti successivi al ritrovamento. È stata sentita anche una vicina di casa che aveva incontrato la 33enne la mattina del 22 agosto. Gli investigatori hanno ascoltato inoltre un’amica di Noemi che nei giorni scorsi aveva parlato pubblicamente della presenza di un uomo misterioso. In questo quadro si inseriscono le parole della madre, convinta che dietro la morte della figlia possa esserci più di una persona.

I sospetti di mamma Rosa

La mamma di Noemi, la signora Rosa Sturiale, nel corso di un’intervista a Dentro la Notizia, ha ipotizzato che il killer si sia servito di un complce. La donna ha precisato però di non voler accusare personalmente nessuno. Rosa chiede che siano la Procura e i carabinieri a stabilire eventuali responsabilità e a ricostruire ogni passaggio della vicenda. Particolarmente dolorosi per lei sono i dubbi legati alle indiscrezioni sui segni presenti sul corpo della figlia. I consulenti di parte sostengono che i segni sul collo sarebbero incompatibili con l’impiccagione, ma questa ricostruzione resta ancora da verificare nell’ambito dell’inchiesta. Resta inoltre da chiarire chi abbia provocato l’incendio e quale fosse lo scopo delle fiamme divampate nell’appartamento. Tony Proietto rimane al momento l’unico indagato e il suo avvocato ribadisce la posizione di estraneità del proprio assistito. Saranno ora gli esiti degli accertamenti scientifici e della relazione autoptica a fornire nuovi elementi per ricostruire le ultime ore di vita di Noemi.

Fonte: Facebook