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Myrta Merlino, chi era la madre Annamaria Palermo: la malattia, il dolore e il libro che ricuce una vita

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La vita di Myrta Merlino è segnata da una figura luminosa e complessa: sua madre, Annamaria Palermo, sinologa di fama internazionale, donna libera, brillante, ingombrante. Una madre che ha lasciato nella giornalista un’eredità fatta di ferite, forza e libertà. Oggi quella storia diventa un libro, “La bambina del miracolo. Storia della mia mamma geniale”, un racconto che attraversa la malattia, il dolore e la riconciliazione.

Ma chi era davvero Annamaria Palermo? Come ha vissuto la leucemia? E cosa rivela il nuovo libro di Myrta Merlino sul loro rapporto?

Annamaria Palermo: una madre geniale, libera e impossibile da contenere

Annamaria Palermo era una donna fuori dagli schemi: docente di Lingua e letteratura cinese, sinologa, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, intellettuale curiosa e ribelle. Per Myrta, però, quella libertà era anche una ferita. Da bambina vedeva la madre partire per la Cina, per New York, per la Columbia University, lasciando lei e i fratelli con il padre.

Una madre che insegnava autonomia, ma che spesso non c’era. Una donna capace di tenere testa persino a Oriana Fallaci, ma incapace di essere presente nella quotidianità dei figli. Nel libro, Merlino la descrive come “una donna del secolo scorso e senza tempo, un’intellettuale e una sovversiva, un’eterna ragazza”. Una madre che Myrta ha capito solo crescendo, riconoscendo che proprio quella donna così diversa le ha insegnato a non avere soggezione di nessuno e a muoversi nel mondo con naturalezza.

La malattia e gli ultimi undici mesi: la battaglia che ha cambiato Myrta Merlino

Nel 2017, a 74 anni, Annamaria Palermo muore per una leucemia. Undici mesi di lotta, di ospedali, di verità sussurrate, di un rapporto che finalmente si ricuce. Myrta Merlino racconta di aver combattuto “con le unghie e con i denti”, perché quella battaglia era anche un modo per salvare se stessa.

La malattia diventa un ponte: riavvicina madre e figlia, scioglie nodi antichi, restituisce un’intimità che per anni era mancata. In quei mesi nasce anche l’amore con Marco Tardelli, che resta accanto a lei in silenzio, nel parcheggio del Gemelli, mentre la giornalista affronta i medici. Un dolore che segna, ma che apre anche una nuova consapevolezza: la bambina ferita che Myrta era stata finalmente trova voce, e quella voce diventa racconto.

Il libro “La bambina del miracolo”: il racconto che guarisce la ferita

Il nuovo libro di Myrta Merlino, “La bambina del miracolo. Storia della mia mamma geniale”, è il tentativo di mettere ordine nel caos emotivo di una vita intera. Un memoir che attraversa la Napoli del dopoguerra, il Sessantotto, la maternità vissuta come libertà, la Cina come ossessione culturale, New York come fuga, la malattia come resa dei conti, il lutto come rinascita.

È un libro che parla di una madre che voleva tutto e di una figlia che ha dovuto imparare a vivere nonostante tutto. Un racconto che non giudica, ma comprende. Che non accusa, ma riconcilia. E che permette a Myrta di dire finalmente: più cercava di allontanarsi da quella madre così ingombrante, più le cresceva dentro, dove è sempre stata.