Mirella Gregori, la botola segreta e il mistero di Alessandro
Mirella Gregori, nuovi sviluppi sul caso: la botola murata sotto il bar, le testimonianze contraddittorie e l'audizione di Alessandro Sensini.

Il caso di Mirella Gregori, la quindicenne scomparsa a Roma il 7 maggio 1983, torna al centro dell’attenzione con nuovi sviluppi investigativi. Una botola sigillata sotto il bar frequentato dalla ragazza, un’uscita secondaria mai approfondita e testimonianze contrastanti sugli ultimi spostamenti stanno alimentando nuovi interrogativi. La Commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta da Fabio Roscani, ha intensificato le verifiche sui luoghi della scomparsa. Dopo il sopralluogo dell’8 ottobre, l’attenzione si concentra ora anche sull’identità del misterioso Alessandro che avrebbe citofonato a Mirella prima della sua sparizione. Proprio oggi, 5 novembre 2026, è prevista l’audizione di Alessandro Sensini, ex disc jockey del Piper e conoscente della ragazza. Un appuntamento che potrebbe contribuire a chiarire alcuni aspetti di un mistero irrisolto da oltre 43 anni.
Mirella Gregori, cosa nasconde il sotterraneo?
Uno degli elementi più controversi riguarda l’ex bar Italia, conosciuto come “Da Baffo”, situato in via Nomentana 81, a pochi passi dall’abitazione dei Gregori. Il locale apparteneva alla famiglia di Sonia De Vito, amica di Mirella, che la quindicenne avrebbe incontrato proprio nel pomeriggio della scomparsa. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, sotto il pavimento del bar si trova un ampio ambiente sotterraneo, il cui accesso è stato chiuso con il cemento. La presenza della botola e di una porta secondaria affacciata su una chiostrina interna ha sollevato interrogativi sulla configurazione originaria dell’edificio e sulle possibili vie di accesso.
Durante il sopralluogo dell’8 ottobre, la Commissione parlamentare ha rilevato la possibile presenza del sotterraneo, attualmente inaccessibile, disponendo ulteriori approfondimenti. A rendere ancora più complessa la vicenda sono le dichiarazioni di Giuseppe Calì, ex dipendente del bar, che ha fornito una ricostruzione degli ultimi movimenti di Mirella differente da quella attribuita a Sonia De Vito. Secondo Calì, la ragazza si sarebbe allontanata in direzione di Porta Pia, mentre la versione dell’amica la collocava lungo un percorso verso Villa Torlonia. Una contraddizione che potrebbe rivelarsi significativa per ricostruire gli ultimi minuti prima della sparizione, ma che non dimostra da sola l’inattendibilità di una delle testimonianze.
Il giallo di Alessandro
Intanto, le novità più recenti riguardano proprio il misterioso Alessandro, il ragazzo che Mirella disse alla madre di voler salutare prima di uscire di casa. La Commissione ha convocato per oggi, alle 13.30, Alessandro Sensini, all’epoca fidanzato con Raffaella Luzzi, una vicina di casa della quindicenne. La decisione nasce anche da un particolare emerso dal diario di Mirella: un appunto risalente all’anno precedente alla scomparsa, nel quale la ragazza raccontava di aver conosciuto un Alessandro alla discoteca Viking. Sensini lavorava come disc jockey in diversi locali romani, tra cui, oltre al precitato Viking, il New Life e occasionalmente il Piper.
La sua ex compagna, ascoltata dalla Commissione lo scorso 30 luglio, ha escluso che l’uomo conoscesse Mirella. Gli inquirenti parlamentari intendono verificare se Sensini possa fornire informazioni sull’identità della persona che citofonò alla ragazza quel 7 maggio 1983. In passato, il nome Alessandro era stato associato anche a un ex compagno di scuola, Alessandro De Luca, che aveva negato di aver incontrato Mirella quel pomeriggio. Un’altra interpretazione era arrivata da Marco Accetti, indagato per il sequestro delle due ragazze, secondo il quale Alessandro sarebbe stato un nome in codice. Si tratta, tuttavia, di una versione non accertata.
Nessuna prova collega attualmente Sensini alla scomparsa, così come non è stato dimostrato che Mirella sia entrata nel sotterraneo del bar. Le nuove verifiche potrebbero però aiutare a ricostruire gli ultimi spostamenti della ragazza e chiarire le incongruenze emerse dalle testimonianze.



