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Mafie, Piemontese: “Legalità e sviluppo devono camminare insieme: la Capitanata non è condannata alla criminalità”

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Mafie, Piemontese: “Legalità e sviluppo devono camminare insieme: la Capitanata non è condannata alla criminalità”

 “Le mafie sono violenza criminale e povertà: freno allo sviluppo, al lavoro libero, agli investimenti, alla possibilità stessa di costruire futuro in questa terra”.

Lo ha detto l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, a margine del convegno “La prevenzione antimafia. Prassi applicative e prospettive di riforma”, svoltosi questa mattina a Palazzo Dogana a Foggia, nel corso del quale il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha svolto un’ampia relazione sui temi della prevenzione e del contrasto alle organizzazioni criminali. 

Piemontese ha commentato gli arresti eseguiti nelle scorse ore e le osservazioni del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e del procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Bari: “Le indagini e gli arresti di oggi raccontano un sistema che colpisce imprenditori, altera il mercato, soffoca l’economia sana e prova a imporre paura e controllo perfino dal carcere, attraverso i social media”, ha detto l’assessore regionale cogliendo l’occasione della partecipazione alla prima sessione mattutina della giornata di studio organizzata dai Dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Sociali dell’Università di Foggia.

“Per questo ogni denuncia è un fatto enorme. Ogni imprenditore che trova il coraggio di parlare rompe un pezzo di quel sistema di omertà che per troppo tempo ha indebolito la Capitanata”, ha aggiunto sottolineando il valore del lavoro coordinato tra istituzioni investigative e giudiziarie: “Lo Stato c’è quando magistratura, forze dell’ordine e Direzione distrettuale antimafia lavorano insieme con competenza e determinazione, come dimostrano le operazioni coordinate dalla DDA di Bari e dalla Procura nazionale antimafia. A loro va il mio ringraziamento”.

“La battaglia contro le mafie non riguarda solo la repressione – ha sottolineato Piemontese – perché riguarda il diritto dei giovani a non dover scegliere tra emigrazione, ricatto o silenzio. Riguarda la libertà delle imprese sane. Riguarda la dignità di un territorio che non può essere raccontato e condannato soltanto attraverso la criminalità. Legalità e sviluppo devono camminare insieme”.

Infine, un messaggio rivolto alla comunità di Foggia e della Capitanata dopo le recenti vicende criminali che hanno riacceso allarme e preoccupazione: “Abbiamo energie sane, imprese coraggiose, giovani capaci, associazioni, istituzioni e cittadini che ogni giorno costruiscono futuro. Questa è la buona notizia di oggi dopo la scia di fatti criminali che ha riacceso paure e allarme sociale”.