Love Hina: 5 curiosità sull’opera di Ken Akamatsu
Love Hina tra manga, anime, OAV e televisione locale: dalla sigla italiana di Cinzia Farolfi al Comics Manga Network.

Love Hina è una delle commedie romantiche più rappresentative della stagione anime tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Il manga di Ken Akamatsu debuttò nel 1998 e si concluse nel 2001 dopo 14 volumi, diventando rapidamente un successo internazionale. Nel 2001 l’opera vinse anche il Premio Kōdansha nella categoria shōnen, consacrando definitivamente il lavoro dell’autore. Nel 2000 lo studio Xebec produsse una serie televisiva composta da 24 episodi più un episodio extra. Il franchise animato proseguì poi con due special televisivi e con i tre OAV di Love Hina Again. In Italia, però, la storia televisiva di Love Hina fu particolarmente curiosa e passò inizialmente attraverso Mondo Home Entertainment. La serie arrivò infatti in DVD nel 2004 prima di approdare sulle televisioni locali, tra Super 3 e altre emittenti regionali. In Campania fu inoltre inserita nel circuito di Comics Manga Network, contenitore dedicato agli anime trasmesso su diverse televisioni locali. A rendere ancora più particolare l’edizione italiana fu la sigla cantata da Cinzia Effe, pseudonimo di Cinzia Farolfi, già voce dei Cattivi Pensieri. Ecco allora cinque curiosità che raccontano Love Hina non soltanto come manga, ma come vero fenomeno televisivo della sua epoca.
1. In Italia arrivò prima Mondo, poi la televisione locale
Questa è probabilmente la curiosità più interessante per chi ricorda la televisione degli anni Duemila. La versione italiana dell’anime fu distribuita da Mondo Home Entertainment in DVD tra marzo e giugno 2004, prima ancora della sua effettiva trasmissione televisiva. La serie, acquistata dalla Rai ma mai mandata in onda sui suoi canali, arrivò successivamente su Super 3 e altre emittenti locali tra il 5 e il 29 dicembre 2004.
E qui entra in gioco un pezzo particolarmente curioso della televisione campana: Comics Manga Network. Il contenitore, trasmesso in syndication su diverse emittenti regionali tra cui Telecapri, Napoli TV e Canale 8, proponeva una programmazione dedicata ad anime, manga, videogiochi e cultura pop giapponese. Tra i titoli trasmessi figurava proprio Love Hina.
In altre parole, per una parte del pubblico italiano Love Hina non fu un anime arrivato attraverso una grande rete nazionale, ma uno di quei titoli scoperti quasi per caso facendo zapping sulle televisioni locali.
2. La sigla italiana è cantata da Cinzia Farolfi
Se avete sentito la sigla italiana di Love Hina all’epoca, probabilmente non sapevate che dietro il nome Cinzia Effe si nascondeva una cantante già conosciuta nel panorama della musica pop italiana.
Si tratta infatti di Cinzia Farolfi, componente dei Cattivi Pensieri, gruppo pop che aveva avuto successo soprattutto nella seconda metà degli anni Novanta. Le banche dati dedicate alle sigle attribuiscono a Love Hina la musica e il testo a Santo Verduci, Cinzia Farolfi, D. Bosio e L. Ceglie, con l’interpretazione accreditata proprio a Cinzia Effe.
La cosa ancora più curiosa è che la versione italiana aveva un arrangiamento completamente diverso dalle sigle giapponesi. Noi italiani la utilizzammo sia come apertura sia come chiusura dell’anime nell’edizione Mondo.
Successivamente, con il passaggio di Love Hina su Man-Ga e con le nuove edizioni home video Yamato Video, furono invece recuperate le sigle originali giapponesi di Megumi Hayashibara.
3. I 24 episodi non raccontano tutto: ci sono special e OAV
Dire semplicemente che Love Hina è una serie da 24 episodi è tecnicamente corretto, ma racconta soltanto una parte del progetto animato.
La serie televisiva fu trasmessa in Giappone tra aprile e settembre 2000 e comprende ufficialmente 24 episodi, ai quali si aggiunse un 25esimo episodio pubblicato successivamente come extra per l’home video.
Poi arrivarono due special:
- Love Hina Christmas Special – Silent Eve, trasmesso il 25 dicembre 2000;
- Love Hina Spring Special – I Wish Your Dream, trasmesso nell’aprile 2001.
Entrambi durano circa 45 minuti e furono successivamente distribuiti in DVD. Ma non è finita. Nel 2002 arrivò Love Hina Again, una serie OAV composta da tre episodi, distribuiti tra gennaio e marzo. Gli OAV proseguono la storia e danno maggiore spazio alla relazione tra Keitaro e Naru, introducendo anche Kanako, la sorella di Keitaro.
4. L’anime italiano ha avuto una storia distributiva piuttosto travagliata
La versione italiana di Love Hina è interessante anche per un altro motivo: non ebbe un unico percorso televisivo lineare. Dopo l’edizione Mondo, l’anime passò sulle televisioni locali e successivamente arrivò anche su SitcomUNO, dove venne trasmesso a livello nazionale nel 2007. Anni dopo la serie sarebbe stata recuperata da Man-Ga, mentre Yamato Video e Anime Factory hanno pubblicato una nuova edizione home video nel 2020.
Questa storia spiega anche perché esistano ricordi molto diversi della prima visione italiana: qualcuno lo ricorda dalle televisioni locali, qualcuno dai DVD Mondo e qualcun altro dalla successiva programmazione satellitare.
E c’è un dettaglio quasi filologico: nell’edizione Mondo e nelle prime trasmissioni televisive locali veniva mantenuto anche l’eyecatch centrale degli episodi, mentre le successive edizioni hanno adottato impostazioni differenti.
5. Ken Akamatsu mise parecchio di sé dentro Keitaro
L’ultima curiosità riguarda l’origine stessa del protagonista. Keitaro è un ragazzo che fallisce ripetutamente l’esame per entrare alla Tōdai, l’Università di Tokyo, e continua a inseguire quel sogno per una promessa fatta durante l’infanzia.
Non è soltanto una trovata narrativa: Akamatsu ha effettivamente tentato di entrare alla stessa università prima di diventare mangaka. La componente autobiografica è stata più volte sottolineata nelle ricostruzioni dell’opera.
Il risultato è un protagonista molto lontano dall’eroe tradizionale: Keitaro è pasticcione, insicuro, spesso vittima degli eventi e continuamente costretto a ricominciare.
Ed è forse proprio questa la chiave del successo di Love Hina: dietro l’harem, le gag e il fanservice c’è una storia costruita attorno a un ragazzo che continua a fallire senza smettere di inseguire il proprio obiettivo.
Dal manga alla televisione locale
È interessante riguardare oggi Love Hina anche per quello che racconta della distribuzione degli anime in Italia. Prima dello streaming e prima che gli anime diventassero un prodotto facilmente reperibile sulle grandi piattaforme, un titolo poteva arrivare attraverso un DVD, passare per una televisione locale campana come Telecapri o Napoli TV, finire dentro lo storico contenitore Comics Manga Network e contemporaneamente avere una sigla italiana realizzata appositamente per il mercato nazionale.
Love Hina è quindi anche un piccolo documento di quella televisione “artigianale” degli anni Duemila: Mondo, emittenti locali, contenitori tematici, sigle italiane e pubblico che scopriva gli anime facendo zapping.
E forse è proprio questo il dettaglio più curioso: oggi sembra normale poter cercare Love Hina online in pochi secondi, ma per una parte del pubblico italiano la prima occasione di incontrare Keitaro, Naru e la Hinata-sou poteva arrivare semplicemente cambiando canale su una TV locale.

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