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Attualità

L’ospedale Casa Sollievo doveva chiamarsi “Fiorello La Guardia”

Il 16 maggio del 1947, esattamente 74 anni fa, ci fu la posa della prima pietra a San Giovanni Rotondo per la costruzione del più grande miracolo di Padre Pio: un enorme ospedale dotato di strumentazioni tecnicamente avanzate, in un piccolo paese di montagna.

Per l’incredibile opera che Padre Pio voleva realizzare occorrevano ingenti risorse economiche e all’epoca corse incontro al carismatico frate con le stimmate l’United Nations Relief and Rehabilitation Administration (UNRRA), un’organizzazione internazionale con sede a Washington, istituita il 9 novembre del 1943 per assistere economicamente e civilmente i Paesi usciti gravemente danneggiati dalla seconda guerra mondiale.

Come mai? La storia ha il sapore della leggenda, ma è invece una realtà incredibile, come tutto quanto è legato a Padre Pio. Si trovava in Italia Barbara Ward, una giornalista inglese per un servizio sul dopoguerra. Barbara sentì parlare di Padre Pio e volle conoscerlo. Il suo fidanzato, il comandante Robert Jackson, australiano, era protestante. Nell’autunno del 1947 Barbara si recò a San Giovanni Rotondo e gli chiese la grazia di far convertire il suo fidanzato. E Padre Pio le disse: “Se il Signore vuole, si convertirà! Se Dio vuole, anche adesso”. Certo, là per là, la giovane giornalista rimase un po’ perplessa, ma tornata a Londra, seppe che il suo fidanzato, nel giorno e nell’ora in cui lei parlava con Padre Pio, si era convertito.

Barbara Ward pregò allora il fidanzato di recarsi subito da Padre Pio e gli raccontò della clinica in costruzione e dell’ingente somma che occorreva per realizzare quel grande sogno. Jackson era consigliere delegato dell’UNRRA e quando si recò a San Giovanni Rotondo  ebbe un incontro con Padre Pio e gli promise una cospicua donazione. In cambio, anche per giustificare il contributo negli USA, la clinica avrebbe dovuto portare il nome di “Fiorello La Guardia”.

Presidente dell’UNRRA era stato anche Fiorello La Guardia, indimenticato sindaco di New York morto nel 1947, i cui genitori erano nati a Foggia e che proprio nelle basi aeree della Capitanata venne durante la prima guerra mondiale come ufficiale ad addestrare giovani aviatori.

La costruzione dell’ospedale venne dunque cominciata con i fondi dell’UNRRA, ma non erano sicuramente sufficienti per portarla a termine. Dopo lo scetticismo iniziale quell’opera incredibile, che doveva portare sollievo ai malati, cominciò a fare breccia nei cuori dei fedeli: le iniziative benefiche si moltiplicarono e le donazioni arrivarono da ogni parte del mondo.

Grazie alle offerte, l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza venne completato ed inaugurato il 5 maggio 1956. Tanta era sicuramente la riconoscenza all’UNRRA, ma l’intitolazione dell’ospedale a Fiorello la Guardia non avrebbe dato merito ad una miriade di benefattori. Tra l’altro, gli americani non sapevano che “Casa Sollievo della Sofferenza” era il nome scelto dallo stesso Padre Pio, come si evince dall’atto notarile del 1940 in cui si costitutiva la società per la realizzazione dell’opera.

Alla fine prevalse per l’ospedale di San Giovanni il nome oggi noto a tutti, scolpito a caratteri cubitali sulla stessa struttura, e che sintetizza nelle sue quattro parole il grande progetto d’amore di quel frate che viveva in un posto quasi impervio, tra le montagne del Gargano.

Oggi, ai piedi della scalinata che conduce all’ospedale, una lapide ricorda Fiorello La Guardia e la generosità dell’UNRRA. Ecco cosa c’è scritto: LA SOCIETA’ CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA / INIZIAVA / CON LA POSA DELLA PRIMA PIETRA / IL 16 MAGGIO 1947 / QUESTA GRANDE OPERA DI CARITA’ CRISTIANA / IL 21 GIUGNO 1948 / AGLI ALTRI BENEFATTORI SI UNI’ / UN POSSENTE AIUTO CON I FONDI UNRRA / LA FRATELLANZA UMANA ATTRAVERSO GLI OCEANI / LA SOCIETA’ GRATA E RICONOSCENTE / RICORDA QUESTO OSPEDALE IN NOME DI / FIORELLO LA GUARDIA / PRESIDENTE DELL’UNRRA E SINDACO DI NEW YORK

E ancora oggi, su una vetrata della cappella dell’Ospedale, è possibile osservare il volto della Vergine con i lineamenti di Barbara Ward, considerata madrina di Casa Sollievo. L’idea fu di Angelo Lupi, né ingegnere e nemmeno geometra, eppure eccezionale progettista dell’ospedale. Ma questa è un’altra storia…

di Maria Teresa Valente

(fonti: Caccioppoli e AltraInformazione)

Maria Teresa Valente

Giornalista pubblicista dal 2000 ed impiegata, esercita anche l’attività di mamma full time di due splendidi e vivacissimi bambini: Vanessa e Domenico. È nata e cresciuta a Manfredonia (FG), sulle rive dell’omonimo Golfo, nelle cui acque intinge quotidianamente la sua penna ed i suoi pensieri. Collabora con diverse testate ed ha diretto vari giornali di Capitanata, tra cui, per 10 anni, Manfredonia.net, il primo quotidiano on line del nord della Puglia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sull’immigrazione, ha conseguito un master in Comunicazione Politica ed è appassionata di storia. Per nove anni è stata responsabile dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco di Manfredonia. Ancora indecisa se un giorno vorrebbe rinascere nei panni di Oriana Fallaci o in quelli di Monica Bellucci, nel frattempo indossa con piacere i suoi comodissimi jeans, sorseggiando caffè nero bollente davanti alla tastiera, mentre scrive accompagnata dalla favolosa musica degli anni ‘70 e ‘80.

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