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Le senti queste mura come parlano?

Le senti queste mura come parlano? Mia figlia mi osserva un po’ perplessa mentre accarezzo con una mano la parte esterna della chiesa di San Francesco. Poi mi risponde di non sentire assolutamente nulla ed il suo sguardo esprime preoccupazione, che non saprei dire se scaturisce dal fatto che lei non senta nulla o se è perché teme che potrei sentire io qualcosa.
In realtà, le spiego rassicurandola, nonostante il caldo improvviso di questi giorni le ‘voci’ non le sento ancora, ma il mio è un modo di dire per farle comprendere come trabocchino di storia gli antichi edifici di Manfredonia.
“Vanessa, questa chiesa ha quasi 700 anni. Puoi provare ad immaginare quante urla di dolore o di gioia può aver contenuto? Quanti matrimoni, funerali e quanti eventi ha vissuto?”, le domando. “Mamma, io ora sento solo la messa che stanno celebrando dentro”, mi risponde seria.
Entriamo all’interno e le dico: “Sai, si narra che in alcuni angoli nascosti dell’edificio ci siano ancora i muri macchiati di nero dall’incendio appiccato dai turchi nel 1620!”. Non so perché, ma mia figlia non mi sembra molto entusiasta di dover entrare in una chiesa durante la nostra passeggiata pomeridiana e per di più mentre c’è messa.
Mentre i miei occhi vengono rapiti da statue e dipinti antichi, come la Natività del Licinio del Cinquecento, sento Vanessa pronunciare qualche ‘amen’ sconsolato insieme agli altri fedeli e decido di arrendermi e portarla a prendere un gelato.
Intanto, le racconto di come dovessero essere imponenti e meravigliose le mura che un tempo circondavano la città e le spiego che purtroppo gran parte è andata distrutta o è stata inglobata da nuove costruzioni.
Le parlo di un caro amico, Antonio Castriotta, il cui figlio ha rilevato un’attività che gli permette di coniugare l’utile al dilettevole: il Vetus Vallum, un ristorante-pizzeria incastonato tra le antiche mura e dove, appunto, è possibile goderne il fascino, ammirando dalla veranda anche l’antichissimo torrione De Angelis. Un modo intelligente di valorizzare il meraviglioso patrimonio storico della città, preservandolo dall’incuria del tempo.
Ottimo, a tal proposito, anche il lavoro svolto dalla Locanda Del Torrione, ubicata vicino il torrione di Santa Maria, e da Torre Del Fico, locale che comprende anche l’omonimo torrione che i proprietari hanno provveduto a restaurare in maniera eccezionale e a rendere fruibile.
I torrioni di San Francesco, dell’Astrologo e De Angelis, invece, si stanno letteralmente sgretolando a causa dello stato di abbandono in cui versano.
Nei primi anni Duemila il restauro delle torri e della cinta muraria sembrava imminente ed il Comune pareva intenzionato ad acquisire la proprietà dei torrioni. Si voleva anche riportare alla luce le mura nascoste in via Palatella, occultate alla vista dei passanti da casupole ormai fatiscenti un tempo di proprietà di Ninnella Cieri. In pratica, un patrimonio immenso e che potrebbe diventare un fiore all’occhiello per la città.
Sarebbe bello che i torrioni fossero tutti restaurati ed aperti al pubblico, che il fossato del Torrione Santa Maria fosse utilizzato per eventi culturali e che le antiche mura che sbucano di soppiatto qua e là fossero recuperate e valorizzate. Ci sono tante storie da mostrare e raccontare ai visitatori, ma anche agli stessi manfredoniani.
Torno a casa col magone, per le tante bellezze ancora nascoste di Manfredonia, ma sono felice ed orgogliosa di averle condivise con mia figlia. Poi la sento commentare con mio padre: “Nonno, mamma mi ha portata a messa e sentiva i muri parlare”. Beh, oggi forse è ancora presto, ma un giorno capirà. Nel frattempo, però, c’è tanto lavoro da fare per la nostra città, prima che sia troppo tardi…
di Maria Teresa Valente

La veranda del Vetus Vallum: in fondo torre De Angelis
La veranda del Vetus Vallum
La veranda del Vetus Vallum
Torre De Angelis vista da via Antiche Mura
Le case di Ninnella Cieri in via Palatella viste dall’alto, meravigliosa foto del grande ed indimenticabile Domenico Trotta
Le case di Ninnella Cieri in via Palatella viste dall’alto
Una porzione di antiche mura tra via Tribuna e via San Francesco
Torre del Fico
Fossato di Torre Santa Maria

Maria Teresa Valente

Giornalista pubblicista dal 2000 ed impiegata, esercita anche l’attività di mamma full time di due splendidi e vivacissimi bambini: Vanessa e Domenico. È nata e cresciuta a Manfredonia (FG), sulle rive dell’omonimo Golfo, nelle cui acque intinge quotidianamente la sua penna ed i suoi pensieri. Collabora con diverse testate ed ha diretto vari giornali di Capitanata, tra cui, per 10 anni, Manfredonia.net, il primo quotidiano on line del nord della Puglia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sull’immigrazione, ha conseguito un master in Comunicazione Politica ed è appassionata di storia. Per nove anni è stata responsabile dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco di Manfredonia. Ancora indecisa se un giorno vorrebbe rinascere nei panni di Oriana Fallaci o in quelli di Monica Bellucci, nel frattempo indossa con piacere i suoi comodissimi jeans, sorseggiando caffè nero bollente davanti alla tastiera, mentre scrive accompagnata dalla favolosa musica degli anni ‘70 e ‘80.

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