Lavoro

Lavoro, Coldiretti Puglia: servono manodopera e professionalità per raccolte, semine e nuove sfide

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Bari e Foggia concentrano oltre il 68% delle entrate agricole previste fino a novembre; quasi 8.000 richieste a settembre per le principali professioni agricole

LAVORO: COLDIRETTI PUGLIA, 21.230 ENTRATE NELLE CAMPAGNE IN 3 MESI +27,5% SOLO A SETTEMBRE; SERVONO MANODOPERA E PROFESSIONALITÀ PER RACCOLTE, SEMINE E NUOVE SFIDE DELL’AGRICOLTURA

Magrini: “Puntare sempre di più su formazione, orientamento e servizi per l’incontro tra domanda e offerta”

Sono 21.230 le entrate di lavoratori previste nelle imprese del settore primario in Puglia tra settembre e novembre 2026, il 7,3% in più rispetto alle 19.780 dello stesso periodo del 2025, con le campagne impegnate nella successione delle grandi lavorazioni autunnali, dalla vendemmia alla raccolta delle olive, dalle colture orticole alle semine, in uno scenario segnato dal caldo prolungato, dalla disponibilità irregolare di acqua e dall’aumento dei costi di produzione. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia sulla base dei dati del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A settembre l’accelerazione della domanda di lavoro agricolo è ancora più marcata, con 8.340 entrate previste nel settore primario contro le 6.540 di settembre 2025, pari a 1.800 ingressi in più e a una crescita del 27,5% in un anno. Le 21.230 entrate nel settore primario rappresentano il 21,5% delle 98.840 entrate complessivamente previste dalle imprese pugliesi nel trimestre settembre-novembre, confermando il peso dell’agricoltura nella domanda di lavoro regionale proprio nella fase più intensa del calendario agricolo – spiega Coldiretti Puglia – con la richiesta che risulta fortemente concentrata nelle aree a maggiore vocazione produttiva, con 7.250 entrate previste a Bari e 7.210 a Foggia, seguite da Taranto con 3.070, Brindisi con 1.870 e Lecce con 1.830. Bari e Foggia insieme arrivano così a 14.460 entrate, oltre il 68% del totale regionale.

“Le oltre 21 mila entrate previste in Puglia nei prossimi tre mesi mostrano quanto la disponibilità di manodopera sia importante per le campagne, soprattutto in una fase caratterizzata da raccolte e semine. I tempi dell’agricoltura – afferma Romano Magrini, responsabile nazionale Lavoro Coldiretti – sono dettati dalla natura e non possono essere rinviabili, per questo è importante che domanda e offerta riescano a incontrarsi nei tempi necessari alle imprese. Al tempo stesso cresce la richiesta di competenze tecniche e professionali, legate alla crescente meccanizzazione, all’innovazione tecnologica e alla maggiore complessità dei processi produttivi”, aggiunge Magrini, sottolineando che “dobbiamo puntare sempre di più sulla formazione, orientamento e servizi per l’incontro tra domanda e offerta, favorendo l’acquisizione di competenze coerenti con l’evoluzione dell’agricoltura e l’avvicinamento dei giovani al settore”.

Particolarmente significativo il dato di Foggia, dove il settore primario rappresenta il 39,1% delle entrate complessivamente programmate dalle imprese della provincia nel trimestre. L’agricoltura pesa inoltre per il 23,8% a Taranto, per il 23,2% a Brindisi, per il 16,7% a Bari e per l’11,5% a Lecce. Il salto rispetto allo scorso anno è ancora più evidente guardando al solo mese di settembre – aggiunge Coldiretti Puglia – quando sono 8.340 le entrate previste nel settore primario, contro le 6.540 di settembre 2025. Si tratta di un incremento particolarmente significativo, considerando che nello stesso mese la domanda complessiva di lavoro delle imprese pugliesi cresce del 6,6%, a conferma della forte accelerazione della richiesta di manodopera proprio nelle campagne.

Questi numeri raccontano una agricoltura che ha bisogno di lavoratori e che in questa fase dell’anno concentra una parte importante della propria domanda di lavoro nelle campagne – afferma Coldiretti Puglia –. Settembre apre una fase decisiva per il sistema agricolo pugliese, con la prosecuzione delle vendemmie, l’avvio della raccolta delle olive, le campagne ortofrutticole e le semine autunnali. È un calendario serrato, nel quale la tempestività della manodopera è determinante perché in agricoltura non si può rinviare la raccolta quando il prodotto è maturo.

Ma accanto alla quantità emerge il tema della qualità e della stabilità dell’occupazione, perché il lavoro stagionale è una caratteristica strutturale dell’agricoltura, ma non può diventare l’unica chiave di lettura della domanda di lavoro nelle campagne – continua Coldiretti Puglia – considerato che le imprese stanno cercando anche competenze, esperienza e professionalità capaci di accompagnare una agricoltura sempre più tecnologica, meccanizzata e multifunzionale.

Non a caso, il 27,9% delle entrate agricole previste a settembre riguarda nuove figure professionali, mentre il 22,4% è destinato a sostituire personale in uscita. E tra le principali professioni richieste in Puglia figurano 4.650 addetti non qualificati nell’agricoltura e nella manutenzione del verde, 2.500 agricoltori e operai agricoli specializzati e 560 conduttori di macchine agricole. Sono complessivamente 7.710 entrate riconducibili alle principali professioni agricole considerate dal sistema Excelsior.

La domanda di lavoro agricolo si confronta però con una disponibilità di manodopera che continua a rappresentare uno dei nodi più delicati per le imprese. A settembre, infatti, soltanto nel 6,4% delle entrate del settore primario viene indicata una preferenza per giovani fino a 29 anni, mentre nel 51% dei casi l’età non viene considerata rilevante. Occorre lavorare sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro, sulla formazione e sull’orientamento dei giovani, ma anche sulla capacità di valorizzare le professionalità agricole – sottolinea Coldiretti Puglia –. Servono trattoristi, operatori di macchine agricole, potatori, tecnici e lavoratori specializzati accanto alla manodopera necessaria per le raccolte. E servono percorsi che consentano a chi entra in agricoltura di acquisire competenze e costruire una vera professionalità.

Il tema assume un peso ancora maggiore in una annata agricola caratterizzata da condizioni climatiche difficili e da forti differenze territoriali nelle produzioni. La campagna olivicola 2026/2027 si apre infatti con una annata di scarica in diverse aree della Puglia, mentre il Salento – dice Coldiretti Puglia – registra una situazione produttiva diversa grazie alla progressiva entrata in produzione dei nuovi impianti realizzati dopo la Xylella. Allo stesso tempo, le imprese devono fare i conti con costi energetici e dei mezzi tecnici elevati, disponibilità di acqua non uniforme e una crescente pressione sui margini di redditività.

Dietro i 21.230 ingressi previsti ci sono imprese che devono poter programmare le proprie campagne e lavoratori che devono poter trovare occupazione regolare nei tempi in cui l’agricoltura ne ha bisogno – conclude Coldiretti Puglia –. Per questo la disponibilità di manodopera non è una questione marginale, ma una condizione essenziale per garantire la raccolta dei prodotti, la continuità delle produzioni e la tenuta economica delle aziende agricole pugliesi.

Lavoratori previsti in entrata dalle imprese nel settore primario nel periodo settembre–novembre 2026

ProvinciaEntrate previstePeso sul totale provinciale
Bari7.25016,7%
Brindisi1.87023,2%
Foggia7.21039,1%
Lecce1.83011,5%
Taranto3.07023,8%
TOTALE PUGLIA21.23021,5%

Elaborazioni Coldiretti Puglia su fonte dati Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Sistema Informativo Excelsior, settembre 2026.

Periodo20252026Variazione
Settembre6.5408.340+27,5%
Settembre–novembre19.78021.230+7,3%

Elaborazioni Coldiretti Puglia su fonte dati Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Sistema Informativo Excelsior.