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La storia del beato Tobia delle Tremiti, la storia che ispirò Francesco De Gregori

Manfredonia/Isole Tremiti – STORIA – una piccola chiesetta dell’Isola di San Nicola, nell’Abbazia dell’Isola principale di Santa Maria a Mare, riposa in un’urna il corpo del beato Tobia da Cosmo, del quale se ne parla molto poco o addirittura quasi niente.Si è ritrovato un documento del 1566, dove viene citato in un libro scritto da Francesco Delli Muti, nel testo si legge che il priore del’ Monastero di Santa Maria della Pace’ di Roma ordinò all’Abate di Tremiti, sul quale aveva una giurisdizione, fra le atre cose, di custodire il corpo di un certo Tobia, in modo che non sia alla vista di tutti e non induca erroneamente ad idolatria. Comunque la tradizione racconta e vuole che fu trovato chiuso in una cassa dell’equipaggio di un veliero diretto a Rodi Garganico dove avrebbe dovuto consegnarlo. Poiché il mare era in tempesta, ed avendo più volte tentato di approdare alla cittadina garganica ma senza mai riuscirci, si rifugiarono nella rada delle Isole Tremiti, lasciando qui la cassa, che i Tremitesi già dall’ora popolo misto di vari paesi, accolsero con giubilo e riconoscenza .Il 20 di giugno del 1842 dal regio parroco Giuseppe Petrucci, essendo Vescovo di Larino della provincia di Campobasso, Mons. Vincenzo La Rocca, decise di traslare il corpo del Beato Tobia in una seconda urna e successivamente il 28 di gennaio 1886 con l’approvazione del Vescovo Mons.Francesco Gianpaolo, mentre il Beato girava in una continua traslazione, con il parroco Puchetti che lo traslò in una terza urna in legno. Così finalmente il 26 di maggio del 1998 il parroco don Carmine Rinaldi,con l’approvazione dell’allora Vescovo di Manfredonia – Vieste Mons. Vincenzo D’Addario,che lo ha traslato nell’attuale sarcofago in pietra preziosa di Trani

di Claudio Castriotta

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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