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La Repubblica dell’Aceto e dei Concetti. Il viaggio dell’Ipeoa M. Lecce tra gusto e filosofia

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La Repubblica dell’Aceto e dei Concetti. Il viaggio dell’Ipeoa M. Lecce tra gusto e filosofia

C’è un momento, durante le nostre frenetiche gite dello spirito, in cui ci si rende conto che la filosofia non è soltanto una questione di libri polverosi o di cattedre universitarie, ma un pretesto nobilissimo per andare a mangiare l’aceto balsamico.

Il FestivalFilosofia, edizione 2026, si è aperto a Carpi e Modena con il rigore che si addice alle grandi occasioni. L’Ipeoa M. Lecce di San Giovanni Rotondo e Manfredonia, è stato presente con una sua delegazione di docenti e studenti. Venerdì diciotto settembre: lectiones magistrales sul Timeo di Platone e sul *Leviatano* di Hobbes. Uno sforzo immane per capire da dove veniamo e perché, tutto sommato, lo Stato a volte ci sembra lontano. Ma la teoria, si sa, ha bisogno di concretezza. E quale concretezza migliore dell’Aceto Balsamico di Modena? Nel pomeriggio, il gruppo si è devotamente spostato per studiare i processi produttivi e l’etichettatura, grazie alla collaborazione del Consorzio di Tutela e del suo presidente Federico Desimoni. Un incontro folgorante: Platone ci spiega l’anima del mondo, Hobbes ci spiega il contratto sociale, e il Consorzio ci spiega perché l’etichetta deve essere a norma. La vita è fatta di giuste proporzioni.

Tra botti secolari e filosofi di prima grandezza

Sabato diciannove settembre. La giornata si è tinta dei colori della tradizione enogastronomica. I ragazzi hanno visitato il museo e l’Acetaia Storica della famiglia Giusti, completando il percorso di Formazione Alternanza Scuola Lavoro con una degustazione che definire mistica sarebbe riduttivo. Qui la goccia d’aceto invecchiato decenni diventa un assoluto kantiano: non si può spiegare, la si subisce e basta.

Nel pomeriggio, il grande evento della massa pensante: l’attesa lectio di Massimo Recalcati e Massimo Cacciari. Due totem del pensiero contemporaneo che si sono mossi sul palco con la naturalezza di chi sa perfettamente che, in Italia, la filosofia è l’unica forma di spettacolo che non prevede il rimborso del biglietto in caso di noia. Gli studenti, rapiti, pendevano dalle labbra dei professori, forse meditando su quanto l’aceto della mattina potesse legarsi alla dialettica del negativo.

L’impegno, i minori e la retorica del ponte

Domenica venti settembre. La chiusura, com’è d’obbligo nei migliori cerimoniali pedagogici, ha assunto un “forte impatto civico”. Gli studenti si sono confrontati sui temi dell’accoglienza e dell’inclusione, facendo tappa all’Ostello di Modena e in una comunità per minori stranieri non accompagnati gestita dalla Fondazione di San Filippo Neri.

Tutto si tiene, tutto combacia. Questa lodevole iniziativa – che si inserisce direttamente in uno studio universitario e di un dottorato di ricerca condotto con l’Università di Modena e Reggio Emilia – riflette pienamente l’identità dell’IPEOA “Michele Lecce”. L’istituto guidato dal Dirigente Talienti, del resto, si occupa in prima persona di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, facendo di questo progetto quel fatidico “ponte perfetto” tra i banchi di scuola, l’università, il territorio e il futuro professionale dei ragazzi. «La situazione è grave, ma non è seria», diceva qualcuno. E difatti, in questo viaggio indimenticabile, tra Platone che discute il Demiurgo, Hobbes che giustifica il Leviatano, l’aceto balsamico che sfida il tempo e i ragazzi che cercano di capire il mondo attraverso i volti e le storie dei minori stranieri non accompagnati, abbiamo assistito al miracolo italiano: la teoria che incontra la pratica, la retorica che sposa la caratura istituzionale, e la curiosità giovanile che, nonostante tutto, resiste. Complimenti agli studenti per la passione dimostrata. Alla fine, il futuro professionale è un enigma, ma l’aceto di Modena, per fortuna, ha un disciplinare chiarissimo. Il tutto diventeranno ore essenziali per il percorso Scuola Lavoro dei discenti. Per il resto, come ha tenuto a precisare il Dirigente Scolastico prof. Avv. Luigi Talienti, che ha capitanato la delegazione scolastica garganica: “C’è da chiedersi, tuttavia, se i ragazzi abbiano capito prima la complessità del Leviatano o la consistenza millenaria di una bottiglia di aceto Giusti. Nel dubbio, la filosofia continua a fare il suo dovere ed è servita a giustificare un meraviglioso viaggio nell’animo umano”.
Giovanni Ognissanti