Fede

La Parrocchia di Santa Maria Regina di Siponto

Nel giorno della  morte del Beato Giovan Battista Scalabrini, mi  sembra doveroso pubblicare questo cotributo sulla storia della Parrocchia e della chiesa di Santa Maria Regina di Siponto, legata in modo indissolubile alla presenza degli Scalabriniani a Siponto

LA PARROCCHIA DI SANTA MARIA REGINA DI SIPONTO

Tra il 1930 e il 1940 il Consorzio di Bonifica della Capitanata avviò la bonifica delle paludi sipontine trasformandole in campi coltivabili .  Sorsero i Poderi  rurali attorno a Siponto .

 Parte di questi terreni furono adibiti alla costruzione di villette residenziali : nacque così il Lido di Siponto che con il passare degli anni sarebbe divenuto una stazione turistico-balneare  frequentata soprattutto dagli abitanti delle città della Capitanata.

   Siponto  fu dotata in epoca fascista,  di uffici, scuole, ufficio postale, dopolavoro (che diventerà Pro Siponto e in seguito Sporting  Club). Sorsero in quel periodo anche degli alberghi che ospitavano  degli appassionati  della caccia nelle vicine paludi  Frattarolo e nelle riserve della Daunia Risi  nell’area del Lago Salso.

Sempre  a Siponto fu costruita sulla linea ferroviaria Foggia-Manfredonia, la Stazione ferroviaria importante punto di arrivo e partenza  soprattutto nel periodo estivo, dei  bagnanti ..

Verso la fine degli anni ’50 ci si rese conto che, essendo aumentato l numero dei residenti, vi era la necessità di costruire una chiesa parrocchiale.  Fino ad allora, gli abitanti “Sipontini” andavano a piedi alla Basilica di Santa Maria Maggiore per le  s. Messe e le altre funzioni.

Il  Parroco  di quel periodo era Padre  Luigi   Missana  Sacerdote Salesiano  della Provincia di Udine,  il quale officiò anche la prima  S. Messa della  nuova chiesa .

La chiesa è stata costruita al centro della Siponto  moderna appunto nella piazzetta che prende il nome di   “ Santa Maria Regina”

Un’epigrafe in latino,  che dalla chiesa è stata trasferita nell’attiguo Museo Etnografico  Sipontino, ci informa che  l’Arcivescovo Andrea Cesarano, il 16 Dicembre del 1960   pose la prima pietra della chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria Regina.  La  edificazione dell’opera  fu possibile per l’impegno  di Silvio Nobili , Commissario del Consorzio per la Bonifica della Capitanata.

La chiesa in fase di costruzione (foto: A.Patierno)

Un’altra lapide, posta sopra l’ingresso della sacrestia  attesta della Dedicazione solenne della chiesa  a Dio e a S.Maria Regina , da parte di Mons. Valentino Vailati , Arcivescovo di Manfredonia, avvenuta il 1° Aprile 1984.

GLI   SCALABRINIANI  A  SIPONTO

La storia della Parrocchia di Siponto si lega indissolubilmente agli Scalabriniani dell’Ordine di san Carlo che giungono a Siponto il 24 settembre del 1966.

Arrivarono a Siponto : p. Silvio Stefanelli, p. Ottaviano Sartori, e il giovane p. Mario Marchiori.

Il primo parroco scalabriniano a Siponto fu P.Silvio Stefanelli, mentre il vice parroco era un  giovane  p. Mario Marchiori.  P. Ottaviano  Sartori fu parroco della chiesa di S.Andrea  e sarà in seguito Preside del Liceo dell’Arcivescovado di Manfredonia.

Il dinamismo  di p.Silvio Stefanelli, coadiuvato dagli altri Padri, contribuì ad una vera e propria rivoluzione culturale del Villaggio  Siponto. Fu realizzato un asilo per i più piccoli che venivano prelevati  al mattino dai poderi dove risiedevano e riaccompagnati il pomeriggio  con un pulmino condotto dal giovane p.Mario  Marchiori, che si dedicò anche a giovani più grandi  realizzando una squadra di calcio che svolgeva gli allenamenti in un terreno messo loro a disposizione  da Giuseppe e Leonardo Cirillo ( o Russo Vito?).  L’anno successivo ( settembre 1967) ,con l’arrivo di P.Ampelio Bortolato, il gruppo dei giovani venne incrementato e iniziarono le prime iniziative di catechesi, ritiri spirituali, gite parrocchiali , cineforum, ecc.

 I locali per le attività del catechismo e dell’asilo e l’acquisto del pulmino furono possibili ad opera della senatrice  Grazia Giuntoli.

 A cura dei Padri della Parrocchia fu  anche istituito il “doposcuola” per tutti i giovani che frequentavano le scuole di ogni grado, coadiuvati in ciò dal giovane studente universitario Adriano Patierno, oltre  ad una scuola di cucito per le giovani ragazze soprattutto dei poderi, sotto la guida della Sig.ra Vittoria Fanizza

I tre Padri abitavano nei locali  della casa parrocchiale  attigua alla chiesa.

Naturalmente l’opera di potenziamento culturale, religioso e sociale di Siponto voluta da questi pionieri Scalabriniani fu anche possibile   per  la collaborazione di  personalità e semplici Sipontini  allora residenti:  il  Preside Michele Melillo,  il Sig. Vincenzo Basile,il Sig. Michele  Bergantino, il  Perito Agrario Giusto Picchi, il Sig. Guglielmo Mottini tanto per citarne alcuni.

Va dato giusto merito a questi primi Padri Scalabriniani  che pur nel fervore  di queste iniziative  a carattere sociale e religioso  non trascurarono la loro opera missionaria  a favore  delle  zone più svantaggiate ( zona poderale) , ove venivano celebrate  anche delle S.Messe , per cercare di coagulare  le realtà presenti a Siponto: gli abitanti dei poderi e i residenti del Villaggio, oltre alla cura degli emigrati di quel tempo e delle loro famiglie.

Nel 1968  segna l’inizio dell’attività del Seminario Scalabriniano di Siponto, destinato  sia all’educazione scolastica  , sarà ramo dell’istituto Perotto di Manfredonia, ma anche spirituale e vocazionale.    Dal Seminario sipontino molti furono i giovani che diventeranno padri Scalabriniani:  , P.Pio Finizio da Carpino è uno di questi..

Quindi, Parrocchia e Seminario  saranno  due entità  inscindibili.

Negli anni ’90 , in seguito al fenomeno delle prime immigrazioni nella Puglia (inizialmente erano immigrati Senegalesi ma anche Marocchini e Tunisini), per soddisfare l’esigenza dell’accoglienza e degli aiuti concreti, il giovane p. Gianni Borin    costituì l’ A.I.M.  (Assocazione Interetnica Migrantes) rivolta agli aiuti concreti ai Migranti :  distribuzione di vestiario, alimenti, aiuti per pratiche burocratiche,ecc.

Intanto, la Parrocchia cresceva anche perché  il volto di Siponto cambiò: da villaggio turistico diventò sempre più una zona residenziale e la Parrocchia è cresciuta insieme alla Nuova Siponto comprendente anche i Poderi,  gli Sciali delle Rondinelle,  lo Scalo dei Saraceni e Ippocampo, mentre è stata sempre frequentata da fedeli anche non appartenenti alla Parrocchia.

Il Seminario  ,diventato  Casa Scalabrini, oggi assolve il compito di  accoglienza dei Migranti richiedenti asilo.

 Le attività

  • La parrocchia di Siponto,oltre alle normali attività (catechismo, ACR,ecc.) ha una sua struttura  con de locali che accolgono le attività della Caritas con  un Centro di Ascolto e la distribuzione di alimenti.
  • Durante il periodo della Quaresima conduce le Via Crucis attraverso un percorso archeologico e storico dell’Antica Siponto , denominato appunto “Percorso dei Martiri” per ricordare i Santi Martiri Sipontini che si sacrificarono per la Fede Cristiana.
  • Per  cinque anni, ha organizzato dei Presepi Viventi all’interno degli Ipogei Paleocristiani inglobati al di sotto della chiesa parrocchiale e che hanno destato grande interesse, anche perché animati esclusivamente da bambini  vestiti secondo il modo palestinese .
  • Ha organizzato per quattro anni  , all’interno della Pineta di Siponto e sul Viale degli Ipogei, quattro rappresentazioni della Passione Vivente che hanno destato   interesse  , emozione  e grande partecipazione.
  • La Parrocchia celebra la festa di santa Maria Regina il 22 agosto con una processione per i viali di Siponto e quindi una festa popolare con sagre e spettacoli musicali.
  • L’organizzazione di gite parrocchiali in primavera ed autunno per visitare i luoghi della Fede, sia in Puglia che nelle regioni limitrofe, contribuiscono  a creare un clima di fraternità fra i parrocchiani.

La Chiesa

La facciata principale  rivolta sulla Piazzetta, così come le altre, è costruita usando tufi bianchi, richiamando così gli esterni della Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto.

Sulla  parte superiore della facciata principale, emerge  una facciata superiore  a forma quadrata    al centro della  quale  utilizzando il ferro battuto, è stata realizzata una scultura che richiama i Segni della Passione di Gesù: due lance con le punte in basso, richiamano i soldati Romani. mentre ,  incrociate ,si possono notare : la lancia che Longino usò per trafiggere il costato del Signore l’altra  raffigura la canna con in cima una spugna a forma arrotondata  con la quale si diede a Gesù dell’acqua e dell’aceto. Da esse pendono delle catene con le quali Gesù fu legato, e nell’anello inferiore di esse si notano degli elementi che  richiamano ai flagelli con i quali Gesù  fu  frustato

 Il campanile, a cuspide,svetta sulla sinistra, staccato dalla chiesa alla quale si accede da una scalinata a cinque gradini

Da un  piccolo portale  con timpano sporgente  si accede all’interno della chiesa che si presenta a tre navate delimitate da quattro  pilastri a forma quadrata che sostengono una copertura centrale rialzata . che ha la funzione di un grande lucernaio.

La parte presbiterale  presenta una parte piatta in vece delle absidi arrotondate .

Il Tabernacolo è incastonato nella parete destra,mentre sulla sinistra c’è un ambone in pietra con un croce greca in mosaico.

Al centro del presbiterio un blocco di pietra costituisce la Mensa dell’altare : nella pietra è inserita una urna con le reliquie di un Martire Sipontino.

L’APPARATO DECORATIVO

La chiesa di Siponto nella continuità architettonica ma anche  storica, si inserisce nel contesto  storico religioso che vide Siponto Cristiana  primeggiare nella Fede.

Infatti , all’interno, si possono notare dei mosaici policromi, realizzati, subito dopo la costruzione della chiesa, da maestranze  Ravennate chiamate apposta . La  tecnica  richiama  i mosaici del VI Sec. presenti in S.Maria Maggiore ma anche un lacerto nella vicina chiesa  (Scoppa 2 in Pineta) dei Santi Stefano ed Agata sempre del VI Sec. attribuita sempre a Lorenzo Maiorano il Santo Vescovo che fece di Siponto e del Gargano un faro  prima del culto Mariano e poi di quello di San Michele a Monte S.Angelo.

I mosaici,  inseriti subito dopo la costruzione della chiesa raffigurano rispettivamente:

una Madre di Dio assisa in trono che regge il Figlio Suo: richiamo forse alla più antica statua lignea della “Sipontina” nel modello iconografico della “Nicopeia” che si trovava nella Cripta della Basilica di Santa Maria di Siponto, ora in Cattedrale.

Per suggellare il collegamento tra la Nuova e l’Antica Siponto sono  i mosaici  che raffigurano alcuni dei più noti Santi Martiri Sipontini che sacrificarono le loro vite a Forconio, in Abruzzo, nel tentativo di evangelizzare quelle Terre.

Essi sono: San  Felice Martire ,  Santa Giusta Vergine e Martire, San Giustino, San Fiorenzo Martire.Non poteva mancare, per l’importanza della sua persona e del suo operato,  il Santo Vescovo  Lorenzo Maiorano divulgatore della Fede e fautore del Culto Micaelico sul Gargano

Altri mosaici sono stati inseriti successivamente: quello sulla parete centrale dietro l’altare vuole ricordare, nell’episodio di Emmaus, la scomparsa di un ragazzo dodicenne , Mauro, assiduo frequentatore della Parrocchia,  venuto a mancare  in circostanze tragiche nel 1991.

Altri  mosaici  posti lateralmente all’altare, raffigurano il Beato Giovanni Battista Scalabrini che fondò appunto l’ordine Scalabriniano di San Carlo con lo scopo di aiutare gli  Emigranti diretti nelle Americhe.

Un bastimento dell’epoca , posto nella parte inferiore  del mosaico  ne  connota il carisma.

Nella  parete di fronte, vi è raffigurato San Carlo Borromeo.Un mosaico raffigurante San Giuseppe è posto sulla parete in fondo a sinistra di fronte alla Madre col Bambino.

Altri quattro mosaici, sistemati sulle pereti interne alla navata centrale dei rispettivi pilastri , raffigurano i Quattro Evangelisti, riconoscibili  dal nome e dal loro Simbolo: il Toro di Luca, il Leone di Marco, l’Aquila di Giovanni e l’Uomo che scrive sotto dettatura dell’Angelo di Matteo.

Vi erano inoltre degli altri mosaici del primo periodo tra cui una colomba che era posta sul fonte Battesimale, un altro raffigurava due colombe che si nutrivano dei chicchi di due melagrane, una croce greca posta sul frontalino del portale di ingresso, e  un mosaico  raffigurante San Giovanni Bosco con  inginocchiato San Domenico  Savio (foto in b/n: San Giovanni Bosco fu il fondatore dell’ordine dei Salesiani a cui apparteneva il primo Parroco, Don Luigi Missana.

Mosaico con Don Bosco e S.Domenico savio

Questo mosaico si trova adesso presso Emmaus …

Altri lacerti di mosaici nella parte presbiteriale. Questi mosaici furono incautamente rimossi e donati e sarebbe  molto importante che attraverso delle ricerche, si facessero ritornare al loro posto.

Una bellissima statua in legno raffigurante  Santa Maria Regina di Siponto  con una corona e il Bambino in braccio è sul lato sinistro. Viene portata in processione il 22 agosto  festa di s. Maria Regina.

Infine, sospeso al centro della navata centrale vi è un Crocifisso in legno di pregevolissima fattura, inserito in una Croce  con le figure presenti nella scena appunto della Crocifissione.

I  PARROCI  DALLA  FONDAZIONE  DELLA PARROCCHIA  AI GIORNI  NOSTRI

  1.   MISSANA       Don Luigi             1955
  2.  STEFANELLI     P. Silvio               1966
  3. GUGLIELMI      P.Silvano             1975         
  4. ANDRIOLO       P. Valentino       1978
  5. TABORELLI       P. Achille            1977
  6. ANDRIOLO       P. Valentino       1978
  7. ZANOTTO         P.Francesco       1984
  8. TABORELLI       P.Achille            1987
  9. MARZOLA        P. Gino                1991
  10. FINIZIO             P.Pio                   1999
  11. BORTOLATO   P. Ampelio          2000
  12. ZAUPA             P. Roberto          2008
  13. FINIZIO           P.Pio                     2016
  14.  DE OLIVERA  P- Luis

Note di  Aldo Caroleo, parrocchiano

Redazione

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