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Intervista all’attore e regista Massimiliano Gallo

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Massimiliano Gallo: la forza di una passione familiare

Parlare di Massimiliano Gallo senza citare la sua famiglia sembrerebbe quasi impossibile. Eppure lui, con il suo modo di recitare originale e innovativo, è riuscito a liberarsi dall’etichetta di figlio di, per assumere una fama tutta sua, costruita con perseveranza e talento. Ai suoi genitori, artisti poliedrici deve l’amore per le arti sceniche, per la vita dedita al teatro e al lavoro. Suo padre, Nunzio Gallo, è stato uno dei grandi protagonisti della scena musicale. Un talento puro, la cui voci si è contraddistinta per essere sia tenorile che baritonale. Papà Nunzio è stato un cantante, un tenore ma anche un attore, che ha preso parte ad opere cinematografiche di grande rilievo. Anche la madre Bianca Maria Varriale è stata una talentuosa attrice, attiva soprattutto a teatro.

In una famiglia in cui l’arte non conosce limiti e delimitazioni, in cui il canto si sposa con il teatro e il cinema si incontra con la musica, Massimiliano comprende che il suo destino è quello di seguire le orme paterne, percorrendo però un percorso suo. Così decide di trarre tesoro dall’esperienza e dagli insegnamenti paterni per dare il massimo in ambito teatrale e cinematografico. Un percorso segnato dalle difficoltà e da una lunga gavetta, che gli ha permesso di affinare le sue doti artistiche.

Massimiliano Gallo, il volto delle serie televisive

Nel corso degli ultimi anni, Massimiliano Gallo è diventato uno dei volti più amati dal pubblico italiano. Complici le numerose apparizioni in serie di successo come I Bastardi di PizzofalconeImma Tataranni e Vincenzo Malinconico.

In ognuna di queste fiction interpreta ruoli interessanti, portando sul piccolo schermo il tormento dell’uomo moderno. Ne I Bastardi di Pizzofalcone, serie televisiva tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni, veste i panni di Luigi Palma, un commissario attento e scrupoloso, che deve fare i conti con il demone dell’alcolismo. A causa del suo problema con la dipendenza dall’alcool causerà un problema sul lavoro e dovrà affrontarne le conseguenze. Luigi è un uomo onesto e perbene, costretto a confrontarsi con le sue fragilità.

In Imma Tataranni, invece, da corpo e voce a Pietro De Ruggeri, il marito della protagonista. Pietro è una persona mite, poco ambiziosa, che vive all’ombra di una moglie imgombrante, di cui è innamoratissimo. Nonostante l’amore e le sue continue attenzioni, il suo matrimonio con Imma sarà messo a dura prova dalla presenza di un giovane maresciallo, di cui la consorte subirà il fascino.

Con Vincenzo Malinconico si ritrova nel ruolo di protagonista assoluto. Vincenzo è un avvocato poco incline al successo in tribunale, ma che riesce a trovare un modo tutto suò di farsi valere. Un personaggio dotato di grande umanità ed ironia, in cui emergono le doti attoriali di Gallo.

Le esperienze cinematografiche

Nella carriera di Massimiliano Gallo c’è spazio anche per il cinema. Nel 2009 ha recitato in Fortapàsc, film di Marco Risi che racconta la storia di Giancarlo Siani, giovane giornalista, ucciso dalla camorra campana nel 1985. In quest’opera cinematografica di grande valore umano, Gallo interpreta un boss spietato, un eroe nero che genera sentimenti negativi nello spettatore. Con la sua mimica riesce a portare sul grande schermo un ruolo complesso, vestendo i panni di un personaggio realmente esistito con intensità e credibilità.

L’anno successivo viene scelto da Ferzan Özpetek per il ruolo di Salvatore nel film Mine Vaganti. In quest’opera cinematografica più leggera ma ugualmente intensa ha dato corpo e voce ad un personaggio positivo, pur segnato da alcuni difetti caratteriali. Dopo numerose esperienze nel mondo della settima arte, nel 2021 ha avuto modo di lavorare con un grande gigante del cinema italiano quale Paolo Sorrentino, nel film È stata la mano di Dio, dove interpreta il ruolo di Franco.

Da attore a regista: la versatilità di Massimiliano Gallo

Dopo essere stato per decenni davanti la macchina da presa, Gallo ha pensato di cimentarsi in un’arte per lui nuova, in cui ha dato il meglio di sé. Si è spostato dietro la macchina da presa, ha spostato il suo sguardo curioso dietro l’obiettivo per guidare un gruppo di attori nella realizzazione di un fil che parla di teatro e che elogia quell’antica arte che non muore mai. La salita è il nome del film con cui l’attore partenopeo ha voluto rendere omaggio ad uno dei grandi maestri del teatro e della drammaturgia mondiale: Eduardo De Filippo. Un’icona che prende vita sul grande schermo attraverso il corpo di Mariano Rigillo (altro attore di straordinario talento) per raccontare una storia di speranza e fiducia nel futuro. Una vicenda che racchiude il potere salvifico dell’arte.

La salita è liberamente ispirato al laboratorio che Eduardo e gli attori Carlo Croccolo e Rosalia Maggio organizzarono nell’Istituto penale per minorenni di Napoli. Nel film si parla di errori, di passati difficili e di redenzione, ma soprattutto della bellezza di riscoprire che c’è altro oltre le sbarre e il rumore delle chiavi.