
Adriano Pantaleo e la sua passione nata negli anni dell’infanzia
La storia d’amore fra Adriano Pantaleo e la recitazione è nata presto, molto presto. Un amore che lo ha travolto negli anni dell’infanzia, spingendolo a vivere le esperienze recitative come un gioco. Davanti alla macchina da presa si è divertito, ha vissuto dei momenti indimenticabili che oggi ricorda con entusiasmo e che fanno parte del suo bagaglio culturale e artistico. Quel momento lucido, quel divertimento è diventato molto presto un qualcosa da costruire e custodire con cura. Perché per lui la recitazione è dapprima passione, ma anche studio, formazione e ricerca. Da attore, il suo desiderio più grande è quello di lasciare nel pubblico un interrogativo, un qualcosa che possa accendere la curiosità ma anche i dubbi dello spettatore.
Il suo esordio sul grande schermo risale al 1992, quando venne scelto da Lina Wertmuller nel film Io speriamo che me la cavo. Il merito del debutto va sicuramente a suo padre, che aveva letto su Il Mattino che la regista cercava dei giovanissimi attori per la sua nuova opera cinematografica. Dal quel provino ha avuto inizio un percorso artistico intenso, che lo ha visto recitare sia sul grande che sul piccolo schermo, ma anche a teatro. “Vivevo tutto con istinto e leggerezza, quasi come un gioco. Poi, col tempo, sono cambiato. Ho attraversato diverse fasi e a un certo punto ho davvero capito cosa significasse stare davanti a una macchina da presa. Ho iniziato a sentire il peso degli sguardi del regista, del direttore della fotografia, degli autori, cogliendo la serietà e alla responsabilità di quello che stavo facendo” ha raccontato Adriano Pantaleo, ripercorrendo il suo percorso artistico.
Il ruolo nel film Mixed by Erry di Sydney Sibilia
Fra i ruoli più significativi di Adriano Pantaleo c’è sicuramente quello di Pasquale Frattasio nel film Mixed by Erry. L’opera cinematografica firmata da Sydney Sibilia narra la storia dei fratelli Frattasio che, a cavallo fra gli anni 70 e 80, hanno dato vita ad impero creando audiocassette contraffatte. La pellicola è uno spaccato sulla dura realtà dei quartieri napoletani più poveri. Quei quartieri in cui non entra mai il sole e sbagliare è più facile che seguire la retta via. Un contesto sociale in cui le difficoltà e il disagio diventano lo stimolo per creare qualcosa di unico e aggirare gli ostacoli. L’arte di ricorrere alla piccola illegalità è il tema portante di un film ispirato ad una storia vera.
Enrico vorrebbe fare il dj, ma in attesa che il suo sogno si realizzi, inizia a mixare compilation. Un’attività che all’inizio sembra un gioco, ma che a poco a poco diventa una professione. Grazie all’aiuto dei fratelli e dei genitori crea “Mixed by Erry”, una realtà musicale conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. La Guardia di Finanza, tuttavia, inizia a guardare con sospetto la loro attività, sino ad arrestarli. I tre fratelli finiscono in carcere, ma anche dietro le sbarre trovano la forza di reagire.
Il film porta in scena una vicenda vera, una storia in cui è racchiuso il senso della napoletanità: l’arraggiarsi che diventa un’arte, le difficoltà che diventano lo stimolo più grande. Adriano Pantaleo presta, con talento e maestria, corpo e voce al personaggio del padre del protagonista, con una naturalezza tale da farlo sembrare reale.
Dal cinema alla tv: il percorso di Adriano Pantaleo
Nella carriera di Adriano Pantaleo non ci sono solo ruoli sul grande schermo, ma anche esperienze sul piccolo schermo, che gli hanno donato grande popolarità. Fra il 1993 e il 1998 ha dato corpo e voce a Spillo, un personaggio segnato da un’infanzia difficile, che ha attirato fin da subito la tenerezza del pubblico. Spillo è cresciuto in un orfanatrofio, senza conoscere i suoi genitori, ma sarà proprio nel burbero dottor Paolo Magri, che riuscirà a trovare una famiglia e l’amore che ha sempre desiderato.
Appena qualche mese fa, Adriano Pantaleo è apparso sul piccolo schermo nella fiction cult Roberta Valente-Notaio in Sorrento. In questa serie ha prestato il volto ad uno dei collaboratori più fidati della protagonista, recitando a stretto contatto con Maria Vera Ratti. Il suo personaggio è un giovane uomo solare e brillante, che riesce nella non facile impresa di bilanciare la serietà della protagonista.
E nel frattempo, lungo il suo percorso ha avuto modo di recitare in serie televisive di successo, come Distretto di Polizia, Tutti pazzi per amore, La vita bugiarda degli adulti.
L’amore per il teatro e il ruolo di Tommasino Cupiello
A Napoli, i napoletani non hanno un solo Dio, ma vari personaggi da amare, santificare, proteggere e ricordare per sempre. Eduardo De Filippo è una di quelle divinità che abitano il Pantheon partenopeo. Un uomo, un artista che ha colto la napoletanità nella sua essenza più autentica, portando in scena gioie e dolori, pregi, difetti e ogni minima sfaccettatura di quel popolo che abita il capoluogo campano. Per un attore napoletano prendere parte ad un progetto legato a quel genio di Eduardo è un traguardo notevole; un sogno che si realizza dopo anni di studio e applicazione. Nel 2020 Edoardo De Angelis ha realizzato una versione televisiva di Natale in Casa Cupiello, una delle opere più belle e significative del maestro del teatro.
De Angelis ha scelto Adriano Pantaleo per il ruolo di ruolo di Tommasino Cupiello, un personaggio complesso, che oscilla costantemente fra la disillusione e il divario generazionale con la figura paterna. Pantaleo, con la sua straordinaria capacità recitative e la sua innata ironia, ha donato a Tommasino un senso di leggerezza. Nel drammatico finale, è riuscito ad emozionare il pubblico con il triste commiato da quel padre che non aveva mai capito fino in fondo. Rivisitare, riproporre, reinterpretare le opere di De Filippo e dell’universo della famiglia De Filippo non è un’impresa facile, ma Pantaleo ha dato prova di grandi capacità recitative, accogliendo con umiltà il ruolo che un tempo fu del compianto Luca De Filippo.


