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Fede

In attesa della Commemorazione di San Lorenzo Majorano

Manfredonia – girano voci e detti sul povero San Lorenzo Majorano,  Arcivescovo della Città per la storia. Innanzitutto “San Lavrjinze si l’amande de frustrjire”, che offende il santo giunto nel territorio dal lontano Medio Oriente; inoltre la frase ‘San Lavrjinze to a nuji nen c’ ji pjinze‘.
Probabilmente i detti – e le citate frasi che si correlano a San Lorenzo – derivano dall’ospitalità del santo in favore dei forestieri, così avvalorando e rafforzando la credenza popolare.


Oltre al presunto “amore”, per un’antica leggenda il nostro santo avrebbe gustato i Fichi d’India presenti nel territorio; pare che al nostro Arcivescovo piacquero così tanto che ne mangiò addirittura trecento. Detto popolare non il mio… ma paesano – di un vecchio proverbio che è ancora oggi in uso, che non guasta alla devozione –  anche tra le giovani generazioni .Addirittura “I Forbicioni in occasione di anni fa – scrissero una nota canzone


La correlazione San Lorenzo-Manfredonia ‘città amante dei forestieri’ si rafforzò a fine’60, prima dell’apertura del grande stabilimento dell’Anic. La gente di Manfredonia lamentò che in quella grande fabbrica venivano assunti più operai di altri paesi che locali; e tutti iniziarono un’altra volta col noioso detto ‘coste i u pajiose dell’amande di frustjire‘.


Nell’elenco dei detti di questo periodo da ricordare: la festa del Santo ho composto questa poesia in dialetto.  ‘Fubbrejie corte e amere a munute a munute, a passe djia jallune ,cij allong a ijurnete, u cjile cij fe lostre dij luce,cume na chjieppe d’arginte e sparisc u scure – U diavele c’ammucce in cumbagnjie, du vrascjire rosse du fuche abbasce a candune‘. 


( La processione del caro Santo si svolge ogni anno il 7 di febbraio)


di Claudio Castriotta

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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