Storia

Il sanguinario spaventato che si nascondeva in Piazza Duomo – 1966

Manfredonia – IL carro andava lento su quelle piccole lastre di marmo grezzo, triturava il pacciame e i cavalli a passo di zoccolo seguivano sciolti in faccia al nevischio, che veniva avvolto dal bruciaprofumi depositato nel grande portone marrone lasciato aperto in Piazza Duomo. Giù da via Scaloria, arrivava il rumore del mulino D’Onofrio ed era giorno presto, quando anche il carbonaro tutto con la faccia sporca e gli abiti sudici tremava con quel treruote pieno  di carbone girava mezza Manfredonia per far riscaldare le famiglie dal freddo, pativano con la mente inebetita si muovevano con le spalle ricurve,i cappotti erano in pochi a tenerli in linea di massima portavano giacconi o mezze giacche di lana. Per fortuna che da noi gli inverni erano più benevoli di altri posti del Gargano, per grazia del mare che ci proteggeva col Golfo che circondava un raggio lungo e circolatorio largo col riflesso contro le montagne di San Giovanni Rotondo e MonteSant’Angelo, situati proprio a picco sui nostri tetti. I bar i posti più affollati, dove la gente andava a prendere calore, con i caffè e i liquori forti di cognac.

Purtroppo in una di queste giornate di un tranquillo silenzio di pace ..venne assassinato un signore nella zona del Rione Croce per motivi poco chiari, pare si trattasse di un fatto di tradimento ma non c’era certezza. Colui che aveva subito il torto ..una notte fece una cosa inaspettata svegliò la moglie e le disse:- Io parto per la Germania. Ovviamente rispose la signora:- E te ne vai così di punto in bianco? Replicò in paura :-No, avevo già deciso e poi per una combinazione di un buon lavoro che ho trovato tramite conoscenze . Sta difatti che andò via col bagaglio ma non si mosse mai da Manfredonia,nella sua strana latitanza . Il morto, di mestiere, faceva lo spazzino in un’alba che aveva appena aperto il cuore al mattino col suo battito invernale.Il sanguinario spaventato, si nascondeva nel luogo di Piazza Duomo, nel centro del paese, ma una sera gli venne il capriccio ,di farsi vedere nel bar che amava frequentare. Tutto coperto e con un cappello di lana e gli occhiali si diresse verso un suo amico che quando gli fu vicino gli disse:- Ehi come stai? L’altro rispose :-Oh ma sei matto a farti vedere in giro, vedi che quel tale ti ha visto il giorno che hai ammazzato quel poveraccio e ha rivelato tutto ai carabinieri quindi non hai scampo.

Tutta la città ora sa già quello che hai commesso, quel brutto gesto del cavolo testa di rapa e cretino che non sei altro..adesso lasciami stare vattene, fanculo disgraziato. Il deficiente intanto se la impastava nella bocca la bevanda colorata ,di alta gradazione. Ma tra un dire e un fare, ecco che di soprassalto giunse una pattuglia dei Carabinieri . Dentro al bar lo presero sotto braccio in due,mentre il terzo lo mise le manette,tanto che tutti dicevano la loro con un commento a bassa voce ..quando lo portarono fuori il vento del nevischio lo allontanava dalla folla che, composta, guardava indignata senza che battesse ciglia.

di Claudio Castriotta

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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