
Il Profumo del Riscatto
L’odore del riscatto ha il profumo di un pallone da calcio ancora pregno di fatica e sudore che si trasforma in orgoglio. Dietro le sbarre imponenti dell’Istituto Penitenziario Minorile di Airola, dove il tempo spesso si dilata in una immobile attesa, esiste un ponte invisibile ma solidissimo capace di unire la speranza alla realtà. Il ponte è una partita di calcio, e a gettare le basi di questa passerella verso una nuova vita è, ancora una volta, l’Ipeoa “M. Lecce” di San Giovanni Rotondo, un’istituzione scolastica che ha fatto dell’inclusione la sua missione più alta. Non si tratta semplicemente di trasmettere nozioni e teorie, ma di riaccendere una scintilla di dignità negli occhi di ragazzi che la società rischiava di dimenticare.

L’occasione per avvicinare le due istituzioni è stata una straordinaria giornata di calcio e sport, che non è il frutto di un intervento isolato, ma il coronamento di una sinergia profonda. Attorno allo stesso tavolo o meglio “rettangolo verde” si sono ritrovati i vertici della scuola, con il Prof. Luigi Talienti e il vicario Prof. Ciro Iannacone, la direzione dell’Istituto Penitenziario minorile e il dottor Antonio Vannella, presidente della cooperativa SCS di Foggia. È stata un’alleanza strategica e profondamente umana; un vero e proprio “patto di comunità” che non si limita alle firme sui documenti, ma si traduce quotidianamente in laboratori pratici, sguardi di intesa e percorsi di autentica riabilitazione. La presenza del dottor Vannella simboleggia l’anello di congiunzione fondamentale tra il mondo della formazione e quello del lavoro sociale, dimostrando che il recupero dei giovani detenuti richiede una rete integrata, capace di offrire risposte concrete e alternative di vita.

Al centro di questo formidabile motore di cambiamento si staglia la figura del dirigente scolastico, il professor Luigi Talienti. Con una lunghissima e riconosciuta esperienza nel settore del volontariato, dell’educazione in contesti marginali e del disagio sociale, Talienti incarna perfettamente la figura dell’educatore che non si arrende davanti alle mura di un carcere. Per lui la scuola non è un luogo fisico racchiuso tra quattro pareti, ma un faro di speranza capace di penetrare anche laddove il buio sembra prevalere. Le sue parole, cariche di commozione e consapevolezza didattica, risuonano come un manifesto: “Nell’ambito di una cornice didattica e sociale che è parametrata sulla norma, ma ancor di più calibrata su un risorgimento culturale che la società necessita di vivere. Sono orgoglioso perché oggi ho vissuto nella veste di educatore, volontario e dirigente una giornata magnifica all’insegna della socializzazione”.

In questa potente affermazione si condensa l’anima intera del progetto. La didattica speciale non è un mero esercizio accademico, bensì uno strumento di “risorgimento culturale”. Insegnare un mestiere nobile e spendibile significa fornire a questi ragazzi le chiavi d’accesso per riaprire le porte del mondo. Ogni ricetta appresa diventa una metafora di ordine, precisione e rispetto delle regole civili. Il patto di comunità si trasforma così in un ecosistema rigenerativo, in cui il territorio si fa pienamente carico dei suoi figli più fragili, accogliendoli in un abbraccio formativo che non giudica il passato, ma progetta il futuro. “L’occasione è stata anche proficua dal punto di vista didattico perché è stato fornito il materiale a un ragazzo che sosterrà gli esami di Idoneità al terzo anno al prossimo settembre, quindi scuola, sport, territorio, comunità, alleanze educative, un mix vincente. Voglio anche ringraziare ringrazia la dottoressa Magliulo e la dottoressa Vieni, e i magistrati di sorveglianza che hanno autorizzatoimmediatamente l’iniziativa ritenendola fondata e fondante ai finiti riabilitativi. Inoltre – ci dice il DS Prof. Luigi Talienti – mi sono riservato di formulare medesimi istanze in qualità di assistente volontario in base all’articolo 78 dell’ordinamento penitenziario, al carcere di Foggia dove i ragazzi potranno realizzare un’ulteriore esperienza all’insegna della riabilitazione presso il carcere ordinario di zona, ringraziando sin da ora dell’attenzione già valutata in istanza informalmente inoltrata, la Direzione del carcere di Foggia. Ovviamente il tutto non ha l’insegna di una giustificazione di un errore che non va mai giustificato, ma un errore che va gestito all’insegna di una rinascita, perché da un errore può nascere una fiaba”.
E quando sul campetto in erba cadono le luci della sera, nell’aria rimane qualcosa di sospeso, un cambiamento impercettibile ma eterno. Negli sguardidei ragazzi detenuti non c’è più soltanto la rassegnazione del presente, ma la proiezione di un domani migliore e possibile. L’Ipeoa “M. Lecce”, camminando insieme all’IPM di Airola e alla cooperativa SCS, sta dimostrando che la legalità si coltiva con l’amore, l’istruzione e la fiducia. Perché ogni singolo ragazzo recuperato non è soltanto una splendida vittoria, ma rappresenta la rinascita profonda di un pezzo della nostra intera società.
Giovanni Ognissanti


