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Il Lions Club Manfredonia Host e l’impegno per contrastare la diffusione del diabete 

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Il Lions Club Manfredonia Host e l’impegno per contrastare la diffusione del diabete 

DALLA CONSAPEVOLEZZA ALLA MOTIVAZIONE:COMBATTERE IL DIABETE SI PUO’ 

Venerdì 6 febbraio, presso l’auditorium dell’I.C. “Ungaretti- Madre Teresa di Calcutta”, sito in Manfredonia, il Lions Club Manfredonia Host, in collaborazione con L’IPEOA San Giovanni Rotondo- Manfredonia e l’I.C. Ungaretti-Madre Teresa di Calcutta, hanno dato vita ad un interessante incontro sul tema “La malattia diabetica: prevenzione, diagnosi, cura ed empowerment”

Sin dai saluti introduttivi dei dirigenti scolastici, Luigi Talienti e Francesco Di Palma, del presidente del Lions Club Manfredonia Host, Giuseppe Grasso, e della dr.ssa Michela D’Errico, responsabile lionistica del Service sul Diabete, è emerso il carattere di emergenza assunto dalla diffusione di questa malattia,su scala nazionale e mondiale, a seguito di cattivi stili di vita, per cui urge una presa di coscienza che si concretizzi in adeguaticomportamenti sanitari e sociali.

L’aspetto sanitario, affrontato dalla relazione sul tema “La malattia diabetica: dalla diagnosi al prendersi cura”, curata dal dr Giacomo Caracciolo e presentata dal dr Renato Sammarco, ha evidenziato la necessità di attuare una nuova strategia della salute che metta al centro la persona del paziente su cui devono convergere e svilupparsi sinergie amministrative, associazionistiche e formative. Sono chiamati in causa, pertanto, amministrazioni sanitarie a vari livelli, professionisti della salute,associazionismo e scuola, per un’opera di assistenza, informazione e formazione quanto più capillare possibile. Modificato appare il ruolo del medico che, da protagonista della cura, diventa membro di un team multiprofessionale, senza dimenticare però gli aspetti della comunicazione e dell’assistenza del paziente e la carica empatica che essi richiedono.

Modificare gli stili di vita è essenziale per combattere l’obesità e contrastare lo sviluppo della malattia diabetica e questo può avvenire con una sana attività fisica. Stefano Villani, Medico dello Sport, intervenuto sull’argomento, ha ribadito che l’attività fisica èla prevenzione e la terapia migliore per il diabete e per altre malattie croniche degenerative. Se personalizzata ed eseguita in sicurezza ha, inoltre, il vantaggio di essere economica, priva di effetti collaterali e adatta a tutti.

Il diabete, per quanto concerne l’alimentazione, è collegato nell’immaginario collettivo all’idea di “rinuncia”. Per sfatare questo convincimento sono intervenute Aurelia de Filippis e Roberta Mancino, docenti di Scienze dell’Alimentazione presso l’Istituto IPEOA, ribadendo che bisogna saper cucinare per il paziente affetto da malattia diabetica. Con strategie culinarie intelligenti si possono creare piatti e dessert inclusivi, ecco perché i ragazzi dell’alberghiero escono dalla scuola formati non solo per essere dei bravi chef, ma con conoscenze relative alla struttura degli ingredienti, alla dolcificazione e alle tecniche di fermentazione, abbinamento e gestione delle porzioni per una cucina inclusiva che consenta anche l’inserimento del dolce nell’alimentazione dei diabetici.

L’aspetto delicato della presa di coscienza della malattia e dell’impatto che essa produce sul paziente è stato affrontato da Antonia Facciorusso, psicologa e psicoterapeuta, che ha insistito sulla necessità di far seguire alla comunicazione della malattia, trasmessa dal medico con la dovuta carica empatica, la costruzione di un percorso motivazionale che convinca il paziente della necessità del cambiamento con un’azione impegnata che contempli esercizio fisico costante, dieta equilibrata, controlli periodici e terapia assidua. Al “devi” imposto dall’alto, il medico deve essere abile a sostituire il “puoi”, mettendo al centro il paziente, facendolo sentire arbitro e protagonista della sua salute, nel contempo sostenuto e seguito dal suo medico. Tutte queste azioni consentiranno al paziente di superare lo smarrimento iniziale, di stabilire un equilibrio con se stesso e garantiranno il mantenimento del cambiamento raggiunto.

Le conclusioni dell’incontro, cui hanno partecipato gli alunni dell’IPEOA Alberghiero di Manfredonia con interessanti interventi, hanno evidenziato i livelli impressionanti della diffusione del diabete nel mondo, destinati ad aumentare, se non si metterà in campo la presa di coscienza individuale che funga da deterrente agli eccessi alimentari, etilici e tabagici, che induca ad attuare sano movimento e ad osservare i valori nutrizionali per evitare l’assunzione in eccesso di alimenti nocivi. 

Consapevolezza, impegno, continuità i tre elementi che rendono ilbenessere fisico non una semplice possibilità, ma una concreta acquisizione per sconfiggere e combattere la malattia diabetica e non solo.

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