Cronaca Italia

I Castagna, scampati alla Strage di Erba: “Rosa e Olindo non sono innocenti, ma assassini”

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Il destino della Strage di Erba non è ancora chiuso. È di queste ore, infatti, la notizia della riapertura del fascicolo delle indagini – dopo una condanna all’ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano passata per lunghi tre gradi di giudizio – da parte del sostituto procuratore generale di Milano, Cuno Tarfusser. Dopo mesi di campagna stampa martellante portata avanti dal programma televisivo “Le Iene”, che sostiene l’innocenza dei due condannati, Tarfusser porterà avanti la richiesta di riapertura delle indagini dopo lo studio delle carte con il legale di Olindo Romano e Rosa Bazzi, Fabio Schembri.

La notizia, ovviamente, ha diviso l’opinione pubblica italiana. Chi è rimasto deluso da questo ulteriore passaggio giudiziario, dopo appunto un processo lungo e difficile, sono i fratelli Pietro e Beppe Castagna che, proprio in quella Strage, hanno perso la madre, la sorella e il nipotino di due anni. Per loro due, superstiti di quella strage efferatissima, questa riapertura del caso è una riapertura di una ferita che provoca ancora molto dolore. “Speravamo fosse finita, ma ci risiamo”, scrivono i due Castagna. 

“Un sostituto procuratore probabilmente condizionato dalla campagna mediatica assordante delle Iene, sembrerebbe abbia ritenuto di valutare la riapertura del caso. Se si tratterà di una persona seria e preparata, dopo aver studiato attentamente il caso non potrà fare altro che archiviare l’ennesima assurda richiesta della solita inutile ma dannosa per tutti, soprattutto per gli assistiti, difesa, coadiuvata dalla ultima, più potente sponsorizzatrice delle cause perse, trasmissione Le Iene”. 

I due fratelli, che si erano già mobilitati in una puntata di “Storie Maledette” di Franca Leosini, non ci stanno a questa riscrittura della verità. “Per noi è solo una, consentiteci di essere indignati e increduli nel sentire gente che definisce i colpevoli come innocenti vittime di una giustizia sommaria e faziosa, definiti addirittura come un gigante buono e una gracile signora. Questo gigante buono e questa gracile signora hanno ucciso brutalmente nostra madre, nostra sorella, nostro nipotino, la signora Valeria, hanno tentato di uccidere il signor Mario, spezzando pochi anni dopo la sua vita e la vita di nostro padre, facendo vivere a me e mio fratello un incubo continuo”. 

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