Storia

Gli ultimi giorni dell’Arena Giardino

Manfredonia  – furono giorni tristi , di nuvole metaforiche e di onde nella mente  – quando venne abbattuta quel cuore verde e quel polmone che inebriava di aria le anime. Storia: siamo alla  fine degli anni Settanta quando  rappresentò un motivo di orgoglio, per tanti un polmone verde della città, nella sua forma rettangolare immensa. Piena di alberi dalle cime larghe e cupe verdeggianti.


La sua entrata e chi se la dimentica più: era formata da due cancellate di legno lavorate a ritaglio
,pitturato di verde pastello e con lavorazione di cerchi in giallo opaco. All’entrata della splendida Arena Giardino, proprio al centro, c’era una fontana circolare sorretta da un grosso piedistallo in pietra, la sua vasca era piena di pesci rossi, il terreno calpestabile era di briciole bianche a volte anche un po’ polverose. Come capienza a sedere pensate bene aveva la possibilità di 4200 posti. La famosa Arena quella che si andava al cinema la domenica sera, l’orgoglio della città.

Ricordo che il lato sinistro era recintato da un muro alto di pietra. Quanti concerti ha ospitato con artisti di livello anche internazionale. Uno dei primi ad esibirsi fu proprio Lucio Dalla con il fazzoletto al collo da marinaio, ma anche teatro con Nino Taranto.

A me personalmente mi viene in mente nel ’78 in una serata speciale in compagnia con l’ amico Gino, entrambi chitarristi e grandi appassionati di musica, acquistò lui i biglietti qualche giorno prima. Iniziava la grande serata del concerto di Eugenio Finardi all’epoca sull’onda della popolarità con “Musica Ribelle”, che per noi giovanissimi di quegli anni era la grossa novità, anche come andavamo vestiti con jeans è primi a fare tendenza nel vestire all’avanguardia.

La serata fu indimenticabile, ci divertimmo dal ridere e ad urlare e cantare in faccia alla vita vera. Poi con il passare degli anni superato gli anni ’80, il paese cominciava a masticare il declino, lo sporco, il disavanzo, il venduto, il cemento: – Ed ecco cosa successe , che i politici di quegli anni insieme ai proprietari vendettero ogni cosa, per far nascere in quel luogo, i palazzi del marmo lucido a lastroni da storpiare la famosa zona. Grazie al Comune e a quanti non hanno saputo salvaguardare quel polmone puro che ossigenava la nostra vita, quella storica struttura che si chiamava Arena Giardino.

Articoli di Claudio Castriotta

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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