Storia

GarganodaScoprire: l’insediamento dell’età del bronzo di Coppa Castedda

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L’INSEDIAMENTO DELL’ETÀ DEL BRONZO DI COPPA CASTEDDA: FORTIFICAZIONI A SECCO E INTRIGANTI INCISIONI IN STRUTTURE IPOGEICHE PRESSO IL LAGO DI VARANO.

Come spesso ripetiamo, il Gargano è un vero e proprio museo a cielo aperto. Camminando tra le sue vallate, scalando le cime dei monti e esplorando le profondità della terra, ci si imbatte in paesaggi che raccontano storie antiche. Vicino ai laghi e al mare, ogni angolo sembra racchiudere un pezzo di passato, facendoci sentire come se fossimo stati proiettati in epoche lontane, cristallizzate nel tempo.

Tra le tante testimonianze, si celano narrazioni di antiche fortificazioni risalenti all’età del bronzo e del ferro. Queste opere, sebbene affascinanti, rimangono avvolte nel mistero, con la maggior parte delle informazioni che giungono da sporadiche esplorazioni. A differenza del sito di Coppa Nevigata, che ha beneficiato di indagini sistematiche, molti altri insediamenti sono stati solo parzialmente studiati, lasciando lacune nella nostra comprensione.

I luoghi di interesse si trovano spesso su promontori che si affacciano sul mare, come Torre Mileto e Punta Manaccora, o nei pressi di lagune, come nel caso di Coppa Nevigata. Altri siti, invece, si ergono strategicamente lungo i corsi d’acqua, come Monte Granata sul Candelaro e Madonna di Ripalta sull’Ofanto. Queste posizioni non erano scelte a caso: rappresentavano punti di controllo vitali per le comunità dell’epoca.

Nel Gargano interno, sono state rinvenute strutture murarie che risalgono all’età del bronzo, in località come Chiancata la Civita (San Marco in Lamis), Coppa Masselli e Crocicchia (San Giovanni Rotondo). Tuttavia, la scarsità di dati stratigrafici rende difficile stabilire la cronologia e la funzione di questi manufatti.

Un piccolo insediamento è stato trovato anche presso Coppa Castedda, situato nei pressi del lago di Varano, nel territorio di Cagnano Varano. Le tracce di un antico abitato si ergono su un rilievo a 118 metri sul livello del mare. I resti di fortificazioni a secco si estendono per ampie aree, con muri che raggiungono uno spessore di almeno tre metri. L’area circoscritta ha un diametro di circa 65 metri, suggerendo una comunità ben organizzata. I reperti rinvenuti indicano una frequentazione durante l’età del bronzo medio-recente, con occasionali segni di insediamenti neolitici.

Un altro aspetto interessante di questa porzione di territorio nei pressi del lago di Varano è la presenza di strutture ipogeiche paleocristiane, a poca distanza in linea d’aria. In una di queste sono stati trovati segni parietali molto intriganti: una croce allungata profondamente incisa, attorno alla quale si nota una serie di coppelle, ognuna di dimensioni simili, che raccontano storie di riti e credenze di un tempo lontano.

Un vero e proprio invito a esplorare ulteriormente le radici della nostra storia.

Foto: G. BARRELLA (Team ARGOD) e D. S. ANTONACCI (Team ARGOD)

Fonti:

– “Fossati e sistemi di difesa tra analisi aerofotografica e indagine archeologica. Alcuni esempi dalla Puglia settentrionale (II-I millennio a. C.)”, F. Rossi (Revista d’Arqueologia de Ponent).

– “Gargano antico”, M. Mazzei e A. M. Tunzi (Claudio Grenzi Editore).

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