Foggia. Verde pubblico: «Prima di nuovi investimenti serve un piano comunale del verde e della biodiversità»
Verde pubblico: «Prima di nuovi investimenti serve un piano comunale del verde e della biodiversità»
In relazione agli investimenti annunciati dall’Amministrazione comunale di Foggia per la gestione e la riqualificazione del verde pubblico, WWF e Centro Studi Naturalistici chiedono che ogni intervento sia inserito in una strategia organica e pluriennale, fondata su criteri scientifici, trasparenza amministrativa e partecipazione dei cittadini; basta interventi “spot” sconnessi.
Il primo passo deve essere la redazione di un Piano comunale del Verde e della Biodiversità, coerente con le Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile e con la Strategia nazionale del verde urbano , entrambe elaborate dal Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, istituito ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 10 del 2013.
«Foggia non ha bisogno di interventi estemporanei o puramente ornamentali, ma di una pianificazione capace di affrontare in maniera integrata la crisi climatica, la perdita di biodiversità e il progressivo impoverimento degli ecosistemi urbani», afferma il naturalista Vincenzo Rizzi, naturalista del Centro Studi Naturalistici.
Il Piano dovrà essere elaborato prendendo come riferimento le esperienze più avanzate realizzate in altre città italiane, come Brescia e Padova. Sarà inoltre necessario costituire un gruppo di lavoro multidisciplinare, composto da paesaggisti, botanici, naturalisti, forestali, agronomi, urbanisti e sociologi, garantendo un confronto costante con associazioni, comitati e cittadini.
Non può trattarsi di un semplice censimento degli alberi presenti sul territorio. Occorre adottare una visione più ampia, capace di considerare il verde e le acque urbane come una vera e propria infrastruttura ecologica. Ciò significa tutelare non soltanto il patrimonio arboreo, ma anche la fauna, il suolo, gli habitat e le connessioni tra gli ecosistemi urbani e periurbani.
Questa impostazione è coerente con la Strategia europea sulla biodiversità per il 2030, che invita le città con almeno 20.000 abitanti ad adottare ambiziosi piani urbani per la natura. Il Piano rappresenterebbe uno strumento fondamentale per definire, in una prospettiva di medio e lungo periodo, l’assetto degli spazi verdi e blu della città, migliorare la qualità della vita e accrescere la capacità del territorio di rispondere agli effetti della crisi climatica.
Attraverso questo strumento sarà possibile programmare la diffusione delle infrastrutture verdi e blu (torrente Celone e Torrente Cervaro), ridurre le isole di calore, rafforzare le reti ecologiche e le connessioni con le aree naturali periurbane, tutelare la biodiversità e valutare i servizi ecosistemici offerti dal verde urbano. Tra questi rientrano l’assorbimento degli inquinanti, la regolazione delle temperature, la gestione delle acque meteoriche, la protezione del suolo e il miglioramento del benessere psicofisico dei cittadini. Il Piano dovrà inoltre stabilire criteri scientifici per la scelta delle specie, la cura degli alberi e la gestione degli spazi verdi, superando definitivamente la logica dell’emergenza e degli interventi occasionali.
WWF Foggia e il Centro Studi Naturalistici ritengono che, dopo i numerosi errori commessi nella gestione del patrimonio arboreo e del verde cittadino, l’attuale Amministrazione debba mostrare maggiore umiltà istituzionale. È necessario abbandonare ogni forma di autoreferenzialità, aprirsi al confronto con le competenze scientifiche presenti sul territorio e accogliere le proposte avanzate da cittadini, associazioni e professionisti.
«Gli investimenti pubblici sono realmente utili soltanto quando si fondano su una visione chiara, verificabile e condivisa. Senza un Piano, anche risorse economiche consistenti rischiano di tradursi in interventi frammentari, inefficaci o persino dannosi», che poi, come già verificatosi, saranno abbandonati sistematicamente dalle successive amministrazioni, afferma Maurizio Marrese botanico del WWF Foggia.
Considerata la rilevanza strategica e pianificazione dello strumento, prosegue Marrese, riteniamo indispensabile che venga avviata la procedura di verifica di associazione alla valutazione ambientale strategica (VAS) . Questo percorso consentirebbe di valutare in maniera completa gli effetti ambientali del Piano e di coinvolgere gli enti competenti, le realtà associative e tutti i portatori di interesse.
Il WWF e il Centro Studi Naturalistici chiedono quindi all’Amministrazione comunale di superare la politica degli annunci, dell’autoreferenzialità e degli interventi episodici e di avviare un percorso pubblico, di partecipazione e scientificamente fondato (magari attraverso la “tanto ritenuta scomoda” consulta dell’ambiente), con l’obiettivo di dotare la città di un autentico Piano del Verde e della Biodiversità. Foggia ha bisogno di una visione ambientale di lungo periodo, non di annunci o operazioni private di una programmazione complessiva e integrata.
WWF Foggia e Centro Studi Naturalistici E.T.S.



