
Cassonetti ribaltati, rifiuti sui marciapiedi, immondizia in strada, cartoni accatastati, odori insopportabili e passaggi pedonali bloccati. È l’ennesima denuncia di Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia, che torna a segnalare l’emergenza rifiuti nel Quartiere Ferrovia, una delle aree più critiche della città.
Il gruppo civico, attivo da anni nel raccogliere le segnalazioni dei residenti, usa parole durissime: “A Foggia si parla tanto di cassonetti intelligenti. Bellissimo, modernissimo, futuristico. Poi però vai nel Quartiere Ferrovia e trovi la solita realtà: cassonetti stracolmi, rifiuti sui marciapiedi, immondizia in strada, puzza, insetti, blatte, animali e degrado”.
Secondo il gruppo, il problema nel Quartiere Ferrovia avrebbe ormai assunto contorni emergenziali, soprattutto nelle aree di via Montegrappa, via Monfalcone, via Piave e via Podgora, dove da tempo si concentrano segnalazioni, video e fotografie inviate dai residenti.
Cassonetti rovesciati e rifiuti ovunque
L’ultimo episodio risale a sabato 30, quando in via Montegrappa e via Monfalcone sarebbero stati segnalati cassonetti capovolti, rovesciati e messi sottosopra. Una scena definita “surreale” dai residenti.
Ma il problema, secondo Difendiamo il Quartiere Ferrovia, non si limita al gesto vandalico. La domenica, infatti, la situazione tornerebbe puntualmente critica: “Rifiuti ovunque, sacchi e cartoni che bloccano il passaggio sui marciapiedi e strabordano persino sulla carreggiata”.
Con il caldo e l’estate alle porte, il tema diventa ancora più delicato: non si parla soltanto di decoro urbano, ma anche di igiene pubblica, presenza di insetti, cattivi odori e condizioni sempre più difficili per chi vive nelle strade interessate.
Il nodo delle attività commerciali e dei conferimenti
Uno dei punti centrali della denuncia riguarda la presenza, nel Quartiere Ferrovia, di circa 90 attività commerciali etnicheconcentrate soprattutto nella zona tra via Podgora, via Monfalcone, via Piave e via Montegrappa.
Secondo il gruppo, molte di queste attività produrrebbero rifiuti ogni giorno, anche la domenica, quando a Foggia la raccolta risulterebbe più problematica e non paragonabile, secondo i residenti, a quanto avviene in altre città come Bari, dove opera sempre Amiu e dove i cittadini pagano una TARI ritenuta paragonabile.
“Il problema è noto da anni, ma resta irrisolto”, scrive il gruppo. “E, cosa ancora più grave, nessuno sembra avere il coraggio di dire due parole chiare su questa emergenza”.
Difendiamo il Quartiere Ferrovia sostiene che spesso la provenienza dei rifiuti sarebbe individuabile dagli imballaggi stessi: cartoni, confezioni alimentari, etichette in lingua straniera e nomi di attività ben visibili. Da qui la richiesta: controlli mirati, ispezione dei sacchi, individuazione dei responsabili e sanzioni.
“Non serve Sherlock Holmes”, si legge nella denuncia social. “Basterebbe aprire i sacchi, leggere le etichette, risalire ai responsabili e multare chi conferisce male”.
“Nelle città civili si controlla, si ispeziona e si multa”
Il gruppo richiama pratiche già adottate in altre città: controlli in borghese, ispezioni dei rifiuti, fototrappole, presidio dei punti critici e sanzioni.
“A Foggia, soprattutto nel Quartiere Ferrovia, non risulta che tutto questo venga fatto con la continuità necessaria”, sostiene Difendiamo il Quartiere Ferrovia.
Il problema, secondo i residenti, sarebbe aggravato dal fatto che le attività commerciali dovrebbero avere propri bidoni e rispettare le regole del porta a porta. Se invece, come denunciato, alcune attività scaricassero nei cassonetti destinati ai residenti, il sistema finirebbe inevitabilmente per collassare: “A pagare sono sempre gli stessi ovvero i residenti del Quartiere Ferrovia, costretti a vivere tra immondizia, odori e marciapiedi impraticabili”.
I due punti di conferimento eliminati
Altro tema centrale è la rimozione, avvenuta oltre due anni fa, di due punti di conferimento nella zona più critica del quartiere, proprio nel quadrilatero dove si concentra il maggior numero di attività.
Per Difendiamo il Quartiere Ferrovia si sarebbe trattato di una scelta “incomprensibile”, perché avrebbe semplicemente spostato il problema sui cassonetti vicini: via Montegrappa, via Monfalcone e via Piave.
“Se togli due punti di conferimento dove ci sono decine e decine di esercizi che producono rifiuti ogni giorno, non hai risolto il problema: lo hai semplicemente spostato sui cassonetti vicini”.
Il gruppo ricorda anche di aver già pubblicato video nei quali si vedrebbero persone arrivare dalla cosiddetta “zona calda” con carrelli improvvisati e scaricare rifiuti nei cassonetti delle strade limitrofe: “Non è un mistero, non è una teoria, non è percezione. È una scena già vista, filmata e denunciata”.
Le domande alle istituzioni
La denuncia si trasforma poi in una serie di domande rivolte all’amministrazione e agli enti competenti, a cui – come sempre – si tende la mano in cerca di collaborazione: “Perché non si interviene seriamente? Perché non si fanno controlli mirati? Perché non si ispezionano i sacchi? Perché le fototrappole sono state installate altrove? Perché non si multano le attività che conferiscono male? Perché non si mettono pattuglie in borghese nei punti critici? Perché non si ripristinano i punti di conferimento eliminati? Perché nessuno rilascia una dichiarazione chiara su questa emergenza nel Quartiere Ferrovia?”.
Secondo Difendiamo il Quartiere Ferrovia, da anni i residenti denunciano la stessa identica situazione: “Sarebbe il caso che qualcuno ci mettesse la faccia, non solo quando c’è da fare foto e comunicati, ma anche quando bisogna assumersi responsabilità”.
Il gruppo chiede “normalità”: strade pulite, controlli veri, multe a chi sporca, rifiuti raccolti anche nei giorni critici e una gestione adeguata a un’area che avrebbe un carico commerciale molto elevato: “Perché qui, più che cassonetti intelligenti, servono decisioni intelligenti. E soprattutto servono subito”.
La richiesta: valutare riduzioni TARI se il servizio resta carente
La parte finale della denuncia riguarda la TARI. Il gruppo annuncia che, se nei prossimi giorni non dovessero arrivare provvedimenti concreti, controlli, multe, ispezioni dei sacchi e interventi mirati nei punti critici, i residenti inizieranno a valutare tutte le strade previste dalla legge per chiedere la riduzione della tassa sui rifiuti, fino a contestarne il pagamento nelle forme consentite: “La legge non dice che la TARI si paga sempre e comunque, specialmente quando il servizio è gravemente carente”, scrive Difendiamo il Quartiere Ferrovia.
Il riferimento è all’art. 1, comma 656, della Legge 147/2013, secondo cui la TARI può essere dovuta nella misura massima del 20% in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti o di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento. Il comma 657 prevede inoltre riduzioni nelle zone in cui la raccolta non è effettuata regolarmente.
Il gruppo precisa però che la strada non è quella di smettere autonomamente di pagare, ma di muoversi in modo ordinato: istanze, richieste di riduzione o rimborso e, se necessario, ricorso presso la Corte di Giustizia Tributaria competente, con l’assistenza di professionisti: “Per questo alcuni residenti si stanno già confrontando per una richiesta collettiva nelle sedi competenti”.
L’appello ai cittadini: raccogliere prove e documentazione
Difendiamo il Quartiere Ferrovia invita infine i cittadini a raccogliere e conservare ogni elemento utile: foto, video, date, orari, indirizzi, segnalazioni inviate, protocolli, PEC, risposte ricevute, preventivi o danni subiti: “Tutto servirà”, conclude il gruppo. “Perché se il Quartiere Ferrovia continua a essere trattato come una zona franca dei rifiuti, allora anche i residenti inizieranno a far valere i propri diritti, carte alla mano”.


