Economia

Foggia e la Capitanata, regine dell’energia rinnovabile, presentano ancora ritardi inaccettabili

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Foggia e la Capitanata, regine dell’energia rinnovabile, presentano ancora ritardi inaccettabili

Un intervento del presidente di Confindustria Puglia e Confindustria Foggia, il dottor Potito Salatto

Come Confindustria provinciale e regionale non possiamo che essere d’accordo ed in linea con quanto affermato in recenti occasioni pubbliche e in interviste mirate dal presidente nazionale della Sezione Energia Aurelio Regina, past president della nostra associazione. 

Il governo ha approvato il decreto bollette con misure per ridurre il costo dell’energia per famiglie e imprese e per intervenire su alcune distorsioni del mercato energetico. Un decreto che va ulteriormente rafforzato alla luce dei nuovi conflitti in Iran che potrebbero far raddoppiare il costo dell’energia per i nostri associati e per l’intero Paese. Il provvedimento può ridurre il costo dell’elettricità di circa 20-30 €/MWh e del gas di 10-15 €/MWh per i settori energivori.

Come ben sappiamo il prezzo dell’energia in Italia resta più alto rispetto ad altri Paesi europei. 
Incidono fattori come il costo della CO₂ nel sistema ETS e il funzionamento del mercato energetico europeo. La Germania da sola ha stanziato 26 miliardi di euro per fiscalizzare gli oneri di sistema e ridurre gli oneri di trasporto, mentre la Francia ha un meccanismo specifico che garantisce all’industria un prezzo di 70 euro per MWh. Noi non abbiamo questi spazi fiscali e dobbiamo limitarci ai meccanismi di prezzo. 

Il paradosso per il Sud, e la Capitanata in particolare, risiede nell’essere i primi produttori in Italia di energia da fonti rinnovabili ma di non godere di nessun vantaggio a differenza della Spagna che ha saputo, con l’energia del vento e del sole, svincolarsi totalmente dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili. 

Foggia e la Capitanata sono regine dell’energia rinnovabile ma scontano ancora ritardi inaccettabili. La nostra provincia è uno dei territori con più impianti eolici d’Europa. Uno dei principali hub dell’eolico europeo. 

Tuttavia molte centrali rinnovabili sono in zone rurali; le infrastrutture di trasmissione non sono state sviluppate con la stessa velocità degli impianti. Con il risultato che la rete non riesce a convogliare tutta l’energia prodotta verso la rete nazionale. Senza contare i ritardi burocratici nazionali sugli eolici offshore registrati anche dall’ultimo rapporto di Legambiente “Scacco Matto alle Rinnovabili”, nel quale si citano i casi pugliesi del Golfo di Manfredonia, la cui richiesta di impianto risale al 2008 e delle acque del Mar Adriatico meridionale in corrispondenza dei Comuni di Zapponeta, Manfredonia e Cerignola risalente al 2021.

Da anni chiediamo di potenziare la rete di trasmissione con nuove linee ad alta tensione e 
collegamenti Nord-Sud più forti. Da anni le nostre imprese produttrici di energia e leader nazionali nel settore chiedono investimenti nelle “smart grid”, nelle reti intelligenti per gestire la produzione distribuita. Gli accumuli energetici sono insufficienti. 

Il decreto bollette affronta il tema dei costi energetici, ma non può bastare in questo momento storico. Ora come non mai e come indichiamo da molto tempo servono anche grandi investimenti nelle infrastrutture di rete per sfruttare davvero il potenziale energetico del Sud, rimasto ancora profondamente inespresso per le imprese e per tutta la comunità nazionale.