“Farei Sanremo con Checco Zalone”. Spoiler pazzesco per il prossimo Festival: pubblico in visibilio

Il 2024 ormai è in fase avanzata e manca sempre meno alla nuova edizione del Festival di Sanremo. Domani, martedì 6 febbraio, avrà inizio la settimana sanremese ed il pubblico si aspetta di assistere ad uno spettacolo che replichi il successo della 73esima edizione. I presupposti che ciò avvenga ci sono tutti, dato che gli artisti in gara accontentano tutte le fasce di età.
I concorrenti saranno: Fiorella Mannoia, Geolier, Dargen D’Amico, Emma, Fred De Palma, Angelina Mango, La Sad, Diodato, Il Tre, Renga e Nek, Sangiovanni, Alfa, Il volo, Alessandra Amoroso, Gazzelle, Negramaro, Irama, Rose Villain, Mahmood, Loredana Bertè, The Kolors, Big Mama, Ghali, Annalisa, Mr. Rain, Maninni e Ricchi e Poveri. Gli artisti provenienti da Sanremo Giovani sono i Santi Francesi, Clara, Bnkr44.
Sanremo, Alba Parietti lancia un messaggio: “Farei Sanremo con Checco Zalone”
Nel corso di una lunga intervista concessa a Libero Quotidiano, Alba Parietti parla di Sanremo e della sua assenza dal palco dell’Ariston. Ha condotto Sanremo nel 1992 con Pippo Baudo, poi il Dopofestival l’anno successivo e lo ha rifatto con Bruno Vespa nel 2004. Nel 1996 si voleva presentare in gara con i big, ma è stata scartata. È stata opinionista dell’evento in innumerevoli trasmissioni Rai, insomma è la memoria storica dello show che martedì 6 febbraio tornerà nelle case di tutti gli italiani.
La showgirl dopo aver parlato della 74esima edizione si è lasciata andare a quella futura. E non ha nascosto il suo sogno nel cassetto. “Se mi richiamassero alla conduzione mi piacerebbe lavorare con comici come Angelo Duro o Checco Zalone. Dire il nome di Fiorello è troppo scontato. Perché loro? Perché mi sono stufata del politicamente corretto. È una leggenda, una ipocrisia.
Non so se di destra o di sinistra, una idiozia perchè si possono offendere pesantemente le persone utilizzando termini considerati legittimi; parimenti con parole ormai considerate tabù si può essere affettuosi e bonari. Dipende dal tono e caso per caso. Oppure, ancora, come fa Zalone, con il termine per esempio “fro…o” non colpisce gli omosessuali bensì gli omofobi”.