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Elezioni, in Puglia meno seggi per tutti. Emiliano e De Caro verso il no a Letta, potrebbero restare in Puglia

Le elezioni del 2018, per più ragioni, rimarranno insuperate. Quelle del 25 settembre, in Puglia, sono attese dai partiti come un banco importante per la politica regionale. La Puglia, rispetto a cinque anni fa, con il taglio dei parlamentari perderà ben 22 rappresentanti del territorio: si passerà, infatti, da 62 parlamentari a 42. Dunque, 27 deputati e 13 senatori, 15 in meno alla Camera e 7 in meno al Senato. Tutti i partiti, dunque, perderanno postazioni e rappresentanti, tranne Fratelli d’Italia che, rispetto a cinque anni fa, ha dalla sua i sondaggi, oramai – secondo le ultime rilevazioni di ieri presentate dal TG de La7 – oltre il 25% a livello nazionale. Gli elettori saranno chiamati alle urne con un sistema misto: maggioritario e proporzionale. In Puglia, per la ripartizione dei parlamentari, ci sarà una divisione per la Camera in 10 collegi uninominali e 4 plurinominali con listini bloccati, mentre al Senato 5 collegi uninominali e 1 a listino bloccato. 

In questo scenario, nei prossimi giorni, i partiti dovranno scegliere le coalizioni, i candidati e chiudere le liste, verosimilmente dopo Ferragosto. In Puglia, nella zona PD, tiene banco la decisione che verrà presa oggi in direzione nazionale. Si attende, infatti, una deroga per la possibile candidatura di consiglieri regionali. Se la direzione darà il suo ok, potrebbero strappare una candidatura alcuni big della politica pugliese regionale: il foggiano vicepresidente della regione Raffaele Piemontese, poi Fabiano Amati, Donato Pentassuglia e Loredana Capone. Marco Lacarra, segretario, su questo tema al Corriere del Mezzogiorno si dice possibilista: “Abbiamo bisogno delle migliori energie e va data la possibilità anche ai consiglieri regionali di dare il loro contributo. Sono felicissimo e rispetto i consiglieri regionali perché portano voti e io provengo da quella esperienza. Voglio assicurare i consiglieri regionali, io non remo contro di loro”. 

L’altro nodo da sciogliere sono le candidature, molto chiacchierate, di due veri big della politica pugliese: il governatore Michele Emiliano e il sindaco di Bari Antonio De Caro. Secondo fonti giornalistiche, i due potrebbero rifiutare l’invito di Letta a candidarsi. Emiliano si sarebbe confrontato con i suoi più stretti sostenitori: “Voi cosa mi consigliate? Io rimarrei in Puglia per le vacanze, per qualunque ragione, per lavorare. Chi mai se ne vorrebbe andare da questa terra?”. Sembrerebbe, dunque, un no secco all’idea romana. Per molti, però, la dichiarazione di Emiliano potrebbe anche significare che si potrebbe candidarsi, ma in caso di elezione comunque non lascerebbe la sua Puglia.

Per De Caro, invece, non ci dovrebbero esserci ripensamenti. Il sindaco i Bari, rieletto a furore di popolo nel 2019, avrebbe già comunicato a Letta la sua indisponibilità a essere nella partita. L’idea di abbandonare la città, costringendola a un commissariamento, non piacerebbe a De Caro. E, forse, neanche ai suoi cittadini, che molto spesso hanno incoronato il loro sindaco come il migliore d’Italia. 

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