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Draghi ora al Quirinale da Mattarella

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Mario Draghi, subito dopo il passaggio di qualche minuto alla Camera, si sta recando al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La seduta alla Camera riprenderà alle ore 12.00. Draghi, accolto da una vera standing ovation, ha ringraziato il Parlamento con il suo tocco ironico. “Certe volte anche il cuore dei banchieri centrali viene usato qualche volta. Grazie per tutto il lavoro fatto insieme in questo periodo. Alla luce del voto espresso ieri del Senato della Repubblica chiedo di sospendere la seduta chiedo di sospendere la seduta perché mi sto recando dal presidente della Repubblica per comunicare le mie determinazioni“.

Dopo le sue dimissioni di giovedì, e il voto e gli strappi di ieri al Senato, Mario Draghi consegnerà le sue dimissioni nelle mani di Mattarella. Ieri, di fatto, la sua maggioranza si è sciolta: Lega, Forza Italia e MoVimento 5 Stelle non hanno confermato la fiducia posta attraverso una risoluzione presentata dal Senatore Casini. 

Dovrebbe finire così, con il voto anticipato, l’esperienza di questa legislatura che ha visto prima l’alleanza M5S-Lega, poi M5S-Pd e poi il governo di unità nazionale con la presenza alla guida di Mario Draghi. A Mattarella, ora, la decisione più difficile. Sicuramente questa non era la fine che aveva immaginato. Ieri, in tarda serata, il presidente – secondo fonti giornalistiche – non ha nascosto con i suoi più stretti collaboratori il suo dispiacere per questa crisi in un momento di difficoltà profonde per il Paese. 

Le alternative, questa volta, non ci sono: Mattarella lo sa bene. Il voto è l’unica soluzione in questo momento. Si parla, insistentemente, già di una data: la prima possibile è quella del 2 ottobre. 

Non era mai successo che si votasse in autunno, ma l’emergenza – questa volta – lo impone. Le sirene elettorali già da qualche mese stavano cominciando a sfibrare l’operato del Governo, dunque Draghi ha tolto il disturbo. Nelle sue parole c’era la nettezza: o si governa, oppure vado a casa. Ha mantenuto la promessa. Ora Mattarella dovrà gestire il passaggio da questo governo alle elezioni. Bisognerà capire se sarà proprio Draghi a traghettare il Paese a nuove elezioni.

Nelle settimane che ci separano dal voto, il governo potrebbe svolgere solo gli atti urgenti, approvare decreti-legge, o quelli attuativi dei provvedimenti già approvati. Un grosso scoglio da superare se si pensa che c’è la crisi energetica, l’inflazione, la pandemia, la guerra in Ucraina e il PNRR ancora da completare. Tutte questioni che rimarranno nel limbo, in attesa di una campagna elettorale che si crede sarà ferocissima. 

L’agenda delle prossime ore è già segnata. Prima le consultazioni con i presidenti di Camera e Senato, ovvero Fico e Casellati, poi un dato: le elezioni – di regola – si dovranno fissare entro 70 giorni dalla fine delle precedenti. Il quirinalista Marzio Breda ha scritto che il Presidente Mattarella potrebbe anche parlare agli italiani. Con un messaggio breve subito dopo le dimissioni di Mario Draghi, oppure dopo le prime consultazioni con i presidenti delle camere. Mattarella, secondo il Corriere, farà sentire la sua voce. La voce del Colle, ieri fortemente irritata per questa crisi al buio.

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