
“L’Ufficio per il Processo deve diventare una struttura stabile della giustizia italiana. Non bastano
procedure parziali che lasciano indietro centinaia di lavoratrici e lavoratori.”
Lo dichiara Dario Capozzi Orsini, segretario regionale della Funzione Pubblica CGIL Puglia,
intervenendo sul tema della stabilizzazione del personale assunto nell’ambito dell’Ufficio per il
Processo.
“Non è vero che tutto sia risolto o che vada tutto bene. Ci sono ancora ampi margini di
miglioramento e, soprattutto, la procedura attualmente prevista non garantisce continuità lavorativa
a tutto il personale in servizio.
Il prossimo 28 maggio migliaia di lavoratrici e lavoratori saranno chiamati a sostenere una prova
che riteniamo inutile, considerando che tutti loro hanno già affrontato una selezione pubblica su
base distrettuale e, soprattutto, hanno già dimostrato sul campo competenze, professionalità e
utilità concreta per il sistema giustizia.
I risultati raggiunti in questi quattro anni sono sotto gli occhi di tutti: riduzione dell’arretrato,
miglioramento dei tempi di risposta dei procedimenti, accelerazione dei processi di digitalizzazione
degli uffici giudiziari. Eppure oggi circa 1.500 persone rischiano concretamente di essere escluse.”
Secondo Gigia Bucci Segretaria generale CGIL Puglia, il problema non riguarda soltanto il destino
occupazionale dei lavoratori precari, ma il futuro stesso dell’organizzazione della giustizia nel
Paese.
“Il rischio reale è quello della dispersione delle professionalità. Una dispersione che in questi anni
è già avvenuta con numeri significativi. In Puglia conosciamo bene il bisogno di giustizia del
territorio e non possiamo permetterci di perdere nemmeno uno dei circa 600 lavoratori attualmente
impegnati negli uffici giudiziari regionali.
A questo si aggiunge una criticità enorme: ad oggi non sono ancora chiari i posti disponibili nei
singoli distretti né lo stato reale delle piante organiche. Questo rischia di provocare una migrazione
forzata di molti lavoratori verso le sedi del Nord Italia.”
Una situazione che, secondo il sindacato, produrrebbe conseguenze pesantissime sia per i
lavoratori sia per il funzionamento della giustizia.
“Ci sono almeno tre problemi evidenti. Il primo riguarda il Mezzogiorno, e la Puglia in particolare,
che ha un enorme bisogno di giustizia e di consolidare il lavoro avviato in questi anni. Il secondo è
il danno umano e sociale per i lavoratori, costretti eventualmente a trasferimenti che inciderebbero
sulla qualità della vita, sugli affetti e sulle condizioni economiche. Il terzo riguarda direttamente il
sistema giudiziario: molti potrebbero non accettare il trasferimento, lasciando ulteriormente
scoperti i tribunali del Sud senza riuscire, allo stesso tempo, a colmare le carenze croniche degli
uffici del Nord.”
Per FP CGIL serve dunque una politica assunzionale strutturale all’interno del Ministero della
Giustizia.
“Oggi il Ministero non è più percepito come un’amministrazione attrattiva. Esiste una forte
precarietà, ma contemporaneamente persistono gravissime carenze di organico in tutti i comparti
della giustizia. Ci sono graduatorie ferme e persino lavoratori a tempo indeterminato che scelgono
di andare via verso altri enti o ministeri, perché i carichi di lavoro non sono proporzionati alle
retribuzioni.”
Da qui la richiesta chiara del sindacato: rendere stabile non solo il personale, ma l’intero modello
organizzativo dell’Ufficio per il Processo.
“L’Ufficio per il Processo non può più essere considerato un esperimento temporaneo o una
misura emergenziale. Rappresenta invece un modello moderno di organizzazione della giustizia,
già consolidato in molti Paesi europei, fondato sul lavoro di équipe, sull’integrazione delle
competenze e su una gestione più efficiente dell’attività giudiziaria
In Italia questo modello ha già dimostrato concretamente di funzionare. Per questo la vera sfida
oggi non riguarda soltanto la stabilizzazione dei lavoratori precari, ma la stabilizzazione dell’Ufficio
per il Processo come struttura stabile e permanente del sistema giudiziario italiano.
Smantellare questa esperienza significherebbe disperdere competenze costruite in anni di lavoro e
indebolire ulteriormente uffici giudiziari che già soffrono carenze croniche di personale.”
FP CGIL Puglia critica inoltre il nuovo accordo sulle famiglie professionali.
“Nel nuovo accordo chi ha partecipato alle trattative non ha riconosciuto l’Ufficio per il Processo
come struttura stabile e qualificante. È un errore grave, perché si continua a considerare
temporaneo uno strumento che invece ha già dimostrato tutta la sua efficacia.”
Gigia Bucci Luigi Lonigro
CGIL Puglia FP CGIL Puglia


