Politica Manfredonia

Conoscitore: “Mentre Manfredonia aspetta, la maggioranza regola i suoi conti”

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MENTRE MANFREDONIA ASPETTA, LA MAGGIORANZA REGOLA I SUOI CONTI

Quello che sta emergendo attorno alle nomine dell’ASE non è una semplice questione di nomi. È la fotografia di una politica che sembra sempre più impegnata a tenere insieme equilibri interni, correnti e posizionamenti, anziché a tenere insieme la città.


Non mi interessa sapere chi vincerà questa partita dentro il PD.
Mi interessa sapere chi sta vincendo la partita per Manfredonia.

Perché mentre si discute di incarichi, nomine, esclusioni, avvicinamenti e allontanamenti, fuori dal Palazzo ci sono commercianti che resistono, giovani che partono, famiglie che chiedono servizi, quartieri che aspettano attenzione e una città che continua a domandarsi quale sia la propria direzione.
E allora una domanda va fatta: quanto tempo ancora possiamo permetterci di perdere?


Una maggioranza può avere problemi interni. È fisiologico. Ma quando gli equilibri diventano il centro dell’azione politica, il problema non appartiene più ai partiti: diventa un problema della città.
Ho contributo ad amministrare Manfredonia per dieci anni. So cosa significa governare, scegliere, assumersi responsabilità e anche pagarne personalmente il prezzo. Proprio per questo non mi appassiona assistere alla politica ridotta a una partita tra gruppi e correnti.
Manfredonia merita altro.


Merita una politica che torni a parlare di sviluppo, turismo, lavoro, sicurezza, servizi, infrastrutture e futuro. Una politica capace di unire competenze, esperienze, giovani e società civile attorno a un progetto, non attorno alla spartizione di una casella.
E sia chiaro: non basta cambiare qualche nome per cambiare una città. Bisogna cambiare metodo, visione e passo.
A chi governa spetta dimostrare di esserne ancora capace.


A chi vuole costruire un’alternativa spetta il compito di farsi trovare pronto.
Io una convinzione ormai ce l’ho:
Manfredonia non ha bisogno dell’ennesima guerra di Palazzo.
Ha bisogno di tornare ad avere una direzione.
Non c’è più tempo!

Antonio Conoscitore