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Come è morto Gino Paoli: cause morte, che malattia aveva e ultimi anni del cantautore

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La notizia della morte di Gino Paoli, arrivata il 24 marzo 2026, ha colpito il mondo della musica italiana e non solo, riportando al centro dell’attenzione una carriera lunga oltre mezzo secolo.

Il cantautore, tra i protagonisti più riconoscibili della scuola genovese, si è spento a 91 anni nella sua casa di Roma. Intorno agli ultimi giorni restano poche informazioni ufficiali, mentre emergono dettagli che aiutano a ricostruire il contesto delle sue condizioni di salute e della sua vita recente.

Nei paragrafi che seguono analizziamo cosa è successo, quali erano le sue condizioni e gli aspetti più rilevanti della sua storia personale e artistica.

Com’è morto Gino Paoli: causa della morte e ultime ore

Gino Paoli è morto nella sua abitazione a Roma, dove viveva da tempo. La famiglia non ha diffuso una causa ufficiale del decesso, mantenendo riserbo sulle condizioni cliniche. Tuttavia, secondo le indiscrezioni circolate nelle ore successive, il cantautore sarebbe morto per cause naturali, compatibili con l’età.

Il dato certo riguarda il contesto degli ultimi momenti: Paoli si è spento serenamente, assistito dai suoi cari. Non risultano ricoveri recenti o patologie gravi in fase avanzata. Questa ricostruzione è coerente anche con quanto emerso dalle notizie online e dalle fonti giornalistiche delle ultime ore.

Che malattia aveva Gino Paoli: condizioni di salute e problemi negli anni

Come precisato nel paragrafo precedente, non risultano malattie gravi o croniche che abbiano determinato direttamente la morte di Gino Paoli. Negli ultimi anni, però, il cantautore aveva dovuto fare i conti con alcuni problemi di salute che avevano limitato la sua attività.

In particolare aveva sofferto di labirintite acuta, un disturbo dell’orecchio interno che provoca vertigini e perdita di equilibrio. Una condizione che lo aveva costretto a cancellare diversi concerti e a ridurre al minimo le apparizioni pubbliche.

Nel 2017 fu operato per un aneurisma dell’aorta addominale, intervento dopo il quale le sue condizioni erano risultate buone . Durante la pandemia aveva inoltre parlato di una stanchezza persistente legata al Covid, segnale di una fase di fragilità fisica.

Un altro aspetto importante riguarda la sua storia personale. Paoli ha raccontato apertamente un lungo periodo di dipendenza dall’alcol, iniziato negli anni Sessanta e durato circa quindici anni. Il percorso di disintossicazione, avviato nel 1976, rappresenta uno snodo fondamentale della sua vita. Nello stesso racconto emerge anche il trauma del tentato suicidio del 1963, dopo il quale ha convissuto per anni con un proiettile vicino al cuore .

Nel complesso, quindi, non si può parlare di una singola malattia, ma di una storia clinica articolata che negli ultimi tempi risultava sotto controllo.

Età, origini e carriera

Gino Paoli era nato il 23 settembre 1934 a Monfalcone, in Friuli Venezia Giulia. Figlio di Aldo Paoli, ingegnere navale, e di Caterina Rossi, si trasferì presto a Genova, città che avrebbe segnato il suo percorso artistico.

Proprio nel capoluogo ligure nacque il movimento della scuola genovese, di cui Paoli fu uno dei protagonisti insieme a Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Fabrizio De André. In quel contesto sviluppò uno stile personale, capace di unire introspezione e immediatezza.

Tra i suoi brani più noti si ricordano:

  • “Il cielo in una stanza”
  • “Sapore di sale”
  • “La gatta”
  • “Senza fine”

Canzoni che hanno attraversato generazioni, mantenendo una forte riconoscibilità. La sua scrittura, essenziale e diretta, ha influenzato profondamente il cantautorato italiano.