Attualità ItaliaEconomia

Bonus disagio abitativo 2026: a chi spetta e come richiederlo

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

Il bonus disagio abitativo è una misura introdotta dal Commissario per la ricostruzione e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, con l’obiettivo di supportare le famiglie colpite da eventi sismici nelle regioni Marche e Umbria. La misura, valida retroattivamente dal 1° gennaio 2026, sostituisce il precedente contributo di autonoma sistemazione (CAS) e garantisce un sostegno economico fino a 900 euro mensili per chi ha subito danni gravi alla propria abitazione principale.

Requisiti per accedere al bonus

Per poter beneficiare del bonus disagio abitativo, è necessario che l’abitazione principale sia stata dichiarata inagibile o distrutta a seguito dei terremoti del 9 novembre 2022 nelle Marche e del 9 marzo 2023 in Umbria. Il richiedente deve essere proprietario dell’immobile o titolare di un diritto reale sulla stessa abitazione e deve risiedere nelle regioni interessate. Non è possibile ottenere il contributo se ci si è trasferiti al di fuori dei territori colpiti.

Il bonus è rivolto anche ai soggetti che percepivano già il CAS o a chi deve lasciare temporaneamente la propria casa per consentire l’avvio dei lavori di ricostruzione. Tuttavia, non spetta a chi era in affitto al momento del sisma, salvo il caso di assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica che non hanno ancora ricevuto una sistemazione alternativa.

Calcolo del contributo

L’importo del bonus disagio abitativo varia in base alla composizione del nucleo familiare:

  • 1 componente: 400 euro al mese
  • 2 componenti: 500 euro al mese
  • 3 componenti: 700 euro al mese
  • 4 o più componenti: 900 euro al mese

È prevista inoltre una maggiorazione di 200 euro mensili per ogni membro del nucleo con età superiore ai 65 anni o con disabilità/invalidità accertata pari o superiore al 67%. Questo permette di adeguare il contributo alle specifiche esigenze familiari, garantendo un sostegno più significativo ai nuclei più fragili.

Come presentare la domanda

Per richiedere il bonus, i nuclei familiari interessati devono presentare al Comune di appartenenza una dichiarazione sostitutiva entro il 31 marzo 2026. Il documento deve attestare l’avvio delle procedure per ottenere il contributo alla ricostruzione e confermare l’assenza di soluzioni abitative alternative idonee nella regione. Chi deve abbandonare la propria abitazione per l’avvio dei cantieri può presentare la domanda contestualmente al provvedimento di sgombero.

Agevolazioni fiscali collegate

Il sostegno economico del bonus disagio abitativo è completato da vantaggi fiscali: la manovra 2026 prevede infatti l’esenzione dall’IMU fino al 31 dicembre 2026 per gli edifici distrutti o inagibili nelle zone colpite dai terremoti. L’esenzione cessa una volta che l’abitazione torna agibile, anche prima della scadenza prefissata.

Conclusioni

Il bonus disagio abitativo 2026 rappresenta uno strumento fondamentale per garantire alle famiglie colpite da calamità naturali un supporto concreto durante la ricostruzione. Con importi fino a 900 euro mensili e agevolazioni fiscali collegate, la misura permette di affrontare con maggiore serenità il periodo di difficoltà legato alla perdita temporanea o permanente dell’abitazione.

Promo Maiorano