
Con la pandemia e la guerra in Ucraina si sta verificando un’inflazione senza fine che porta ad aumento diffuso dei costi, a partire dalle materie prime per le aziende fino ad arrivare i beni di prima necessità per le famiglie. Nell’edilizia l’aumento dei costi è stato spropositato e si è dovuto intervenire più volte per dare sostegno alle imprese e garantire il prosieguo dei lavori.
Le alternative per ridurre i costi in questo settore non sono moltissime, anche perché i rincari hanno riguardato ogni canale di approvvigionamento. Ci si può tuttavia rivolgere a piattaforme online per la vendita di prodotti per la casa come Echome per provare a risparmiare, soprattutto sui costi di trasporto. Per avere un’idea completa della qualità dei prodotti e del servizio, scopri le opinioni qui e poi procedi con l’acquisto.
Da parte dello stato si assiste invece ad interventi in compensazione, con la facilitazione all’accesso di fondi per aiutare le imprese.
Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.
Compensazione per aumento materiali edili: come funziona
Per contrastare gli aumenti dei prezzi per l’acquisto di materiali edili la Legge di Bilancio 2023 ha aumentato la dotazione del fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche di 1,1 miliardi di euro per il 2023 e 500 milioni di euro per il 2024.
I tempi e le regole per accedere a queste risorse aggiuntive sono state indicate nel Decreto Ministeriale 1° febbraio 2023. Secondo quanto stabilito ci saranno 4 finestre temporali per richiedere le risorse, che verranno poi vagliare dal Ministero delle Infrastrutture entro 30 giorni dalla chiusura della domanda.
Conviene tuttavia essere veloci nel caricare la domanda perché la concessione dei fondi tiene conto anche dell’ordine di arrivo delle richieste.
Compensazione per aumento materiali edili: i lavori ammessi
Sono le Stazioni Appaltanti a dover presentare domanda e devono seguire le 4 finestre temporali aperte, che sono partite ad aprile 2023 e termineranno il 31 gennaio 2024.
Potranno beneficiare delle risorse stanziate:
- gli appalti di lavori e gli accordi quadro che sono stati aggiudicati in base ad offerte scadute entro il 31 dicembre 2021, con lavorazioni contabilizzate o annotate dal 01 gennaio al 31 dicembre 2023;
- i lavori appaltati e gli accordi quadro con termine di presentazione offerta tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023 che non hanno beneficiato delle risorse del fondo per l’avvio delle opere indifferibili e con lavorazioni contabilizzate o annotate nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023;
- gli appalti gestiti da Ferrovie dello Stato e Anas quando non sono stati applicati i prezzari regionali aggiornati.
Conseguenze aumento materiali edili
L’immediata conseguenza dell’aumento dei prezzi è un blocco dei cantieri, perché o mancano le risorse per sopperire agli aumenti o manca proprio il materiale. Secondo il Construction Cost Report 2022, oggi il costo delle ristrutturazioni o delle costruzioni ex novo è aumentato del 25%, con ripercussioni sull’intera filiera.
I blocchi degli appalti e i ritardi delle consegne si stanno inoltre ripercuotendo anche sui progetti previsti dal PNRR che stanno subendo numerosi slittamenti, con il rischio di perdere importanti commesse.
Andare in compensazione può essere una soluzione, ma secondo l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), i tempi della burocrazia sono ancora troppo lunghi per favorire una ripartenza immediata. Bisognerebbe velocizzare i tempi per l’assegnazione dei fondi e lavorare per una rinegoziazione dall’alto dei prezzi.


