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Abbandono rifiuti speciali costituiti da pneumatici fuori uso

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La pattuglia di servizio coordinati dal Comandante Giuseppe Marasco hanno segnalato alle Autorità competenti  del Comune di Manfredonia veri e propri disastri ambientali che:   

“L’abbandono dei rifiuti è una forma di inciviltà che danneggia l’ambiente e causa degrado. Gli Ispettori Ambientali Territoriali decisi a contrastare il fenomeno potenziando l’azione contro i comportamenti scorretti che deturpano in modo inaccettabile il territorio.

Gli abbandoni di pneumatici costituiscono sicuramente un problema ambientale di dimensioni notevoli , un problema per le casse dei Comuni , chiamati a rimuoverli a proprie spese e un “fastidio” per gli addetti ai controlli costretti agli interventi, allorquando abbandonati illegalmente. Sicuramente gli abbandoni di tali rifiuti avvengono dappertutto, su aree private e pubbliche, il suo dilagare avviene in modo esponenziale considerato che il settore dei trasporti su gomma sia di merci (camion) che di persone (autovetture) è in continua crescita. Un pneumatico per autovettura del peso di circa sei chili è composto per quasi una metà da elastomeri (la cosiddetta “gomma”), per un quinto da carbonio, il carbon black e per il rimanente da oli, vulcanizzanti, ossidi di zinco, acciaio (attorno al 15%) e da materiali tessili. La composizione dei materiali rende il pneumatico non biodegradabile o per meglio dire di scarsa biodegradabilità (occorrono oltre 1000 anni per la totale biodegradabilità) questo aspetto unitamente alla facilità di combustione del P.E. e al ristagno, al loro interno, d’acqua con proliferazione di insetti e rischio di infezioni accentua il problema ambientale degli abbandoni senza trascurare che se bruciati sprigionano gas tossici nell’atmosfera rilasciando metalli pesanti e benzene. Situazione assurda se si pensi che un corretto conferimento del pneumatico esausto, considerato per legge Rifiuto, agli impianti di recupero potrebbe trasformarlo in una preziosa ‘materia prima seconda’ che si presta a diverse realizzazioni, come pavimentazioni stradali, arredi urbani ma anche borse o cinture e capi d’abbigliamento. Grazie a dei procedimenti di recupero di taglio e granulazione dei pneumatici, è possibile separarne le diverse componenti (gomma, acciaio e fibra) ottenendo un materiale che può essere riutilizzato in molteplici maniere: ad esempio nella produzione di manufatti in gomma riciclata (mattonelle, guaine isolanti, suole per calzature, ruote per carrelli, componenti per automobili, e numerosi altri), nella realizzazione di pavimentazioni stradali mescolato all’asfalto, o ancora come ammendante di terreni agricoli e campi da gioco in erba sintetica. I benefici sulla bilancia dei pagamenti possono essere enormi grazie al riutilizzo di materia prima, con conseguente riduzione dell’importazione di manufatti in gomma. Il dilagare dell’illegalità costituita dagli abbandoni di pneumatici esausti, sempre più in modo esponenziale e per la maggior parte con l’impunità degli autori , veri e propri criminali, impone una seria riflessione da parte di chi dovrebbe, per fronteggiare e ridurre ai minimi termini tale forma di illegalità, adoperarsi con controlli seri professionali e questo, soprattutto, in fase preventiva, e non solo quando chiamati a misfatto compiuto. Se si vuole veramente combattere il fenomeno bisogna adoperarsi in modo efficace con controlli mirati alla fonte ovvero sui produttori installatori e trasportatori, imporre il rispetto delle regole, con gli strumenti efficaci che la normativa, in questo caso, pur ci permette di adoperare, vale a dire, verifica dei registri di carico e scarico incrocio con i documenti contabili di acquisto, presso gli installatori e i trasportatori, ispezioni dei depositi temporanei delle aree di stoccaggio acquisizione dei formulari di trasporti rifiuti, il tutto nella consapevolezza che l’abbandono sul suolo del pneumatico è solo l’ultimo anello o ,per meglio dire, l’ultimo illecito della catena. 

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Comunicato Stampa

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ilsipontino.netPer segnalare variazioni, rettifiche, precisazioni o comunicazioni in merito al presente articolo è possibile inviare email a redazione@ilsipontino.net

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