Attualità Capitanata

La Torre (Coop. Santa Chiara): “Accanimento ingiustificato verso la RSA Stella Maris”. E corregge numeri contagi e decessi…

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“Un accanimento ingiusto ed ingiustificato verso chi è in trincea h24 a strenua difesa dei più fragili.

I dati aggiornati parlano di 9 operatori positivi su 40 (e non 12) e 22 ospiti su 78. Parliamo di percentuali del 20% (nel caso degli operatori) e del 25% (nel caso degli ospiti) sul totale della nostra RSA.

Mentre altrove la situazione è da carneficina, da noi è tutto sotto controllo: i positivi sono stati isolati in apposite zone ed il servizio di assistenza svolto regolarmente”.


E’ amareggiato Michele La Torre, fondatore della Cooperativa Santa Chiara di Manfredonia (soggetto gestore della RSA “Stella Maris”) e referente AGCI, Associazione Generale Cooperative Italiane per il riverbero mediatico assunto dalle notizie di presenza di Covid-19 all’interno della storica Casa di riposo di Siponto. “Questa seconda ondata sta travolgendo tutto e tutti, e noi stiamo combattendo con tutti gli esigui strumenti a nostra disposizione – spiega La Torre ilsipontino.net -.

Dove sono e cosa stanno facendo il Governo e la Regione, tra i responsabili di questa situazione generale ,per non aver adottato provvedimenti di prevenzione attraverso un lockdown diffuso? Stiamo combattendo una battaglia difficilissima a mani nude ,senza i necessari tamponi antigenici rapidi(gli enti preposti avrebbero dovuto fornire le strutture sanitarie già da tempo di questi dispositivi e in forma copiosa e, invece, solo recentemente è stata sbloccata la vendita degli stessi)e senza qualcuno che sia punto di riferimento.

Cosa si aspetta a decretare un lockdown secco per tutti di almeno un mese,prima che accada il peggio è ci si contagi tutti? I numeri parlano chiaro e sono drammatici nei bollettini della sera: bisogna salvare il salvabile, ora o mai più”.


Anche sulla questione dei due decessi, La Torre precisa che “in entrambi i casi trattasi di soggetti ultranovantenni con importanti patologie pregresse, ed uno di essi è certamente deceduto per morte naturale, mentre per l’altro non è direttamente riconducibile al Covid; è , in ogni caso, è l’Asl il soggetto deputato a queste perizie e informazioni, non certo il sottoscritto.

Noi proteggiamo i nostri ospiti al 100% però, poi, capita che necessitino di visite specialistiche in esterna, day hospital o interventi al Pronto Soccorso e si infettano. Si, perché, il Covid viene dall’esterno. All’interno della RSA siamo scrupolosissimi: test sierologici frequentissimi agli ospiti e agli operatori. Monitoriamo h24 i nostri degenti ed appena ci sono sintomi sospetti chiediamo prontamente l’intervento specialistico del 118. Non siamo una struttura Covid. Proprio il non aver dotato i territori con strutture Covid potenziate sta determinando il collasso del sistema sanitario e la messa a rischio di migliaia di vite umane”.


Perché la seconda ondata del Covid è di più difficile gestione? “Ci sono molti asintomatici che girano indiscriminatamente ed è molto complesso fare tamponi presso le strutture preposte – dichiara La Torre -. Faccio l’esempio sulla nostra RSA. Pur mettendo in piedi, come a marzo, il miglior sistema di protezione degli ospiti, come faccio a tutelarli se gli operatori tornano a casa ed entrano in contatto con i parenti che frequentano, ad esempio, luoghi di lavoro, scuole, bar ecc?

A marzo la situazione era controllabile perché c’era un circuito chiuso ed era semplice tracciare e bloccare il virus perché c’era un lockdown totale e ferreo. Ripeto, la notizia del secolo non è quella di qualche contagio in una struttura come la nostra, ma l’incapacità da parte degli enti preposti di prendere decisioni efficienti,ferme e tempestive.

La Regione – sottolinea La Torre -, ha chiesto ai rappresentanti delle strutture la disponibilità di ospitare pazienti positivi post acuzie. Perché lo chiede a strutture fragili come le nostre e non , per esempio,agli alberghi(inattivi o in disuso)?Personalmente in una video conferenza istituzionale,ho chiesto al Prof. Lopalco di chiudere precauzionalmente,tutti i Centri diurni (per anziani e diversabili) per le stesse motivazioni che hanno spinto alla chiusura delle scuole, ovvero la pericolosità della diffusione del contagio. Inutile dire che abbiamo ricevuto risposta negativa. Una scelta assolutamente scellerata se si considera il forte disagio causato dalla sospensione delle attività per le fasce sociali più deboli che proprio in questi periodi hanno bisogno di maggiore sostegno; ma in queste condizioni non si può assolutamente rischiare sulla pelle di operatori, ospiti/utenti e loro famiglie”.