Cronaca Italia

Omicidio Colapietro, chi è la “Professoressa Satana”

Chi è Nicole Formichetti, la docente di Lettere coinvolta nel caso dell’omicidio di Fabio Colapietro a Torino.

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Nicole Formichetti ha 47 anni ed è la docente di Lettere finita al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Fabio Colapietro, avvenuto a Torino. Fino allo scorso luglio insegnava all’istituto Tommaso D’Oria di Ciriè, dove aveva accompagnato i suoi studenti anche agli esami di maturità. A settembre, però, non aveva ripreso servizio e si trovava in malattia quando nella sua abitazione di via Gulli si è consumata la vicenda culminata nella morte del 39enne.
Ad ammettere l’omicidio è stato il 26enne Christian Matheus De Oliveira Morando, che ha raccontato agli investigatori la lite e quanto sarebbe accaduto successivamente. Formichetti non è accusata dell’omicidio, ma di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere, e per lei il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere. Nelle ultime ore sono però emersi nuovi particolari dalle intercettazioni ambientali effettuate dagli investigatori.


È proprio De Oliveira Morando a indicare la docente come una figura centrale nella gestione di quanto avvenuto dopo la morte di Colapietro. Parlando con la madre, il giovane arriva a definirla “come Satana”, mentre in un altro passaggio sostiene che nel gruppo venisse chiamata “Satana”. Da queste dichiarazioni nasce dunque il soprannome di “Professoressa Satana” che nelle ultime ore sta accompagnando il nome della donna sui media.
Le responsabilità effettive della docente dovranno comunque essere accertate nel procedimento giudiziario, mentre proseguono le indagini sul delitto.

Nicole Formichetti, dalla cattedra all’inchiesta sull’omicidio Colapietro

Nicole Formichetti è originaria di Rieti e si era trasferita in Piemonte dopo aver vinto il concorso per l’insegnamento. Docente di italiano, fino a pochi mesi fa la sua quotidianità pubblica era quella di un’insegnante delle scuole superiori.
All’inizio del nuovo anno scolastico, tuttavia, non era tornata in classe e risultava assente per problemi personali. Il suo nome è entrato nelle cronache dopo la scoperta dei resti di Fabio Colapietro nella casa di via Gulli in cui viveva.
Secondo la ricostruzione finora emersa, nell’appartamento si sarebbe svolto un lungo festino caratterizzato dal consumo di diverse sostanze stupefacenti e alcol. De Oliveira Morando ha confessato di avere ucciso Colapietro durante una colluttazione, pur sostenendo di non averne inizialmente avuto l’intenzione.

Il corpo del 39enne sarebbe stato successivamente sezionato e suddiviso in numerosi sacchi e contenitori. È soprattutto su questa fase che gli investigatori stanno cercando di ricostruire il ruolo attribuito alla professoressa.
Secondo quanto riferito da De Oliveira Morando, Formichetti avrebbe infatti assunto le “redini” della situazione dopo la morte dell’uomo. Nelle intercettazioni il 26enne sostiene che fosse lei a cercare con maggiore insistenza una maniera per liberarsi del cadavere. Il gip, riportando la ricostruzione dell’indagato, scrive che la direzione delle attività successive alla morte sarebbe stata sotto il controllo della “Professoressa”.È in questo contesto che compare il soprannome destinato a colpire maggiormente l’opinione pubblica.

“Quella professoressa è come Satana”

“Quella professoressa è come Satana”, afferma infatti De Oliveira Morando parlando con la madre nella sala d’attesa della Squadra mobile. Secondo un’altra intercettazione riportata dalla TGR Piemonte, il giovane avrebbe spiegato che la donna veniva chiamata proprio “Satana”. Si tratta quindi di un appellativo proveniente dalle dichiarazioni del reo confesso e non di una definizione utilizzata dagli investigatori. Formichetti, comparsa davanti al gip, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. La sua legale l’ha descritta come emotivamente in difficoltà, mentre la difesa sta ricostruendo la sua situazione personale. Intanto proseguono gli accertamenti sulla morte di Colapietro e sulla condotta delle persone che si trovavano nell’appartamento.
Per il 29 settembre è previsto il conferimento dell’incarico per l’autopsia sui resti della vittima, che potrebbe fornire ulteriori elementi sulla dinamica della morte. Il quadro resta dunque quello di un’inchiesta ancora aperta, nella quale accuse, confessioni e intercettazioni dovranno essere confrontate con gli ulteriori riscontri investigativi.

Fonte: Facebook

FONTI:

La Repubblica

Sky TG24

Corriere di Torino

Rai News

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