Cronaca Italia

Pamela Genini, il giallo dei freni: «Secondo me è stato Francesco»

Nuovo elemento nel caso Pamela Genini: riemergono chat in cui la giovane raccontava della presunta manomissione dei freni della sua auto.

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Pamela Genini aveva raccontato già nel 2020 di aver vissuto un episodio inquietante legato alla propria automobile.
A distanza di anni, una vecchia conversazione privata riporta alla luce quella vicenda e aggiunge un nuovo elemento al caso.
La giovane aveva infatti scoperto un’anomalia ai freni della sua Mercedes Classe A, rivolgendosi successivamente a un meccanico.
Secondo quanto emerso, il problema non sarebbe stato riconducibile a una semplice usura dell’impianto.
Pamela avrebbe quindi raccontato a una persona di fiducia di temere che qualcuno avesse deliberatamente manomesso la sua vettura.
Nella conversazione compare anche un nome preciso, Francesco, che la ragazza indicò come possibile responsabile. Si riferiva forse a Francesco Dolci, attualment eindagato per il furto della testa di Pamela dal cimitero? La giovane collegava il presunto gesto anche al rapporto conflittuale avuto con l’uomo nei giorni precedenti.
Dolci ha però sempre negato di aver manomesso i freni, sostenendo che si sarebbe trattato di un guasto.
Ora quelle parole del 2020 tornano al centro dell’attenzione e potrebbero essere valutate nell’ambito degli accertamenti sul caso.

La chat e quel sospetto di Pamela

Il contenuto della conversazione risale al settembre 2020 e racconta una vicenda che, all’epoca, aveva evidentemente preoccupato molto Pamela Genini. La giovane aveva riscontrato un problema alla propria Mercedes Classe A e aveva deciso di rivolgersi a un meccanico per capire quale fosse l’origine dell’anomalia.

È proprio durante i controlli che sarebbero emersi alcuni elementi ritenuti particolarmente insoliti. Pamela avrebbe quindi iniziato a pensare che non si trattasse di un semplice guasto e avrebbe raccontato a una persona di fiducia il timore che qualcuno potesse aver messo mano all’impianto frenante della sua automobile.

Nella conversazione compare quindi il nome di Francesco. Pamela, senza presentare quella circostanza come una certezza, avrebbe scritto: «Mi ha chiamato il carrozziere e mi ha detto che sono stati manomessi. Secondo me è stato Francesco». Una frase che oggi assume un peso particolare perché testimonia che il sospetto nei confronti di Dolci era già presente nella mente della giovane diversi anni prima degli eventi che hanno riportato la sua storia al centro dell’attenzione.

Sempre nella chat, Pamela avrebbe spiegato anche le ragioni del proprio convincimento. Secondo la sua ricostruzione, Dolci avrebbe avuto interesse a renderla maggiormente dipendente da lui, arrivando anche a prospettarle la possibilità di procurarle un’altra automobile. Il riferimento sarebbe collegato al rapporto tra i due e a una discussione avvenuta durante una vacanza in Toscana.

Pamela Genini: i dubbi sulla reale manomissione dell’auto

La vicenda, tuttavia, presenta ancora diversi punti interrogativi. Il fatto che Pamela avesse espresso un sospetto in una conversazione privata non dimostra infatti che la manomissione sia stata effettivamente compiuta da Francesco Dolci. Non c’è alcuna prova e sarebbe ingiusto dare di default la colpa alla persona in questione al momento. Anche la natura del problema riscontrato sulla vettura dovrà essere eventualmente verificata attraverso la documentazione e gli accertamenti tecnici disponibili.

Francesco Dolci ha, da parte sua, negato di avere qualsiasi responsabilità nell’episodio, sostenendo che quello dell’automobile fosse un problema meccanico e non il risultato di una manomissione. La sua versione si contrappone quindi al racconto che Pamela aveva affidato alla chat nel 2020.

A rendere particolarmente interessante il ritrovamento della conversazione è soprattutto la distanza temporale rispetto agli avvenimenti attuali. Quelle parole non sono state scritte oggi, alla luce delle vicende successive, ma risalgono a diversi anni fa e rappresentano quindi ciò che Pamela pensava e temeva in quel preciso momento.

Per questo motivo la chat potrebbe essere considerata un elemento da approfondire, ma non una prova definitiva delle responsabilità. Il vero nodo resta infatti capire cosa accadde realmente alla Mercedes di Pamela sei anni fa e se i problemi ai freni furono provocati intenzionalmente oppure se si trattò, come sostenuto da Dolci, di un semplice guasto.

FONTI:

Corriere della Sera

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