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Nuovi Direttori Generali Asl, Fratelli d’Italia: “Il gioco delle sette carte di Decaro. Altro che rivoluzione! Tutti fedelissimi, tutti baresi”

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Nuovi Direttori Generali Asl, Fratelli d’Italia: “Il gioco delle sette carte di Decaro. Altro che rivoluzione! Tutti fedelissimi, tutti baresi”

«Il gioco delle sette carte: nomi già vecchi – quelli dei sette direttori generali scelti dal presidente della Regione, Antonio Decaro, alla guida di Asl, Ircss e aziende ospedaliere-universitarie – e nomi tutti baresi, a conferma del bari-centrismo che continua a comandare in Puglia.

Non solo un valzer di poltrone, come avevamo commentato a caldo, ma una selezione ristretta a manager esclusivamente baresi.

Presidente Decaro, possibile che, nella rosa che ha sfogliato, non ci fossero nomi altrettanto degni di considerazione, provenienti dalle altre province pugliesi?

Nessuno  di Lecce?

Nessuno di Taranto? 

Nessuno di Brindisi?

Nessuno della Bat?

Nessuno di Foggia?

Guidare un’azienda sanitaria o un grande istituto di ricerca e cura, richiede anche una conoscenza del territorio locale, della sua storia e delle sue dinamiche. Ma evidentemente la logica che ha dettato le sue nomine, presidente Decaro, è la stessa di Giulio Cesare, che affidava solo ai suoi ufficiali fedelissimi le province romane durante le sue campagne militari e la guerra civile, anziché ai magistrati inviati dal Senato. A differenza del generale e dittatore romano, però,lei presente vuol far credere di aver scelto i nuovi dg senza neppure conoscerli, in base al curriculum. È chiaro come il sole, invece, che il criterio guida resta quello del “cerchio magico” tracciato da Vendola, chiuso da Emiliano ed ereditato da lei, presidente, che continua a gestirlo nel solco della continuità. Esattamente il contrario di quanto predicava in campagna elettorale, quando prometteva di cambiare il sistema.

I nomi e i curriculum parlano chiaro: sono quasi tutti parte, con ruoli di responsabilità, dell’attuale disastrosa gestione che ha prodotto un buco di 349 milioni nel 2025.

Ancora una volta lo ripetiamo: tutto cambia perché nulla cambi, nel “nuovo corso” della sanità della Regione Puglia targato Decaro».

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