
Un tempo, le notti di Manfredonia erano avvolte da un’oscurità interrotta solo dal chiarore incerto dei lampioni a petrolio. Non c’erano i forti lampioni che oggi illuminano ogni angolo, ma le strade erano immerse in una luce gialla e debole che lasciava quasi tutto in ombra.
In questo mondo in penombra viveva un uomo che aveva un compito importantissimo: il lampionaio. A Manfredonia tutti lo conoscevano come “u lampiunère”. Il suo non era un lavoro facile, ma era fondamentale per la sicurezza di tutti.
Ogni giorno, poco prima del tramonto, lo si vedeva camminare per le vie della città con una scala di legno sulle spalle e un bastone. Si fermava sotto ogni lampione, poggiava la scala, saliva i gradini e, con un fiammifero o un accenditore, dava vita alla fiammella del petrolio. All’alba, quando la città iniziava a svegliarsi, faceva il giro contrario per spegnere tutto.
Il lampionaio doveva anche prendersi cura dei lampioni: puliva i vetri che diventavano neri per il fumo e riempiva i serbatoi di petrolio. Senza di lui, la città sarebbe rimasta completamente al buio. Anche nelle case la situazione era simile: chi era più povero usava una piccola candela o un lumino a olio, che faceva appena la luce necessaria per vedersi in faccia.
La grande svolta del 1902, a Manfredonia arriva la luce elettrice
Le cose cambiarono per sempre la sera del 12 luglio 1902.
Quel giorno a Manfredonia arrivò la luce elettrica. Provate a immaginare lo stupore dei cittadini: premere un interruttore e vedere la luce accendersi all’istante, senza bisogno di scale o petrolio!
L’evento fu celebrato in pompa magna, alla presenza del Prefetto di Foggia e delle massime autorità, la città si riunì per festeggiare questo “miracolo” della scienza.
A guidare la città in questo passaggio verso la modernità fu il sindaco Vincenzo Capparelli, ricordato non solo come uomo delle istituzioni, ma anche come figura di grande sensibilità artistica e nobiltà d’animo. Capparelli voleva che la sua Manfredonia diventasse moderna e piena di vita come le grandi città.
Da quella sera, il lavoro del lampionaio non servì più, ma il suo ricordo è rimasto nel cuore dei nostri nonni come il simbolo di un tempo più lento e romantico.
Ricostruzione della piazza elaborata con tecniche moderne
Se questa storia ti ha riportato indietro nel tempo, segui la pagina per vedere altri tesori del passato!
Fonte: Manfredonia Ricordi


