
VICENDA ASE, RITUCCI E TASSO CHIEDONO L’ACCESSO AGLI ATTI:
“TROPPI DUBBI SULLA RISPOSTA DEL SINDACO”
Invitano la maggioranza a prendere posizione e propongono un tavolo per una soluzione bonaria dei ricorsi.
Dopo quella che definiscono una risposta “confusa e incompleta” del Sindaco sulla situazione di ASE, fornita durante l’interrogazione del Consiglio del 5 dicembre, i consiglieri di minoranza Massimiliano Ritucci (AgiAMO) e Antonio Tasso (Sipontum) hanno presentato una formale richiesta di accesso agli atti. Obiettivo: verificare in modo diretto il ruolo svolto dal ‘Controllo Analogo’ sui punti richiamati dal primo cittadino.
«Ci sono troppi elementi che non tornano – spiegano – e nutriamo seri dubbi sul reale coinvolgimento del Controllo Analogo, come invece dichiarato dal Sindaco. Per questo chiediamo di visionare documenti, pareri e comunicazioni ufficiali».
La vicenda ha acceso il dibattito politico, soprattutto dopo la decisa presa di posizione del Partito Democratico, principale forza di maggioranza, che – sulla scia dell’interrogazione degli esponenti di AgiAMO e Sipontum – ha stigmatizzato le incertezze dell’Amministrazione, ribadito la necessità di tutelare la natura pubblica di ASE e di garantire il turn over indispensabile al mantenimento della dotazione minima del personale a garanzia di un servizio efficiente. Una posizione che coincide con quella dei due consiglieri.
Ritucci e Tasso invitano ora anche le altre componenti della maggioranza a chiarire apertamente la propria posizione in merito.
I due consiglieri propongono, inoltre, l’avvio di un tavolo di confronto tra Comune, Azienda, sindacati e legali, per giungere a una soluzione bonaria dei ricorsi presentati dagli operai inseriti nelle graduatorie J e 1B per il mancato impiego a tempo indeterminato. «La base di partenza – sottolineano – dovrebbe essere la stabilizzazione delle undici unità necessarie a garantire il turn over».
Secondo Ritucci e Tasso, questa scelta non solo eviterebbe possibili condanne a carico dell’ente e quindi della collettività, ma rappresenterebbe anche un passo concreto verso il riconoscimento di giustizia sociale per i lavoratori ricorrenti, che da tempo attendono una soluzione equa e definitiva.
«Servono decisioni concrete subito. La città non può più aspettare».


