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WWF Foggia. Parco Regionale dei Monti Dauni: basta paure infondate, servono visione e responsabilità

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WWF Foggia. Parco Regionale dei Monti Dauni: basta paure infondate, servono visione e responsabilità

Il WWF Foggia prende atto con stupore del comunicato diffuso da alcune associazioni venatorie in merito alla proposta di istituzione del Parco Regionale dei Monti Dauni.

I problemi citati – spopolamento, abbandono delle campagne, crisi delle attività tradizionali, difficoltà economiche delle comunità locali – non sono certo “effetti collaterali” di un’area protetta che ancora non esiste:

sono, purtroppo, la normalità di oggi.

Sono criticità già presenti da decenni nei Monti Dauni e in gran parte delle aree interne dell’Appennino, proprio in assenza di una strategia strutturata di tutela e valorizzazione del territorio.

Viene quindi spontaneo chiedersi: che senso ha essere contrari a uno strumento che potrebbe finalmente rappresentare una risposta concreta a questi problemi?

L’istituzione di un’area protetta non significa “bloccare tutto”, ma al contrario dare regole, visione e opportunità di sviluppo.

In tutta Italia, e anche in Appennino, i parchi hanno dimostrato di poter essere motori di:

– accesso a finanziamenti pubblici regionali, nazionali ed europei;

– sviluppo di un turismo sostenibile e destagionalizzato;

– valorizzazione dei prodotti locali e delle filiere agricole di qualità;

– creazione di nuove professionalità legate alla gestione del territorio, alla guida ambientale, all’educazione, alla ricerca;

– contrasto allo spopolamento attraverso nuove occasioni di lavoro e presidio umano del territorio.

I Monti Dauni hanno un patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale straordinario, che oggi resta in gran parte invisibile, sottovalutato e non messo a sistema.

Un parco non è una “gabbia”, ma uno strumento per trasformare questo potenziale in opportunità concrete per le comunità locali.

È comprensibile che il mondo venatorio guardi con diffidenza all’istituzione di un’area protetta. Tuttavia, se davvero si ha a cuore il territorio, sarebbe auspicabile vedere da parte loro un impegno chiaro e pubblico anche su temi come:

– la denuncia del bracconaggio;

– il contrasto alla distruzione degli habitat;

– la lotta alle discariche abusive e abbandono rifiuti;

– la tutela reale della fauna e degli ecosistemi anche utilizzando le risorse a loro dedicate.

Su questi fronti, purtroppo, troppo spesso si registra silenzio, quando non una preoccupante indifferenza.

La tutela dell’ambiente non può essere “a giorni alterni” né subordinata agli interessi di parte.

Il WWF Foggia ribadisce che le aree protette non sono il problema, ma parte della soluzione, soprattutto nelle aree interne dell’Appennino, dove serve urgentemente una strategia di rilancio che metta insieme natura, economia locale, turismo responsabile e qualità della vita.

Invitiamo quindi tutti gli attori del territorio – associazioni, amministratori, categorie produttive e cittadini – a uscire dalla logica della paura e a confrontarsi seriamente su come costruire un futuro per i Monti Dauni.

Continuare a difendere lo status quo significa, di fatto, accettare il declino.

E su questo, davvero, non possiamo più permetterci di restare fermi.

WWF Foggia 

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