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Valvole per respiratori con stampanti 3D: Orto Urbano orgoglio manfredoniano

Su invito della Protezione Civile, il fablab di Brescia ha chiamato a rapporto tutti i makers italiani per rimediare alla carenza di maschere ospedaliere per terapia sub-intensiva. L’unico strumento capace di realizzare i pezzi necessari rispettando i tempi richiesti è la stampante 3D.

A rispondere all’appello in Capitanata, l’ Orto Urbano di Manfredonia, un laboratorio a ‘conduzione familiare’ attrezzato con stampanti e scanner 3D, nato pochissimi anni fa grazie all’estro creativo di Giuseppe Egidio, ingegnere elettronico, di sua moglie Maria Grazia Mondelli, sarta creativa, e dei figli Anna e Antonio.

“Era necessario produrre in tempi brevissimi 500 kit composti di valvola charlotte con valvola dave”, spiega la famiglia Egidio e spiega: “Noi come tanti altri artigiani digitali dell’intero Paese ci siamo dati subito da fare per realizzarli, abbiamo contattato il fablab di Brescia dicendo che ci siamo e che possiamo dare una mano non solo a loro, ma anche a tutti gli ospedali nel caso in cui ce ne fosse bisogno”. L’idea per superare la carenza di maschere C-PAP che permettono di fornire ventilazione artificiale a pazienti in difficoltà respiratoria è venuta a Renato Favero, ex primario dell’Ospedale di Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia (uno dei comuni italiani più colpiti dall’emergenza coronavirus). Il progetto di Favero è semplice, ma geniale: costruire una maschera respiratoria d’emergenza riadattando una maschera da snorkeling full face già in commercio e prodotta in Italia da Decathlon, che si è resa immediatamente disponibile a collaborare.

La start-up Isinnova ha condiviso sul proprio sito le istruzioni per costruire il raccordo tra maschera e tubi ospedalieri, ribattezzato “valvola Charlotte” (dal nome della moglie del titolare di Isinnova, Carlotta) e ha poi lanciato l’invito ai vari makers italiani. Invito raccolto, appunto, dalla famiglia Egidio, che entusiasticamente ha dichiarato: “È stato come abbracciarci. Le nuove tecnologie sono dalla nostra parte. Insieme ce la faremo ragazzi!”.

Maria Teresa Valente

Redazione

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