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Uno, Nettuno… e ‘Centomila’

Cos’hanno in comune Manfredonia e Bari? Il mare, sicuramente. Eppure c’è qualcos’altro che accomuna queste due città e che si delinea come un piccolo mistero storico.

Si tratta di una fontana, il cosiddetto Tritone o Polpo, come comunemente viene chiamato dai sipontini, ovvero quel monumento che da circa ottant’anni svetta in piazza Marconi. L’opera è dell’artista nativo di Giovinazzo, Tommaso Piscitelli, già autore per Manfredonia dell’omonima fontana attualmente ubicata nei pressi della chiesa di Sant’Andrea.

Il monumento a cui tutti i manfredoniani sono ormai affezionati e che svetta in svariate cartoline raffiguranti la città, è praticamente identico a quello di Bari realizzato dallo stesso Piscitelli nel 1925 nel quartiere di Torre a Mare (ex Torre Pelosa). Una fontana che però da Bari, verso la fine degli anni ’30, è scomparsa, mentre quasi contemporaneamente è apparsa a Manfredonia.

Le testimonianze dell’epoca narrano che ‘La Fendàne du Pescatòre’ di Torre a Mare venne rimossa per esigenze belliche, ovvero per fonderla e costruire armi dal bronzo di cui era composta; in sostituzione dell’opera fu progettato uno zampillo d’acqua alto quasi due metri.

Questo smacco non venne mai accettato dai baresi che nel 2002 inaugurarono un monumento simile realizzato dall’artista Mario Piergiovanni, destinato appunto al rimpiazzo della preesistente statua di cui per quasi sessant’anni si era nostalgicamente rimpianta l’assenza.

Sappiamo con certezza che Piscitelli realizzò fontane simili tra di loro utilizzando lo stesso calco. Un terzo Polpo, infatti, si trova anche a Santa Flavia, in provincia di Palermo.

Ciò che però colpisce è che dai documenti dell’epoca non risultano spese a carico del Municipio sipontino per la ‘fontana del pescatore’. Invece, nello stesso periodo, risulta una previsione di spesa di 192.000 lire per la fontana “Piscitelli” da ubicare in Piazza Duomo.

Ed entrambe le fontane furono volute dall’allora podestà di Manfredonia Pietro Simone.

A questo punto il dubbio sorge spontaneo: cari amici baresi, siete proprio sicuri che il vostro amato monumento venne fuso e non spostato altrove?

Un’ipotesi potrebbe essere che l’artista Piscitelli, già mortificato dalla fusione di altre sue imponenti opere bronzee come i monumenti ai Caduti di Giovinazzo e di Corato, abbia fatto in modo di salvare la sua creazione, facendola portare di nascosto a Manfredonia, dove già vi era un’altra sua fontana, anziché consentire per l’ennesima volta, a discapito del suo lavoro, il recupero del bronzo per sostenere l’industria bellica.

Come dimostrano le foto, il monumento che era a Bari e quello ubicato a Manfredonia in piazza Marconi sono perfettamente identici, compresa la roccia sottostante (a differenza della terza statua siciliana).

Ad ogni modo, mentre nel quartiere di Torre a Mare hanno avvertito l’esigenza di ‘rifare’ il monumento al pescatore, a Manfredonia è possibile ancora oggi godere dell’opera di un rinomato artista dedicata ai pescatori e divenuta uno dei simboli della città, con un possente Nettuno che col suo tridente infilza una piovra, mostrando una nudità eroica e fiera al cospetto delle insidie del mare.

Maria Teresa Valente

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Maria Teresa Valente

Giornalista pubblicista dal 2000 ed impiegata, esercita anche l’attività di mamma full time di due splendidi e vivacissimi bambini: Vanessa e Domenico. È nata e cresciuta a Manfredonia (FG), sulle rive dell’omonimo Golfo, nelle cui acque intinge quotidianamente la sua penna ed i suoi pensieri. Collabora con diverse testate ed ha diretto vari giornali di Capitanata, tra cui, per 10 anni, Manfredonia.net, il primo quotidiano on line del nord della Puglia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sull’immigrazione, ha conseguito un master in Comunicazione Politica ed è appassionata di storia. Per nove anni è stata responsabile dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco di Manfredonia. Ancora indecisa se un giorno vorrebbe rinascere nei panni di Oriana Fallaci o in quelli di Monica Bellucci, nel frattempo indossa con piacere i suoi comodissimi jeans, sorseggiando caffè nero bollente davanti alla tastiera, mentre scrive accompagnata dalla favolosa musica degli anni ‘70 e ‘80.

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