Storia

Un grande uomo del Sud

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OGGI mi volto e vedo poi … mi volto e mi giro e penso al grande Giuseppe Di Vittorio,scomparso in queste ore del 3 novembre del 1957  a Lecco. Era nato nel nostro profondo Sud di Cerignola, lui, che è stato l’orgoglio, la più alta speranza del Sud ,che in pochi capivano ,che in pochi hanno appreso la sua grazia e forza che dava alla vita ,di quella vita blanda, morbida, di rassegnazione e di morte senza alcuna difesa.Ebbene lui,il Di Vittorio, ribaltò tutto il sistema tra i poveri diventando il più immenso esempio di giustizia sociale, non soltanto per la Puglia ,ma per i sistemi di ogni Regione d’Italia.

Dico a pensarci oggi non esiste nemmeno l’ombra di una figura del suo livello,in nessuna parte ..ad eccetto tra qualche povero sindacalista emarginato dal sistema politico.

Un grande uomo del Sud di Capitanata che ha portato giustizia in Italia.Vittorio fu straordinario: è il bracciante povero e autodidatta che assurgerà alla carica più importante del sindacalismo italiano. Di lui si ricorda il grande spessore umano, un’empatia con le masse costante e ricambiata, l’originalità del suo percorso politico che dopo 64 anni lo fa essere ancora così amato e ricordato.Emblematica, da questo punto di vista, la straordinaria manifestazione di affetto che la gente tributò a Giuseppe Di Vittorio dopo la sua morte. Un infarto improvviso lo colse a Lecco durante un comizio nel 1957. Nel viaggio del treno che da Lecco riportò il feretro a Roma, ogni stazione intermedia si trasformò in una pubblica camera ardente con migliaia di persone che accorrevano a dare l’ultimo saluto a “uno di loro”.

Quello di Giuseppe Di Vittorio è stato dunque un modo importante di interpretare il sindacato attraverso un senso identitario dell’agire sindacale, capace di suscitare un sentimento emotivo forte e vissuto. Ma Giuseppe Di Vittorio è stato anche un grandissimo sindacalista, capace di un pensiero sindacale innovativo, coerente e profondo, spesso in grado di precedere gli avvenimenti.


Di Claudio Castriotta

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Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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