Manfredonia

Tra devozione e botti: a Manfredonia la sveglia la suona il “Botto”, le polemiche sui social

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A Manfredonia, il calendario liturgico sembra aver trovato un nuovo, inequivocabile modo per farsi notare: la polvere da sparo. Che sia per celebrare un Santo patrono, una Madonna o una ricorrenza minore, la formula si ripete ormai con una puntualità che fa discutere: fuochi d’artificio la sera e, soprattutto, l’immancabile “botto” mattutino delle 8:00. Una sveglia prepotente che, se un tempo serviva a richiamare i fedeli alle celebrazioni in un’epoca senza smartphone, oggi risuona sempre più come un anacronismo.

A dare voce a un malcontento sempre più diffuso è una cittadina di Manfredonia, che sui social ha affidato uno sfogo tanto lucido quanto ironico, capace di raccogliere immediatamente l’approvazione di molti compaesani:

“Io capisco le tradizioni, capisco che vanno rispettate e onorate, comprendo la religione, il culto delle Madonne e dei santi; ma io mi chiedo: c’è bisogno di sparare questi botti al mattino? Non si può essere devoti alla Madonna senza? Ieri era Santa Maria e ci sono stati i botti, ovviamente i cani terrorizzati, stamattina botti di nuovo per non so che ricorrenza. Non uno poi, non due, ma tre! Altrimenti il santo non li sente bene…”

Dietro l’amara ironia del “santo che non ci sente bene”, si nasconde una questione di civiltà e di convivenza che non può più essere ignorata. La cittadina tocca un nervo scoperto della società moderna: l’impatto di queste usanze sugli animali domestici.

I cani e i gatti, con il loro udito estremamente sensibile, vivono le esplosioni come una vera e propria minaccia per la sopravvivenza. Sperimentano panico, tachicardia e, in alcuni casi, rischiano la fuga o l’infarto. Come fa notare l’autrice del post, al giorno d’oggi le famiglie che accolgono un animale sono tantissime; la composizione della società è cambiata, e ignorare la sofferenza di questi esseri viventi in nome di una tradizione secolare solleva interrogativi etici non indifferenti.

Il punto centrale non è cancellare la devozione o spegnere il folklore, ma adattare le usanze al tempo in cui viviamo.

La fede e il rispetto per i Santi si misurano davvero in decibel? È difficile credere che la sacralità di una festa dipenda dal far tremare i vetri alle 8 del mattino. Esistono alternative moderne per festeggiare, dalle luminarie a spettacoli pirotecnici silenziosi, fino a momenti di aggregazione che non implichino per forza l’inquinamento acustico.

Le tradizioni sono il collante di una comunità, ma per restare vive devono sapersi evolvere insieme alla sensibilità delle persone. Forse è arrivato il momento per Manfredonia di chiedersi se per onorare il cielo sia davvero necessario terrorizzare chi vive sulla terra. I Santi, dall’alto, probabilmente ascoltano benissimo anche le preghiere dette sottovoce.

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