Tasso: “Fermiamo Energas” – Video

Ieri in una stazione di servizio, nei pressi di Rieti, è esplosa una un’autobotte che stava scaricando del gpl, provocando due morti. Naturalmente esprimo profondo cordoglio ai familiari delle vittime.

Ho ripreso questa notizia perché l’altro giorno al MISE si è tenuta una Conferenza di Servizi per decidere l’autorizzazione di un mega deposito di gpl (60000 mc, quindi il più grande di Europa) nei pressi di Manfredonia, una città che si affaccia sull’omonimo golfo ai piedi del Gargano.

In un territorio vocato al turismo e che in passato ha pagato duramente le scellerate scelte della politica dell’epoca di immolarsi all’industria chimica.

La Conferenza di Servizi è stata tecnica ed interlocutoria, poiché la palla, come suol dirsi, è passata alla Regione che, per fortuna, si è dichiarata contraria a quest’opera.

Credo che, dopo la fase tecnica, se ne aprirà una politica, in cui con ampie documentazioni, dossier e studi di illustri esperti del settore, abbiamo dimostrato che l’installazione dell’azienda Energas spa è sperimentale (infatti non vi sono altre opere di questa portata), speculativa, pericolosa (per via della sismicità del territorio, per l’impiego di sostanze altamente nocive in caso di incidente – come gli odorizzanti etilmercaptani–per la vicinanza alla base militare aeroportuale di Amendola) e, in ultimo, il dato di fatto che questo tipo di opera non è più considerata strategica per il Paese.

Tutti iministeri interessati sono in possesso di corpose documentazioni, per le quali è impensabile che possano autorizzare uno scempio mortale per il territorio.

In passato la popolazione di Manfredonia ha dato esempio di compattezza come nel caso del respingimento di una nave denominata “dei veleni” – la Deep Sea Carrier – carica di rifiuti tossici. Correva l’anno 1988, ma allora come oggi, il sottoscritto ed i cittadini di Manfredonia sono uniti contro il progetto Energas e confidiamo nel buon senso dei ministri di questo governo, in particolare del vice premier Di Maio che conosce bene la situazione e, per più volte, si è espresso contro questo, mi si passi il neologismo, territoricidio.




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