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Superstrada del Gargano, WWF Foggia: le tutele del Parco non sono “vincoli” da aggirare, ma l’unica vera garanzia per il futuro e lo sviluppo economico del territorio

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Superstrada del Gargano, WWF Foggia: le tutele del Parco non sono “vincoli” da aggirare, ma l’unica vera garanzia per il futuro e lo sviluppo economico del territorio.

In risposta alle recenti dichiarazioni del “Comitato Pro Superstrada”, che torna a chiedere a gran voce il completamento del tratto Vieste-Mattinata definendo le tutele ambientali come ostacoli allo sviluppo, il WWF Foggia, ritiene doveroso ristabilire la verità dei fatti.

Il dibattito non può ridursi a una sterile contrapposizione tra “chi vive il territorio” e gli ambientalisti. Il mondo ambientalista non è contro la modernizzazione e comprende i disagi delle comunità locali, ma ribadisce con fermezza che le regole del Parco Nazionale del Gargano non sono “vincoli” burocratici di cui sbarazzarsi, bensì una necessità vitale per la sopravvivenza del territorio e del suo capitale economico.

L’integrità del paesaggio, dei beni culturali, la salute degli ecosistemi e il mantenimento della nostra “wilderness” rappresentano la risorsa turistica ed economica più importante che il Gargano possiede. Il solo fatto che esista un Parco Nazionale è stata la vera salvezza economica del promontorio, ponendo un argine a cementificazioni e lottizzazioni selvagge che avrebbero distrutto la sua attrattiva. Sminuire queste tutele significa mettere sul lastrico l’intera economia locale.

Di fronte alla retorica del Comitato, il WWF Foggia evidenzia i seguenti, inconfutabili dati di fatto:

1. Un progetto illegittimo e frammentato. Il tratto Vieste-Mattinata attraversa la Zona 1 del Parco Nazionale del Gargano, area di massima tutela dove il Decreto Istitutivo (D.P.R. 5 giugno 1995, art. 4) vieta esplicitamente la realizzazione di nuovi tracciati stradali. Costruire una strada in quest’area significherebbe annullare lo scopo stesso per cui il Parco è nato, distruggendo ecosistemi di rilevanza europea (con conseguente procedura d’infrazione comunitaria). Inoltre, il tentativo di ANAS di presentare il progetto “a fette”, separando i lotti per ottenere via libera parziali, è un artificio per eludere la normativa comunitaria e nazionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), come denunciato dalle associazioni ambientaliste. Ha senso cominciare un lavoro costoso sapendo che la legge impedisce di portarlo a termine?

2. Le false promesse su inquinamento e traffico. Il Comitato sostiene che la Superstrada ridurrà inquinamento e traffico. È vero l’esatto contrario. Una viabilità a scorrimento veloce non farà altro che incentivare un turismo “mordi e fuggi”, riversando una quantità enorme di auto private direttamente sulle cittadine costiere come Vieste (che già registra quasi 2 milioni di presenze). L’inquinamento e il congestionamento dei centri urbani (già in crisi) e della fascia costiera aumenteranno drasticamente. Senza contare sui decenni che ci vorranno per realizzare strade, si stima che l’intera opera richiederà realisticamente oltre 30 o 35 anni per essere conclusa (quindi molto probabilmente ci avvicineremo ai 50 anni); viadotti e gallerie, polveri, strade bloccate, deviazioni, inquinamento dei mezzi di cantiere, andranno inevitabilmente a colpire il turismo e la routine quotidiana del Gargano (basta paragonare i tempi e i disagi che hanno provocato le gallerie esistenti).

3. Un impatto ambientale devastante, ammesso dagli stessi progettisti. Non siamo solo noi a lanciare l’allarme: gli stessi elaborati di progetto (Studio di Incidenza) ammettono che l’opera avrà impatti “alti e significativi”. Si prevedono abbattimenti stimati in oltre 30.000 piante, tra cui preziose specie di orchidee, endemismi e alberi monumentali. L’infrastruttura diventerà una “barriera invalicabile” che frammenterà gli habitat, interromperà i corridoi ecologici, inficerà l’idrografia superficiale e sotterranea (a causa delle gallerie) e comporterà un altissimo rischio di investimento per la fauna selvatica (piccoli mammiferi, rettili, anfibi) e di collisione per l’avifauna e i chirotteri.

Le vere soluzioni per uscire dall’isolamento. Nessuno vuole condannare il Gargano all’isolamento, ma investire quasi un miliardo di euro per sventrare il promontorio non è la risposta. Esiste la cosiddetta “Opzione Zero”, che prevede l’adeguamento, la messa in sicurezza e la manutenzione della viabilità esistente (S.P. 53 e vecchia S.S. 89). Le risorse dovrebbero essere impiegate per un Piano Integrato dei Trasporti che valorizzi l’intermodalità (treno, gomma, vie del mare), per il miglioramento del trasporto pubblico locale e, soprattutto, per potenziare i presidi ospedalieri e i servizi socio-sanitari direttamente sul territorio, garantendo il diritto alla salute dei cittadini senza costringerli a viaggiare per chilometri.

Il pendolarismo. Il pendolarismo non si combatte con le strade. Giustificare un’infrastruttura costosissima e dal devastante impatto ambientale con la necessità di raggiungere scuole, lavoro o ospedali lontani (come Manfredonia o San Giovanni Rotondo) è un’ammissione di fallimento. Le grandi strade di cemento non devono e non possono supplire alla mancanza dei servizi territoriali primari che le città garganiche meritano.

Il WWF Foggia continuerà la sua battaglia nelle sedi istituzionali, legali ed europee insieme alle altre associazioni affinché si comprenda che tutelare il Parco Nazionale del Gargano è la precondizione per lo sviluppo reale del territorio, non un freno.

WWF Foggia

tenuta santa lucia