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Dopo la revoca dell’Assemblea dei soci della Società Oasi Lago Salso, arrivano
anche le dimissioni di tre dei cinque componenti del collegio sindacale che
ora vuole fare chiarezza sulle incomprensioni generate dal mancato confronto de
visu imposto dall’emergenza sanitaria e amplificato da notizie comparse su alcuni
giornali e divulgate da chi non ha tenuto conto dell’obbligo di segretezza dettato
dai principi di correttezza e buona fede così come condiviso dalla dottrina e dalla
giurisprudenza.
“La convocazione dell’Assemblea dei soci che avevamo fissato per i giorni 12 e 15
giugno 2020 e rinviato a causa della indisponibilità delle sedi della società e
dell’Ente Parco – spiega il Presidente del Collegio sindacale Matteo Frattaruolo
- è stata successivamente revocata perché sono venuti meno i precedenti
presupposti della convocazione dovuti esclusivamente ad incomprensioni tecniche
tra noi e il liquidatore. Incomprensioni risolte dopo un confronto diretto con lo
stesso liquidatore (consentito dalla fase 2 del Covid-19) che ha fornito la
documentazione richiesta e tutti gli aggiornamenti sulla situazione patrimoniale
permettendo di chiarire le rispettive posizioni e di approfondire la materia sulla
base della normativa”.
La diffusione a mezzo stampa degli atti della società, che legalmente e
deontologicamente dovrebbero rimanere segreti, ha indotto tre dei cinque
componenti del collegio sindacale a prendere le distanze da quanto accaduto a tal
punto da rassegnare le proprie dimissioni.
“Pur rispettando il diritto di informazione e di cronaca, in un’ottica di pubblico
interesse alla divulgazione delle notizie – continua Frattaruolo- mi preme
sottolineare come tale divulgazione, che ha lasciato straniti noi del collegio e lo
stesso Ente Parco- non può che essere interpretata come stumentalizzazione della
nostra attività professionale e delle nostre posizioni nei confronti del socio di
maggioranza che ci ha nominato. Proprio per ringraziare il presidente del Parco
Pasquale Pazienza e il liquidatore Gianfranco Ursitti per averci riconfermato piena
fiducia, oggi ci dimettiamo per dimostrare la nostra netta distanza da quanto
accaduto e per garantire ancora una volta la nostra indipendenza ed autonomia”.


