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Sintesi dal 1° incontro della Scuola Socio Politica

In tanti martedì 1 Dicembre hanno accolto l’invito dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo ad iniziare un percorso di formazione e confronto su temi di formazione socio-politica. Questo è già un germoglio di cambiamento.

Ad aprire il momento inaugurale di questi 11 incontri sino a Giugno 2016 il presidente provinciale delle Acli Fabio Carbone che ha sottolineato come per le Acli sia un gran bello stimolo poter contribuire a questo percorso accanto all’Arcidiocesi, accanto ad una Chiesa che oggi come oggi resta forse una delle poche istituzioni che si interroga e provoca ad una formazione seria in diversi ambiti, anche quello socio-politico. Un compito che ormai è disatteso anche dai partiti stessi. “Oggi – ha sottolineato Carbone – la vera crisi non è solo economica, ma di valori ed è importante che qualcuno provochi ad un confronto. Grazie al Vescovo Castoro, grazie ad Arena e alla Diocesi per questa opportunità”.

Forti gli interventi dei due relatori: la dott.ssa Raffaella Ardito della redazione del periodico di cultura politica “Cercasi un fine” e dott. Piero Paciello direttore del quotidiano “L’Attacco”.

Ardito si è interrogata sulla parola cambiamento, oggi troppo spesso abusata e degenerata nel suo valore. Sottolinea come da una ricerca nel 2013 la parola cambiamento fosse una delle più digitate sul motore di ricerca Google con tutte le sue varianti ed accezioni. “C’è attenzione e desiderio di cambiamento, ciò che manca è il coraggio dell’attuazione del cambiamento” cosi ha esordito parlando dell’importanza delle Scuole di Formazione Socio-Politica, di cui con la redazione di “Cercarsi un fine è promotrice. Continuando “il cambiamento è legato alla formazione. Occorre formazione tecnica politica ma anche formazione valoriale, che è comune a tutti i cittadini, non solo quelli che decideranno di presentarsi ad una candidatura”. Ha ribadito come oggi occorra conoscere la buona ma anche la cattiva politica, non essere ingenui, ma capire, studiare i difetti della malapolitica non per imitarli ma per essere desti e denunciarli, combatterli. Ha citato diversi testi tra cui “esercizi di buona politica” del Card. Carlo Maria Martini e “Corruptia” di don Rocco D’Ambrosio (fondatore di Cercasi un fine) che analizza la situazione di un comune italiano sciolto per mafia elencandone tutta la corruzione intanata in consulenze fittizie e contributi a pioggia alle associazioni figli di scambi clientelari.

La dott.ssa Ardito sottolinea tre problemi seri del malessere sociale e della malapolitica oggi:

  • La legge: il delegare tutto alla sola legge e Magistratura, che spesso si è dimostrata complice. Ogni cittadino, ogni istituzioni, ogni associazione o movimento deve fare la sua parte, il suo contributo, la sua vigilanza, la sua denuncia.
  • Un tessuto malato: poiché la crisi non è economica ma valoriale, lì dove tutti sono figli ed attingono ad un sistema corrotto. È una questione educativa ed antropologica. In tanti si denuncia la situazione, ma quando c’è possibilità di attingere ognuno attinge.
  • La leadership: Siamo in attesa continua di un salvatore ipotetico a cui deleghiamo la salvezza, ma spesso lo deleghiamo senza conoscerlo, senza conoscere i programmi politici, ma accordando fiducia

 

Intenso l’intervento anche del direttore del quotidiano “L’Attacco” Piero Paciello che ha ricordato il caso di Monte Sant’Angelo come esempio di un processo di cambiamento partito dal basso in seguito ad una indignazione. Paciello sottolinea che il cambiamento in Capitanata è su più fronti, si rilevano vari processi ma purtroppo questo ha un registro molto lento. Facendo un analisi storica il giornalista ha ricordato come il passaggio dalla 1° alla 2° Repubblica è stato un periodo molto fertile e positivo in cui tanto si è dato in termini di cambiamento ed in cui lo stesso pensiero cattolico ha lasciato il segno.

“ Ma oggi – denuncia Paciello – siamo pieni di scorciatoie ed illusioni di cui siamo schiavi che rallentano o annientano il cambiamento” . Qui elencate in sintesi.

  • “Tutta colpa della politica”: la colpa è solo delegata a chi governa ma cosi non è, poiché tutti attingevano ed attingono al tessuto malato (Cfr intervento Ardito).
  • Scorciatoia giudiziaria: Si delega la “pena” dei “cattivi politici” solo alla magistratura, ma si pensa poco alla formazione al voto ed al rapporto continuo con la rappresentanza.
  • La delega ad alcuni: non vi sono rapporti con chi amministra, si delega dopo il voto (spesso clientelare) e non si stabilisce più un rapporto con la rappresentanza.
  • Nuova falsa classe dirigente: Si da troppa speranza e delega basata su “politiche incestuose”, si da voto al nuovo che in realtà fa già parte del sistema e votati e votanti non vogliono mollare i privilegi assunti, ma li denunciano.

Per Paciello esistono oggi delle leve del cambiamento su cui investire:

  • Indipendenze e politica attiva verso gli imprenditori che devono essere in grado di donare la propria originalità al territorio libero da corruzioni, “incesti politici”, accordi premeditati (cita l’esempio lungimirante di Armando De Girolamo);
  • Adolescenti dai 14 ai 18 anni oggi disillusi perché senza memoria e senza desiderio del futuro. Sono questi da incontrare, ascoltare con empatia, con una politica non solo fatta di ragione e competenza ma fatta con cuore, con la passione, una nuova politica empatica.
  • La Chiesa è un soggetto promotore del cambiamento ed in Capitanata vi sono esempi come la Chiesa di San Severo impegnato in un processo di realizzazione di un nuovo Istituto di credito, la Chiesa di Cerignola che ha voluto investire nell’ultima campagna elettorale mettendoci la faccia, la Chiesa di Manfredonia con il Vescovo Castoro pronta ed aperta al dialogo con innumerevoli iniziative sociali.

Conclude Paciello con un’analisi di Manfredonia dove si può leggere in positivo un cambiamento che viene dalla Chiesa, da una Chiesa attenta ed impegnata, da una nuova opposizione presente in città che vuole svolgere un ruolo, da nascenti gruppi di ragazzi e giovani desiderosi di farsi vedere, farsi sentire con eventi e manifestazioni.

A concludere la serata l’Arcivescovo Castoro che ha dichiarato “La nostra Chiesa ha formato negli anni scorsi gli operatori pastorali con una formazione teologica, filosofica, liturgica, ma ci siamo resi conto che ciò non bastava più, dovevano scendere in campo per un dialogo, una formazione in ambito socio-politico. Questa iniziativa si inserisce in un processo di diffusione ed assimilazione della Dottrina Sociale della Chiesa. Un grazie a tutti i partecipanti, agli organizzatori. Sarà un percorso proficuo se lo vorremo rendere tale ognuno con il proprio contributo”.

Il prossimo appuntamento a Martedì 15 Dicembre ore 19 con la lezione “Fondamenti dell’impegno socio-politico alla luce dell’esperienza di Giuseppe Dossetti”.

E’ possibile effettuare ancora l’iscrizione con informazioni al link: http://goo.gl/forms/pyKwtHKypZ

 

Dott. Arena Massimiliano

Referente Responsabile                                                                                                                                                                               della Scuola Socio Politica

Redazione

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